Le accuse di So Foot alla Ligue per lo streaming illegale
Da diverse settimane lo streaming illegale è diventato il nemico numero 1 del calcio francese e delle emittenti che trasmettono il campionato. Una lotta, scrive So Foot, che rappresenta “l’altra faccia della medaglia della disastrosa gestione dei diritti tv da parte della Ligue”.
Ma non preoccupatevi, dice in modo paradossale Baptiste Brenot: tutto quel che è pirata funziona bene. “La sua esistenza è antica quanto il mondo virtuale. Negli anni 2000 stava già scuotendo le potenti industrie della musica e dell’audiovisivo. In un famoso spot pubblicitario trasmesso per la prima volta nel 2004, la lobby degli studi di Hollywood dipinse i pirati del web come potenziali criminali, paragonando il download illegale al furto d’auto, con una musica così orecchiabile che faceva venire voglia di diventare dei criminali scaricando l’ultimo album dei Linkin Park su Emule o MegaUpload”.
Il fascino discreto della pirateria, vent’anni dopo, va a sbattere contro l’offensiva condotta in dall’FBI ma sostanzialmente nulla è mutato. “È ancora semplice – scrive So Foot – guardare il film che si preferisce su siti oscuri, senza pagare nulla a nessuno. Lo streaming illegale continua a funzionare bene, forse meglio che mai, nel mondo dello sport. È un attore fondamentale nella trasmissione del calcio mondiale, ha soppiantato nettamente l’emittente ufficiale del campionato francese in Francia. DAZN raggiunge un massimo di 500.000 abbonati, più di 800.000 guardano le partite altrove. Un fenomeno di proporzioni senza precedenti, lo ha definito Benjamin Morel, direttore generale della LFP Médias, a Le Monde.
Secondo uno studio Ipsos, il 37% dei potenziali telespettatori del campionato francese opterebbe ormai per canali di trasmissione illegali. Sono stati il 55% nella sera di Marsiglia-PSG. Ma So Foot scrive che dietro le dimensioni folli assunte dalla pirateria ci sono le scelte disastrose della Ligue, “la principale responsabile di questa situazione”.
Mille e.341 domini sono stati chiusi, operazioni internazionali sono state condotte dall’Interpol, eppure “niente sembra poter impedire agli streamer di trasmettere in streaming. L’unico modo per riportare sulla strada giusta i recalcitranti consumatori di calcio, diventati pirati del web – scrive la rivista francese – è offrire un servizio di qualità a un prezzo ragionevole”.
Le politiche adottate negli ultimi anni vengono invece definite un modo per sabatora il giocattolo. L’offerta per vedere la Ligue 1 era presente dieci anni fa in un pacchetto completo con i migliori campionati europei e la Champions “a un prezzo interessante”, mentre oggi – dice So Foot – “la formula è orribile, troppo costosa, con un format scontato, senza nessuna trasmissione che ci racconta il campionato, con uno studio scarso pochi istanti prima di ogni partita. La Ligue avrebbe potuto facilmente prevedere il fallimento di questa nuova formula dopo il fiasco di Mediapro. I week-end architettati da DAZN hanno un sapore insipido. Chi si dissanguerebbe per garantire lo stipendio astronomico di Vincent Labrune [da 100.000 a 70.000 euro – al mese, ovviamente] o per rendere redditizia l’operazione del fondo di investimento CVC? Se l’aumento massiccio dello streaming illegale nel calcio sta sconvolgendo gli equilibri finanziari, deve essere anche uno stimolo a farsi un esame di coscienza. Considerando i clienti delle mucche da mungere, la punizione era inevitabile”.
FONTE | So Foot