Lo Slalom del 29 agosto | Cosa leggere, sapere e vedere | Cosa succede LIVE

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GIOVEDÌ 29 AGOSTO 2024

#GIORNO-1 DELLE PARALIMPIADI

 

«L’Olimpiade non è fatta per costruire numeri che portino onore alla Patria, è uno strumento potente che espone le vite dei ragazzi che ci partecipano, soprattutto in quest’epoca di fragilità estrema»

[Niccolò Campriani, campione olimpico]

 

 

  ACQUE

La prima uscita vera di Luna Rossa

  Luna Rossa contro New Zealand. Era finita così la scorsa America’s Cup. Auckland si prese tutto con il risultato di 7-3. È finito così pure il torneo preliminare di domenica scorsa in una regata secca. Ed è lo stesso duello che la barca italiana auspica di vivere pure a ottobre, quando verrà il momento della finale del più antico trofeo di vela, una vela diventata ormai quasi motonautica, cinenautica, ciclonautica, chi lo sa, con le barche che vanno a pedali e che sull’acqua non si posano più. Fa tanto Jules Verne, ma forse è Philip K. Dick. 

Come se fosse una Superlega calcistica, Luna Rossa contro New Zealand va in scena di nuovo, pure oggi, nella giornata-1 della Coppa Louis Vuitton, quella che storicamente definisce gli sfidanti. Cosa ci fanno allora i Defender in acqua? Eh, cosa ci fanno, cosa ci fanno. Ci fanno che è andata così pure nella vela, mica possiamo aspettare di vederli solo in ottobre. Lo slow sport da mo’ che è defunto. L’azzeramento del desiderio e il consumo immediato, il consumo quotidiano, il consumo ripetuto della grande sfida, della stessa sfida, è arrivata pure qui, dove una volta …. [spazio bianco da riempire con un pensiero nostalgico a piacere]. 

La Coppa America non è neppure arrivata e già siamo al terzo Luna Rossa vs New Zealand. Ovviamente tutti contavano quanto il due nella primiera. Il primo duello nel girone dei preliminari si è chiuso con un guasto elettrico al lucertolone italiano, il secondo è andato ai kiwi, il terzo di oggi non conta per la classifica. Come spiega Gaia Piccardi sul Corriere della sera: Obbligatorio vincere la Vuitton tra arsenico e vecchi merletti perché in banchina già striscia la prima polemica: gli inglesi di Ineos, che sono challenger of records e dovrebbero fare l’interesse degli sfidanti, hanno accettato che il defender partecipi ai due round robin

E ancora: La vela volante se la sono inventata i kiwi ed è giusto considerarli favoriti, ma il team Luna Rossa Prada Pirelli, facendo scelte controcorrente (il prototipo in house, ad esempio) ha disegnato uno scafo molto veloce e ha in testa un unico obiettivo: portare la Coppa America in Italia per la prima volta in 173 anni di storia.

Insomma, la prima vera sfida per Luna Rossa sarà quella a chiusura di giornata contro Orient Express, senza Verne, senza Dick, e speriamo pure senza Agatha Christie. 

 

  AVREMO SEMPRE PARIGI

La differenza tra i corpi paralimpici e le disabilità di ogni giorno

È stato uno spettacolo più classico rispetto a un mese fa, e del resto il palco non misurava sei chilometri di fiume. Ma lo spartito è stato lo stesso. Le Paralimpiadi hanno messo al centro della cerimonia d’apertura la celebrazione dei corpi e delle loro differenze, quella che Jean-Denis Coquard chiama stamattina su L’Équipe una serata con lo stesso midollo politico-poetico di quella del 26 luglio. Questo alla fine colpisce, più della pioggia che non c’era, più di Mattarella che stavolta non s’è bagnato, meno male, presidente, più degli atleti che finalmente si sono visti e il povero LeBron James invece no. Questo colpisce del lavoro del direttore artistico Thomas Jolly, la centralità data agli ultimi, il 26 luglio come ieri, dove in questo caso gli ultimi sono i portatori di disabilità che ogni giorno le nostre iper-città tengono ai margini. 

Una cerimonia, allora, spiega Coquard che ci ha ricordato come la società ha ancora molto da fare sul fronte della disabilità. La scena parlava di diversità, di quella rivoluzione dell’inclusione auspicata dal presidente del Comitato Paralimpico Internazionale, Andrew Parsons, il cui vibrante Libertà, uguaglianza, fraternità non poteva trovare un posto migliore dove risuonare. Prima di essere Place de la Concorde, questo luogo è stato Place de la Revolution, dove a suo tempo un Re e l’Ancien Régime sono stati trascinati, un luogo – allora – dove portare sul banco degli accusati se non alla ghigliottina i governi, gli stati, le istituzioni, gli uomini e le donne che prendono decisioni e guidano comunità, indifferenti ogni giorno  al popolo rappresentato qui in sfilata da 5.000 atleti e 168 delegazioni. 

