… E la discussione su Thomas Tuchel in Inghilterra
Gli inglesi stanno dibattendo della prima Nazionale sotto Thomas Tuchel. “Il nuovo cittì ha portato intensità e una squadra interessante”. Questo è stato il commento di Barney Ronay sul Guardian – dove è stato sottolineato pure il suo “nuovo modo di stare in piedi, una nuova energia, un nuovo schema. Quali sono i significati della sua postura, della sua falcata, dei movimenti delle braccia? C’è un tipo di carisma in questa figura magra, spigolosa, alta, stranamente impressionante, come un duca che passeggia. O forse è solo l’Albania” conclude Ronay con una consapevole ironia sui vizi e i tic del mestiere.
Sam Wallace sul Telegraph è il portavoce sovranista di chi sente orrore per il mondo mescolato e immagina come un sopruso, uno scandalo, una violenza la presenza di un tedesco sulla panchina dell’Inghilterra. Così spulciando qua e là il Telegraph trova che Tuchel in settimana abbia detto una cosa e il suo contrario, che abbia predicato di vincere con stile ma pure di vincere in modo sporco. E questo non va bene, non sia mai che del calcio si possa prendere un piatto intero e non la mezza porzione. Ideologia. Ideologia.
Wallace rimprovera più o meno all’Inghilterra di Tuchel il fatto che l’Albania sia scarsa, questo pare di capire leggendolo, quando dice che “la qualità superiore si è fatta sentire in pochi istanti” e tuttavia non si sa quale sia lo stile dell’Inghilterra. Questa cosa dello stile diventerà un fattore. Al Telegraph pare che Tuchel sia colpevole di “essere stato poco lusinghiero nei confronti del suo predecessore che ha portato l’Inghilterra a due finali e a una semifinale, e che la federazione avrebbe volentieri tenuto per un quinto torneo. Naturalmente, Tuchel ha il diritto di dire cosa pensa di Sir Gareth Southgate e senza dubbio è stato ben accolto dalla folla in collera con lui. La cosa è accaduta nella stessa settimana in cui Southgate ha invece detto che la cosa migliore che potesse fare per il suo successore era non dire nulla. Ma l’unica cosa che Tuchel non ha detto chiaramente è come vorrebbe che giocasse l’Inghilterra”.
Jonathan Liew non ha scritto di Tuchel ma di Jude Bellingham, dicendo che la parte più interessante di lui come calciatore è “quanta poca decorazione ci sia nella ostentazione del suo talento. Nessun esibizionismo: solo semplici abilità eseguite come in un concerto, ogni soluzione è condensata nella sua forma più economica e devastante. Il tiro, la finta, la rotazione, le sottili inclinazioni, gli spostamenti di peso. Un ragazzino può imparare a fare quello che fa Bellingham in un pomeriggio. L’assist per il gol di Myles Lewis-Skelly è un semplice passaggio di lato che chiunque di noi pensa di poter eseguire. Ma la velocità e la visione per intuirlo in anticipo, l’audacia di rischiare, il tempismo, il ritmo, più tutto ciò che era venuto prima, questo rende Bellingham un vero grande, la capacità di mettere insieme i pezzi, eseguirli alla perfezione, uno dopo l’altro, ancora e ancora”.