Melbourne, mostraci il tennis che verrà

Via agli Australian Open

 

  C’è un frammento di immagine che arriva dall’Australia, quindici secondi di video mezzo rubato, ripreso tra le maglie di una rete. Ci sono Sinner e Alcaraz che palleggiano in allenamento uno di fianco all’altro. Sono quindici secondi che raccontano meglio di qualsiasi saggio e qualunque sproloquio il senso nuovo dell’agonismo tra i ventenni. Bisogna immaginare Borg e McEnroe nella stessa seduta, Agassi e Sampras, Edberg e Becker, per cogliere la portata di questa rivoluzione normale. Questa è la scena, ma cosa ci aspetta non si sa. Non prima del 16-17 aprile, i giorni dell’udienza di Jannik dinanzi al TAS in Svizzera per il ricorso della WADA sul caso del Clostebol. 

Solo in primavera sapremo se e per quanto tempo il dualismo verrà congelato, se e per quanto tempo ci domanderemo quale Sinner ritroveremo dopo un’eventuale squalifica. Oggi ci sono due ventenni sulla scena che suggeriscono altre domande. La rivista Tennis per esempio si domanda se il circuito ATP passerà davvero da un triello a un duello, oppure se esiste ancora la possibilità che emerga un futuro più democratico”

In attesa della primavera europea e del mese più crudele, l’estate di Melbourne ci darà una prima risposta.

Kyrgios non ha perso un minuto per tornare a parlare del test antidoping fallito da Sinner. I più sanguinolenti tra noi hanno atteso il sorteggio sperando di trovarlo dalla parte di Jannik. Drama e Arena. Invece è atterrato dall’altra parte del tabellone, dove potrebbe affrontare la testa di serie #2 Alexander Zverev al terzo turno. Nel frattempo giocherà di nuovo il doppio con Kokkinakis. Con Zverev, Kyrgios è avanti 4-3 nei precedenti, ma non se ne giocano dal 2019. Se dovessero davvero incontrarsi, secondo Tennis le chance per Zverev di arrivare in fondo si ridurrebbero, perché affrontare Kyrgios di fronte a un pubblico australiano è un’esperienza snervante” e Sinner deve sentirsi sollevato per non doverla affrontare. A meno che non sia in finale. Mmm. 

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E DJOKOVIC?

Il Nole Djokovic scivolato così giù fra le teste di serie rende possibile ai quarti di finale qualcosa che solo nell’agosto scorso era la finale per la medaglia d’oro alle Olimpiadi e il mese prima a Wimbledon. Nei sette precedenti fra lo spagnolo e il serbo, ci sono quattro finali e tre semifinali. Tennis domanda: Dovremmo essere contenti o inorriditi che possa accadere così presto?. C’è così poco tennis nell’orizzonte a media-lunga scadenza di Djokovic, che una partita contro Alcaraz ce la prendiamo pure ai quarti di finale [se dovesse arrivare]. Carlitos ha sulla sua strada prima il talentuoso russo Alexander Shevchenko, le altre tre teste di serie nella sua metà sono Jack Draper, Sebastian Korda e Jordan Thompson. Alcaraz ha un bilancio di 7-2 combinando tutte le partite con loro. Non dovrà camminare sulla brace. Djokovic gioca contro una wild card all’inizio, ma il suo sorteggio potrebbe essere ispido già al terzo turno, quando dovrebbero toccargli il 19enne ceco Tomas Machac o l’americano Reilly Opelka, quella macchina di ace che lo ha appena battuto a Brisbane. 

