Le partite di Errani-Paolini e Sinner per il titolo a Parigi
Cominciano Sara Errani e Jasmine Paolini in doppio. Un anno fa sulla terra rossa parigina sono arrivate in finale nello Slam e hanno vinto l’oro olimpico. Sara Errani ha vinto cinque titoli Major [due Melbourne, un Roland-Garros, un Wimbledon e uno US Open] ma tutti con Roberta Vinci. Jasmine Paolini ancora nessuno.
Le avversarie sono due ragazze che gravitano nell’orbita della scuola russa. Anna Danilina è una delle ragazze moscovite che hanno preso il passaporto kazako, ma la guerra non c’entra, l’ha fatto nel 2011. Ha frequentato l’Università della Florida, si è laureata in Economia, ha cominciato la sua attività da doppista d’élite perché tre anni fa Beatriz Haddad Maia era rimasta senza partner agli Australian Open [Nadia Podoroska ko]. Arrivarono in finale. A New York ha vinto il titolo del misto con Harri Heliovaara. La sua attuale compagna è Aleksandra Krunic, croata, nata da genitori serbi emigrati in Russia, dove tuttora vive.
E va bene, va bene: la finale dei maschi. Jannik Sinner vs Carlitos Alcaraz seguendo l’ordine della classifica. Oppure Carlitos Alcaraz vs Jannik Sinner seguendo l’ordine alfabetico e il numero degli Slam vinti finora. Quattro contro tre. È la prima volta che si sfidano in una finale Slam. A Roma era la prima volta in assoluto in una finale. Ora sì che è nata una rivalità. Jannik ha vinto tutt’e tre le finali Slam giocate finora: nell’era Open solo Roger Federer e lo stesso Carlitos Alcaraz hanno fatto quattro sulle prime quattro. Federer sarebbe poi arrivato a sette su sette. Jannik può diventare il terzo tennista più giovane a vincere tre Slam di fila dopo Donald Budge e Pete Sampras. Sono cose.
Paolo Bertolucci sulla Gazzetta ha scritto che “chi dei due cederà di un millimetro verrà sbranato dall’altro. Sulla terra, tra i due forse ha qualcosa in più Alcaraz dal punto di vista tecnico e di varietà di schemi, ma se lo spagnolo avrà uno dei suoi momenti di pausa, un passaggio a vuoto, lì il numero 1 al mondo potrà inserirsi e fargli male. Se la partita, come sembra dalle previsioni del tempo, dovesse giocarsi con il tetto chiuso, il vantaggio della superficie verrebbe limato leggermente e a beneficiarne sarebbe l’azzurro. Sarà fondamentale per lui tenere molto alto il ritmo ed evitare di far giocare troppo il dritto ad Alcaraz. Lo abbiamo visto anche nella sfida contro Musetti: dove la partita è cambiata quando Carlos ha iniziato a comandare col dritto dal centro del campo”.
El Pais dalla Spagna definisce Sinner “una macchina perfetta”, mentre dall’America c’è The Athletic che si concentra sul colpo dei colpi di Alcaraz: la smorzata. Era un colpo eccentrico, una cosa per vanitosi, invece è diventata una soluzione essenziale, un grosso aiuto per Carlitos in molte circostanze