L’equilibrio che manca al Real è colpa di Vinicius
Il professor Jorge Valdano dice stamattina che non esiste una squadra che possa tollerare una coppia di giocatori che non si impegnano nel recupero della palla. Neppure il Real Madrid. Se gli attaccanti fanno le superstar, “se ignorano qualsiasi missione sacrificale – dice nella sua rubrica del sabato su El Pais – il gioco collettivo crolla. Il carico di lavoro che gli attaccanti non svolgono è impossibile da compensare per i centrocampisti. Soprattutto se gli avversari sanno muovere bene la palla e ti portano da una parte all’altra del campo”.
Ecco, dice Valdano, ecco spiegati i cinque gol presi dal Barcellona in Supercoppa. Chi sono i due? Uno è Vinicius. Non solo nella finale di Supercoppa. Sempre. Se a Vinicius una sera si aggiunge un altro indolente, Ancelotti raccoglie la frittata.
Valdano elogia lo spirito di sacrificio di Raphinha, ma aggiunge che non è più lo stesso della scorsa stagione, gli pare che sia mutata la mentalità, non la condizione fisica. Vinicius non ha meno qualità muscolari e meno resistenza agli sforzi lunghi rispetto a Raphinha. Ha un maggiore interesse per le azioni offensive. “Nelle belle giornate – dice Valdano – vince la partita solo perché ha tanto talento. Nelle giornate storte ti lascia in dieci e questo, in questo calcio, non te lo puoi permettere più. Non ne parliamo poi se qualcun altro difetta, come è avvenuto. Per essere una squadra affidabile, per evitare gli incendi, non basta premere ripetutamente il pulsante di emergenza quando scatta l’allarme. A volte il pulsante antipanico non funziona”.
Ce n’è pure per Carletto, quando Valdano dice che “Ancelotti avrà imparato che nelle partite di alto livello tre attaccanti non garantiscono l’equilibrio tanto decantato. Carlo è intelligente, impara velocemente e corregge ciò che si può correggere”. La mancanza di un regista all’altezza peggiora le cose. “Gli allenatori non vincono le partite né le perdono da soli. Se al Real Madrid manca uno stratega, il Barça ne ha in abbondanza. Sia Pedri che Casadó hanno tutto per guidare il gioco, per rallentare e aumentare il ritmo, per filtrare i palloni. Quando la macchina funziona, tutti vogliono la palla, sanno cosa farne. Tutto questo senza parlare di Lamine”.
Un discorso politico sulla Supercoppa l’ha fatto Fernando Siani per Cronache di spogliatoio, facendo notare che il trofeo è andato a una squadra tecnicamente fallita: “Che sta succedendo al Barcellona? Un casino. Un casino da almeno due o tre anni”. Un riferimento al braccio di ferro per il tesseramento di Dani Olmo, autorizzato all’ultimo momento a giocare la partita di Jeddah da parte del governo spagnolo, del comitato supremo dello sport.
“C’è qualcosa che non va – ha detto Siani – perché il Barcellona continua a vendere cose che attualmente non possiede, dai diritti televisivi di campionati che non ha ancora disputato, a posti esclusivi VIP in uno stadio che non è ancora stato costruito, ad asset legati ai Barça Studios, a palazzi che in teoria non dovrebbero rientrare nella gestione sportiva della squadra, addirittura diversi cimeli del museo, dal dischetto del Camp Nou ad alcune coppe, magliette di Messi, che in totale dovrebbero fruttare un milione di euro. Insomma, davvero stiamo toccando vette incredibili. La verità è una sola. In qualsiasi altro sistema solare il Barcellona sarebbe una squadra fallita. Da tempo immemorabile. Adesso stiamo arrivando oltre il sovrannaturale, perché non è possibile che una squadra in questa condizione economica voglia comunque fare una vita da nobile non avendone i mezzi. Nessuno ha prescritto di comprare Dani Olmo a quelle cifre, dargli quello stipendio”.