Al suono disco-elettro dei DJ hanno invaso la piazza nel cuore di Parigi, uno stadio all’aperto [gli applausi sparsi nel vento poeteggia L’Équipe], uno stadio da 65.000 posti incastrato tra il Crillon e l’Assemblea Nazionale, dall’altra parte del ponte.

Alessandra Coppola sul Corriere della sera parla dei pianoforti a coda, stampelle, carrozzine, fumo, giacche e cravatte nere, occhiali da sole e pregiudizi davanti al colore che danza. Il maestro di cerimonie Thomas Jolly, l’enfant prodige della Francia profonda che ha sfidato lo snobismo parigino spingendo i confini del kitsch, anche stavolta ha strabiliato fuori dai confini di uno stadio.

Anche stavolta. 

Bastava guardare la piazza e i suoi dintorni – prosegue il racconto di Coquard su L’Équipe – ​​due ore prima, per scoprire, sbalorditi, un fiume di persone che pareva emerso dall’invisibilità di una città e da una quotidianità che le rendono anonime e talvolta le tiranneggiano. È stato come un invito ad aprire gli occhi e a integrare, questa è l’eredità più preziosa – e senza dubbio la più delicata – che questi primi Giochi Paralimpici estivi organizzati in Francia contano di lasciare dietro di sé.

Marco Bonarrigo sul Corriere della sera spiega che nelle città che ospitano le Paralimpiadi ogni quattro anni si vive per due settimane con l’idea che si siano miracolosamente risolti tutti i problemi di mobilità grazie a centinaia di mezzi dedicati che offrono agli spettatori disabili la possibilità di raggiungere qualunque impianto e a volontari e piattaforme mobili che permettono alle carrozzine di superare ogni ostacolo. È un’operazione di cosmesi urbanistica che dura lo spazio di 15 giorni: i Giochi passano, i problemi di mobilità no. A Parigi la percentuale di treni e stazioni accessibili tramite ascensori dedicati non supera il 25% del totale e le fermate dove non c’è alcuna barriera per chi si muove in carrozzina sono solo 29 sulle 300 distribuite lungo 16 diverse linee.

Ne ha scritto l’altro giorno Flavia Bevilacqua su Domani: Nel 2017 gli organizzatori avevano promesso «infrastrutture accessibili e atteggiamenti consoni al Paese più visitato del mondo». Ad oggi, nonostante i progressi fatti, la città presenta ancora gravi carenze  Anche il responsabile della rete di trasporti regionali di Parigi ha ammesso lunedì che la rete metropolitana della città è praticamente impossibile da utilizzare per le persone disabili. Molti dei palazzi di Parigi non hanno ascensori e, anche quando li hanno, spesso non sono adatti a contenere una carrozzina. La prima legge francese che ha promosso l’accessibilità degli spazi pubblici risale al 1975, ma la sua effettiva applicazione è evidentemente ancora oggi una sfida

Le gare

Nel frattempo sono cominciate le gare e QUI potete trovare la mirabolante guida alla giornata-1: sarebbe bello poterla fare così ogni giorno ma la pacchia sta finendo, direbbero in campagna elettorale, fra qualche giorno finirà l’estate, settembre poi verrà, sulla spiaggia niente resterà, e piangeranno solo gli occhi miei. 

|  VOCI  CARLOTTA GILLI

«La sindrome di Stargard colpisce una persona su diecimila e io ero quella persona. Ma non ricordo come vedessi quando avevo 10/10 ora che ne ho uno. Nella sfortuna sono stata fortunata, per me la vista è sempre stata così. Non mi sono fatta domande: se la malattia era per me, vuol dire che avevo più strumenti di altri per affrontarla e dovevo conviverci». «Ho scoperto tardi questo mondo, ma me ne sono subito innamorata. Aiuta tanto chi ha una disabilità. Bisogna uscire di casa e non avere timore di essere se stessi». [intervista di claudio arrigoni, Corriere della sera]

