Perché i francesi non vincono più a Le Mans

 

Perché i francesi non vincono più a Le Mans

Il grande rimpianto dei francesi è che nessuno dei loro piloti sia nell’albo d’oro dai tempi di Romain Dumas con la Porsche nel 2016. Lui dice che non si vince questa corsa solo perché la corri in casa e fa notare che anche prima di lui, fra il 2000 e il 2009, nessuno ce l’aveva fatta. Dopo è venuta una generazione d’oro, con Benoît Tréluyer nel 2011, 2012 e 2014, con Loïc Duval nel 2013, ma Éric Hélary [vincitore 1993] con l’Équipe sottolinea che all’epoca bastava essere un pilota Audi o Porsche per finire automaticamente tra i favoriti. Bastava avere la fortuna di trovarsi alla guida della macchina che la marca aveva scelto come preferita. Le cose sono cambiate radicalmente quando i due colossi tedeschi hanno lasciato le corse endurance, sostituiti al vertice dalla Toyota, che ha cominciato a vincere subito dopo aver chiuso i contratti con Stéphane Sarrazin e Nicolas Lapierre. 

La Toyota è favorita anche stavolta, insieme con la Ferrari. Le Hypercar al via saranno 21 e il via verrà dato – meraviglia delle meraviglia – da monsieur Roger Federer per quello che si presenta come un vettore incommensurabile di emozioni, positive e negative, di spettacolo in pista e fuori, di colpi di scena, sorprese, gioia, rabbia, frustrazione e felicità condivisa in un’arena di pochi km².  

L’Équipe considera che il panorama non è mai stato così competitivo, con otto costruttori, 21 macchine e quasi altrettanti potenziali vincitori. Chi escludere quasi certamente: la nuova Aston Martin Valkyrie con il suo V12 aspirato, l’unica non ibrida in griglia, ancora un po’ troppo acerba per rendere la vita difficile ai pezzi grossi della categoria e forse pure la Peugeot 9X8 reduce da una settimana negativa a La Sarthe. 

Ci sono 19 ex piloti di F1 sulla griglia di partenza, tra cui Kevin Magnussen su una BMW e la coppia della Cadillac che il giornale sportivo ha messo uno di fianco all’altro per un’intervista doppia nella quale richiamare quei bei tempi di una volta: sono Sébastien Bourdais e Jenson Button. Jenson Button, non Benjamin. Se alla 24 ore di Le Mans ci fosse Benjamin Button, la partenza verrebbe dopo l’arrivo [ah ah ah che ridere]. 

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