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Taylor Fritz, all’età di 27 anni, ha rotto ogni chiacchiera su futuro, promesse e aspettative raggiungendo la finale a New York e il numero 4 in classifica, una circostanza che lo tiene fuori dai radar di Sinner, Alcaraz e Zverev fino alle semifinali. Non gli impedisce di imbattersi potenzialmente con il #5 Daniil Medvedev, tre volte finalista in  Australia: segno di un’eccellente preparazione a inizio stagione. Fritz inizierà contro Jenson Brooksby, che torna dopo una sospensione per doping [ops] e che nell’unico precedente di quattro anni fa lo ha battuto. Sulla sua strada ci sono pure le ombre di altri tre USA: Ben Shelton, Frances Tiafoe e Brandon Nakashima. È da 22 anni che un americano non vince in Australia. Fritz è un candidato – conviene Tennis – ma perché accada dovrebbe aver bisogno del caos sotto forma di sconfitte di Sinner, Alcaraz e Djokovic

La previsione di Tennis è che fra un paio di settimane saremo alle prese con Sinner-Medvedev e Alcaraz-Zverev in semifinale. Finale: Sinner-Alcaraz. 

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I temi del tabellone femminile

La WTA ha in Iga Swiatek una regina sicura sulla terra battuta. Non c’è un’altra favorita al Roland-Garros. A Melbourne potremmo scoprire che Aryna Sabalenka è la sua proiezione sul cemento. Ancora non sembra altrettanto imbattibile. Un terzo titolo consecutivo Down Under potrebbe portarla nei paraggi di quella considerazione. Arriva in salute agli Australian Open. Ha vinto l’ultimo torneo giocato nel 2024 [NY] e il primo nel 2025 [a Brisbane]. Me nel suo quarto di tabellone ci sono un’ex vincitrice Slam e un paio di altre giovani giocatrici che un giorno sembrano destinate a farcela. Inizierà contro Sloane Stephens, campionessa degli US Open 2017, al terzo turno potrebbe toccarle Linda Noskova, che un anno ha battuto Swiatek, e dopo Mirra Andreeva. Per la russa, secondo Tennis, è una questione di quando, non di se. Con Zheng Qinwen ai quarti di finale potrebbe arrivare la rivincita della finale dell’anno scorso. 

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Coco Gauff dall’altra parte del tabellone viene da quattro mesi che l’hanno ricostruita. L’ultima volta che l’abbiamo vista in uno Slam, a New York, la sua fiducia era ai minimi storici: colpa di un servizio ridiventato un punto debole. A Melbourne arriva invece nella forma migliore della sua carriera. Negli ultimi tre mesi ha vinto Pechino e il Masters di Riyadh. Ha battuto Sabalenka e Swiatek. Ha guidato gli USA alla United Cup. Come per Sabalenka, ci sono ostacoli iniziali, a partire da  Sofia Kenin che a Melbourne ha vinto un titolo e a Wimbledon l’ha sconfitta. 

Un fattore da tenere d’occhio, scrive Tennis, è la velocità della superficie. Quella dello Slam Down Under può variare, ma in generale il torneo vanta negli ultimi anni i campi di cemento più veloci che ci siano. Non è una cosa che Coco ama. 

Swiatek e Rybakina arrivano a Melbourne avendo cambiato allenatore. Hanno giocato entrambe benissimo alla United Cup, soprattutto nello scontro diretto in semifinale. Rybakina sta lavorando con Goran Ivanisevic, colpisce bene col dritto e sembra divertirsi di più. Swiatek ha ingaggiato Wim Fissette e ha di nuovo energia positiva [ops]. Nessuna delle due ha un cammino da far tremare i polsi – senza che nessuno ci abbia mai spiegato perché tremano i polsi e non le ulne o gli omeri. Se c’è qualcosa che potrebbe far deragliare Rybakina, sono le chiacchiere esterne al campo. Il suo ex coach Stefano Vukov è sotto inchiesta per abusi ed è stato bandito dal tour: lei sta chiedendo che sia scagionato e che possa tornare a frequentare i campi. 

Secondo Tennis si va verso due semifinali cone Sabalenka-Gauff e Rybakina-Swiatek, con una finale Sabalenka-Rybakina. 

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