  IL CALCIO ITALIANO

Finalmente da domani possiamo aspettare il prossimo mercato

C’è stato un tempo in cui le partite erano diventate un fastidio per il calciomercato. Una parentesi seccante. Ora siamo oltre. Ora siamo al calciomercato che è un fastidio per le voci di calciomercato. Se Iddio vuole, domani si chiude lo spazio per le trattative, gli acquisti, le cessioni, quelle incombenze moleste in cui comunque bisogna tirar fuori qualche danaro. Si chiude la fase in cui succedono o non succedono delle cose, e finalmente se ne può aprire un’altra più interessante, quel periodo in cui le cose appaiono meravigliose perché sono in potenza e non in atto, potrebbero accadere, si vedrà. Si riapre la stagione più affascinante da spacciare, la fiera gratuita del sogno e dell’illusione, giorni e giorni in cui Questo piace a Quello, Tizio ha trovato il profilo giusto, Caio sta facendo un casting, quali sono i parametri zero, chi sono i giocatori che fra un anno e mezzo saranno liberi. Domani si chiude la porta di quel che si è potuto o non si è potuto fare, ma si spalanca il portone di ciò che sarà sublime immaginare.

Ne è testimone stamattina Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello sport-stadio: Ho una proposta da fare alla lega calcio – scrive – perciò tra poco spengo il computer e telefono a Casini. Ma no, che dico: meglio De Siervo. Visto che le date del mercato non piacciono a nessuno – tranne a giornali, rete, radio e tv – suggerirò all’amministratore delegato di aprire la prossima finestra estiva dal 25 al 31 agosto. Una settimana, non un giorno di più. Perché tanto i club – proprio come mia zia – aspettano soltanto i saldi.  In precedenza, per poco meno di due mesi, solo fuffa: due calzini, un paio di boxer, le ciabatte per la notte, una cravatta simil-napoletana e un costume all’outlet per l’estate prossima.  Che importa poi se le prime giornate si sono giocate senza i nuovi o con i nazionali rientrati in ritardo? Prendete Motta: un Mbangula oggi e un Savona domani e la vita vi sorriderà.  Al centro di tutto c’è puntualmente la Juve: ho sempre più la sensazione che Scanavino, Giuntoli e Thiago intendano cambiarne la storia, aggiornando l’assunto bonipertiano: non più, vincere è l’unica cosa che conta, ma pareggiare i conti lo è, per poi tornare a vincere. E questo nonostante un mercato che non ha precedenti negli ultimi tre anni: 200 milioni spalmati come la Crema Novi per tenere i conti a posto nell’immediato. Perché non c’è futuro senza un presente.

Domani è un altro giorno. Da domani comincia il conto alla rovescia verso il mercato di gennaio. Quanta meravigliosa attesa da godersi fino all’istante in cui verrà, verrà e inizieremo ad aspettare quello dell’estate prossima. 

  TITOLI

▥   Corriere della sera: Chiesa al Liverpool, Napoli accoglie Lukaku. Il Milan su Abraham

▥   Corriere dello sport-stadio: Due Fede in uno. Quale ai Reds?” – C’è il Chiesa che incanta e quello che sembra sempre incompiuto Se a Liverpool prevarrà il primo  ne beneficerà anche la Nazionale   Due Fede in uno  Quale ai Reds?   La storia di un giocatore dai chiaroscuri molto spiccati  ➔  Cristiano Gatti ha scritto: Vista dall’alto, ha tutta l’aria di una soddisfazione italiana: gli inglesi col turbo dei petrodollari vengono a fare shopping da noi, prelevando uno dei talenti migliori, comunque la si dica. Vista dal basso, è un altro cervello in fuga, uno dei nostri ragazzi capaci che a testa bassa abbandonano l’Italia per trovare soldi, affermazioni e gratificazioni, per diventare definitivamente qualcuno o almeno qualcosa.

▥   La Stampa: Destini opposti” – Mille tifosi accolgono Koopmeiners mentre Chiesa vola a Liverpool L’olandese promette: “Sono qui per vincere, sognavo la Juve da tempo”

POST-IT

▥   La Gazzetta online ieri: Scambio Saelemaekers-Abraham a un passo: manca solo l’intesa Milan-Roma. In effetti un dettaglio. Mancava solo l’accordo fra le due squadre che devono fare lo scambio. 

▥  Osimhen apre all’Al-Ahli dopo la nuova offerta e il rilancio da 120 milioni in 4 anni. Il manager Roberto Calenda aveva detto al Napoli due giorni fa: «Non è un pacco da spedire lontano». Hai visto che non era così lontano? Uno poi sulle distanze certe volte non si rende conto. 

