Il bilancio dopo l’uscita dall’Eurolega
È un’altra primavera amara per l’Olimpia Milano dopo i bilanci preventivi pieni di luce fatti in estate. Un’altra primavera in cui lo scudetto eventuale sarà considerato un premio di consolazione. Per il terzo anno di fila la squadra di Ettore Messina è fuori dai play-off dell’Eurolega, “impresa che la accomuna a sole due squadre, Asvel e Alba Berlino, non esattamente corazzate” scrive Roberto De Ponti stamattina sul Corriere della sera.
Tre anni nei quali l’Olimpia ha vinto 46 partite e ne ha perse 55, “con qualche impresa – dice il Corriere – e molte più figuracce. Vogliamo ammettere che, in Europa, il bilancio recente dell’Olimpia è fallimentare? Sostiene Messina: troppi infortuni. Vero, se investi sul miglior rimbalzista d’Europa e ti si rompe dopo 4 partite un po’ di sfiga ce l’hai, ma a parte che gli infortuni, chi più chi meno, toccano a tutti, prevedere un piano B no? O ci si accontenta di pescare un centro in Nuova Zelanda sperando che nessuno si sia mai accorto prima di quanto talento avesse? O ancora, a proposito di uomini, acclarato che Dimitrijevic sia una scommessa che non ha pagato, è accettabile che il correttivo per una squadra senza regia potesse essere Mannion?”. De Ponti parla di “decisione alla Tafazzi” per essersi circondati di giocatori poco adatti: 37 in tre anni. “E adesso, dopo la vergognosa figura di Bologna, viene da chiedersi: i giocatori seguono ancora il loro allenatore? E basterebbe un altro scudetto per cancellare tutti i pensieri cattivi?”
Carlo Fabbricatore su Pianeta Basket chiama direttamente in causa Ettore Messina, mette in fila 24 voci, 24 capi di imputazione e si domanda: “Un coach ancorato a una pallacanestro che non esiste più?”. Geri De Rosa su Sky Sport Insider fa notare che lo spirito non è mai mancato alla Virtus Bologna, “sia nella gestione Banchi che in quella Ivanovic. Ecco, lo spirito, esattamente quello che l’Olimpia ha messo in mostra raramente, mai nelle quattro sconfitte consecutive che hanno segnato la sua eliminazione dalla post-season. Avesse avuto anche solo un po’ della fame e della voglia di lottare della Virtus, forse, staremmo parlando almeno di play-in, se non addirittura di playoff”.