Fonseca rischia 7 mesi di squalifica
Quattro giorni fa, il presidente del Marsiglia Pablo Longoria è stato squalificato per 15 giornate. Aveva accusato l’arbitro Jeremy Stinat di essere corrotto per aver espulso Derek Cornelius. Ieri la Francia ha visto Paulo Fonseca andare a mettere la sua testa contro la testa di Benoît Millot, un altro arbitro, dopo un cartellino rosso. La condanna del gesto dell’ex allenatore di Roma e Milan, oggi sulla panchina del Lione.
Eurosport France parla di “immagine deplorevole” del calcio francese. “Un atteggiamento ingiustificabile che si inserisce in un contesto già nauseabondo. Per 90 minuti Fonseca non ha fatto altro che gesticolare nella sua area tecnica, argomentando ogni decisione con grande veemenza. Fin dall’inizio della stagione, lamentele inopportune e comunicati stampa diffusi un po’ troppo in fretta hanno creato un clima pessimo attorno agli arbitri. Nell’ultima settimana la situazione è peggiorata. Pensavamo che la Ligue 1 avesse toccato il fondo la scorsa settimana con i commenti irragionevoli del presidente del Marsiglia. Sembrava che tutti avessero capito che aveva esagerato con gli arbitri. Ma l’intimidazione fisica da parte di un allenatore, una figura da educatore nei club professionistici, aggrava ulteriormente la situazione di un campionato che non ha proprio bisogno di uno scandalo ogni fine settimana per offuscare un’immagine già ampiamente appannata da meschine lotte intestine e dalla grottesca vicenda dei diritti televisivi”.
Nel suo editoriale di stamattina su L’Équipe, Vincent Duluc ha scritto: “Non è la prima volta che il calcio francese tocca il fondo e continua a scavare, ma non avremmo mai immaginato che potesse sorprenderci a tal punto e farci disperare. Dopo una settimana di polemiche sull’arbitraggio e di richieste di responsabilità, era difficile immaginare che una figura così importante della Ligue 1 trovasse il modo di minacciare fisicamente un arbitro, dimostrando di non avere la minima idea di cosa stesse succedendo, oggi più di sempre. L’immagine di Paulo Fonseca, fuori controllo, che si scontra con Benolt Millot dopo essere stato espulso è insopportabile e scandalosa. È una sconfitta anche per il buon senso, per l’intelligenza, per l’idea che si ha di un allenatore e per lo stesso tecnico portoghese, un recidivo. Bisogna essere chiari: le sue scuse non lo giustificano e merita di essere tenuto lontano dal cuore del gioco per molto tempo, al di là della battaglia di giurisprudenza a cui assisteremo nei prossimi giorni, perché il clubismo si autoinviterà come sempre e ci stancherà non poco. Parleremo ancora di Leonardo, forse di Medhi Benatia e Pablo Longoria, ricorderemo Alou Diarra che ha spintonato un arbitro ed è stato sospeso per sei partite, Gelson Martins che si prese sei mesi quando un dilettante per lo stesso gesto prende due anni, ascolteremo una serie di sì, ma, però. Però niente. Non ci sono ma. Nella più totale assenza di un minimo senso dell’interesse generale, sarebbe ora che il calcio professionistico di questo Paese venisse rimesso a posto da un potere forte, una voce importante, ragionevole e responsabile, sia sull’atteggiamento verso gli arbitri sia su altri argomenti. Possiamo sognarcelo”.