▥   Koopmeiners ha passato le visite alla Juventus. Sarà guarito. Fino a ieri a Bergamo mandava il certificato medico

RUOTE

I topi ballano senza Pogacar

E il roditore Roglic sgranocchia secondi

Cinque minuti di vantaggio su Primoz Roglic non erano ancora sufficienti per vincere la Vuelta. Ora lo sappiamo. Lo sappiamo finanche prima che siano del tutto consumati, o prima ancora di sapere se lo saranno mai. La certezza è che quel vantaggio preso dall’australiano Ben O’Connor con l’azione solitaria della settimana scorsa va definito friabile, Non si mangia in un colpo solo ma può essere progressivamente sgranocchiato. 

È la strategia messa in conto dallo sloveno, che nella nuova tappa galiziana di ieri ha cerchiato il Puerto Cruxeiras per attaccare, quasi 3 km di salita al 9 per cento, a una decina di km dal traguardo. Roglic ha attaccato con Enric Mas, e l’australiano non è riuscito a rispondere. Ora il vantaggio è calato a 3’16” e 3’58” sui due, a metà della corsa e con altri due arrivi in salita consecutivi alle porte. Oggi si va sui 1488 metri della stazione di Manzaneda, domani ai 1699 del Puerto de Ancares. L’incertezza che ci pareva benedetta potrebbe finanche essere sul punto di crollare, chi lo sa, qui non sappiamo niente e ne siamo felici, così ogni cosa ci stupisce come le ombre sul muro i bambini. 

Leggere Alexandre Roos su L’Équipe ogni volta che c’è, per esempio. Oggi parla di coste della Galizia, delle spiagge intorno a Vigo, delle acque tonificanti con temperature bretoni, dell’aria iodata, delle cozze in vinaigrette e anche del campus tecnologico di Padron, dive Roglic ha mandato un segnale, il segnale che le vacanze sono finite, si torna al lavoro.

Roos parla di uno sloveno a corrente alternata, afflitto da dolori alla schiena, costretto a dover scegliere i momenti giusti per attaccare, i giorni in cui tirerà fuori i coltelli. Quando i compagni della Red Bull-Bora si sono portati in testa al gruppo ai piedi della salita, abbiamo capito che stava per cominciare qualcosa. L’abbiamo capito perché ce l’ha insegnato in questi anni Davide Cassani al commento, così riusciamo a indovinarlo anche quando non te lo spiega nessuno, anche quando Cassani purtroppo non c’è. 

Pattinare. È il verbo che Roos adopera per descrivere i disagi di Ben O’Connor in salita. Pattinava come sabato sulla salita verso Yunquera, scrive, e non è stata una sorpresa trovare l’australiano in difficoltà su questi dossi esplosivi, corti e ripidi, non sono il suo terreno preferito, a differenza di Roglic. Quel che è peggio è che si è ritrovato da solo, senza compagni, il suo battaglione aveva lavorato molto all’inizio della giornata, impegnato a vegliare sui fuggitivi e a controllare le carte d’identità di tutti prima di concedere via libera

È così che ha lasciato altri 37 secondi per strada. È così che ci lascia sospettare che non sia finita. Oggi Manzaneda è una salita scorrevole [15,4 km al 4,7%] con pendenze intorno al 12% nell’ultima parte. Ma O’Connor teme più le impennate di domani e domenica, Puerto de Ancares e Cuitu Negru.

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  IL MONDIALE DI F1

Hamilton a Monza, c’era una volta un nemico da fischiare

Chi l’avrebbe detto che un giorno il popolo di Monza avrebbe atteso Lewis Hamilton come uno di famiglia, Qui in passato lo hanno pure fischiato, come nel 2018 dopo la sua ultima vittoria su questo circuito, per un contatto che c’era stato con Vettel alla Roggia. Solo un anno fa si era presentato fresco di rinnovo con la Mercedes. 

Alle soglie del week-end di Monza, La Stampa intervista stamattina Frederic Vasseur, il gran capo della Ferrari, disposto a tradire la stessa smania dei tifosi, più propenso a parlare di Hamilton e di futuro che di questo complicato presente, alle spalle pure della rilanciata McLaren, anche se il Cavallino va all’attacco con tante modifiche sulla vettura annuncia la Gazzetta con un disegnino che svela il segreto nascosto, gulp: cambia la mappa dei flussi contro i sobbalzi. 

