“La precocità è come l’acne: poi se ne va”
È così affilata la fame della Francia nel tennis che stamattina L’Équipe dedica la sua prima pagina ad Arthur Fils per essere diventato il più giovane top-15 dai tempi di Richard Gasquet. Quattro volte è arrivata la Coppa Davis negli ultimi 35 anni, ma in campo maschile manca un titolo dello Slam sempre dai giorni famosi di Yannick Noah al Roland-Garros.
Julien Reboullet ricorda la famosa copertina di Tennis Magazine dedicata al piccolo Richard G. di 9 anni, senza cognome a tutela della minore età, “il campione che la Francia aspetta” diceva la rivista a proposito del piccolo Gasquet da Sérignan. Ma ora che Richard G. sta per chiudere “una carriera sensazionale che lascerà un segno più profondo nei cuori che negli albi d’oro – il che in definitiva non ha prezzo – è facile ricordare che il principio di precocità è allo stesso tempo deperibile e difficile da rispettare. È come l’acne: a un certo punto la vedi e poi con il tempo scompare”.
Da diversi mesi Arthur Fils, oppure Arthur F. come a questo punto del suo intervento lo chiama Reboullet, – da diversi mesi scala la classifica ATP, “moltiplica i pani e le occasioni” per far dire o far scrivere che è diventato il più giovane a, il primo francese dopo, eccetera eccetera. Resta solo da capire se Fils è un altro brufolo.
È il top-15 del suo paese più giovane da vent’anni a questa parte, e “ciò che distingue questo ragazzo è la portata dei suoi obiettivi, ciò che stupisce è la sua capacità di divertirsi in duelli XXL. Le statistiche non raccontano tutta la verità, ma raramente mentono. Contro i migliori-20 al mondo ha un bilancio positivo [15 vittorie e 14 sconfitte]. Solo due francesi erano riusciti a raggiungere un simile rapporto nello stesso numero di confronti: Yannick Noah e Jo-Wilfried Tsonga, ma avevano rispettivamente 21 e quasi 25 anni. Arthur Fils ne ha ancora 20 da compiere, mancano alcuni mesi, “ha ancora tanti difetti tecnici da risolvere – scrive L’Équipe – e adesso inizia la parte più difficile. Non tutto dipenderà da lui, perché tanti altri giocatori, anche più giovani, sognano in grande e colpiscono duro, ma tutto quel che dipenderà da lui, da ora in poi, determinerà la parte essenziale del suo cammino e la sua destinazione finale”.
Alla sua età Carlos Alcaraz. e Rafael Nadal avevano già vinto uno Slam, certo, ma l’Équipe ricorda bene che “Novak Djokovic si arrendeva spesso e Roger Federe era ancora un tipo che in campo perdeva la calma”. La sintesi: “Esistono mille e un modo per farsi un nome”.