Vasseur a La Stampa dice che Lewis Hamilton «porterà le sue qualità, il palmares, l’esperienza. Ci darà una mano anche a stabilizzare un po’ il team, contribuirà all’evoluzione. Non sarà una rivoluzione, serve un piccolo passo per non cambiare tutto. Non è solo questione di velocità o capacità di mettere a punto la macchina, Lewis spingerà il team anche con l’attenzione ai dettagli. E quando c’è un cambiamento, vale anche in altri sport, tutti danno di più. Non è stato difficile convincerlo . Ha sempre avuto una grande attrazione per il brand, per la storia che c’è dietro. Penso che abbiano pesato anche i progressi in termini di prestazioni, approccio e struttura. È positivo per il team vedere che in macchina c’è un ragazzo e non un robot. Abbiamo campioni molto professionali che sono anche esseri umani. È importante avere qualcuno con carisma, motivare il gruppo con un progetto. Il pilota deve essere il catalizzatore di tutto questo. meglio avere un pilota che abbia un buon equilibrio nella sua vita, voglio qualcuno che sia concentrato al 200% quando è in pista ma non si tratta di 365 giorni all’anno. Una delle più grandi qualità di Lewis, fuori dalla F1, è che è organizzato molto bene, in grado di staccare completamente. Penso che sia un buon approccio. Ma adesso dovremo discuterne…». (ride) 

Poi Vasseur sembra pronto per entrare in qualche club di calcio, qualche club di calcio italiano, perché D’Orsi gli chiede della presa di posizione politica di Mbappé durante gli Europei e lui risponde: «Non commento le opinioni, è giusto che le abbia e le esprima. Però durante una competizione può essere pericoloso, nel calcio ancor di più perché in un gruppo di 20 giocatori ci sono di sicuro idee diverse e se questo diventa motivo di discussione è un problema». In effetti, che paura le discussioni e i disaccordi. 

VOCI  CARLOS SAINZ JR

Monza è rimasta alla lotta durissima e onesta negli ultimi giri del GP di un anno fa, che vincesti su Charles Leclerc resistendo fin sul podio. Possiamo aspettarci qualcosa di simile? 

«Siamo pronti a ripeterci e con qualche probabilità di vittoria in più, ma un anno fa esagerammo un po’». 

Cambiò qualcosa tra voi? 

«No, scintille ce ne sono due o tre volte a stagione perché siamo entrambi molto competitivi, ma quando capita poi ci troviamo a quattr’occhi, ne parliamo e abbassiamo un po’ il livello di scontro». 

In un campionato che non porta ai titoli, quanto è importante per te precedere Charles in classifica? 

«Zero, onestamente. Ho finito di pensarci dopo il GP saltato a Jeddah (fu operato di appendicite e sostituito da Oliver Bearman), non è giusto confrontarmi con una gara in meno. Molto più dei punti mi interessa fare il meglio possibile, podi e se possibile vittorie». 

Come velocità e agonisticamente ti senti all’altezza di Hamilton che ti succederà? 

«Sarei arrogante se dicessi di essere più bravo di uno che ha vinto sette Mondiali, ma mi sento anche in grado di battere tutti». 

[intervista di fulvio solms, Corriere dello sport-stadio]

  EUROGOL

La nascita della nuova Champions

Gli ultimi quattro posti per la festa se li son presi la Dinamo Zagabria, la Stella Rossa di Belgrado, il Lille e lo Slovan Bratislava. La nuova Champions nasce con apprezzabili elementi di rottura. Proprio lo Slovan non si vedeva dagli ottavi di finale persi contro il Milan nel ‘92, quando esisteva un altro mondo, il retropassaggio al portiere si poteva raccogliere con le mani e in Coppa loro rappresentavano ancora la Cecoslovacchia. 

Nel nuovo mondo c’è modo di stupirsi per il debutto del Girona, per il ritorno dell’Aston Villa, per lo Stoccarda di nuovo nell’élite dopo 15 anni, per quello del Bologna dopo 60. Lo Sparta Praga torna dopo un’assenza cominciata nel 2006. La Francia finalmente avrà 4 squadre compreso il debuttante Brest, l’Austria non aveva mai portato due squadre. 

Continuano a rimaner fuori pezzi di continente, quasi sempre gli stessi. La Grecia è assente per il quarto anno di fila, la Romania per l’undicesimo, eppure sono paesi che nella vecchia Coppa dei Campioni hanno giocato la finale [Panathinaikos] o addirittura l’hanno vinta [Steaua]. L’Est è quasi dimenticato. Se è vero che torna la Croazia [una sola presenza negli ultimi 4 anni, continua a mancarci la Polonia, una sola volta presente dal 1997: con il Legia nel 16-17. La Bulgaria non partecipa da otto anni, l’Ungheria fuori da quattro, la Slovenia da sette. Importa a qualcuno?

Nasce la Champions italianaesulta la Gazzetta dalla prima pagina perché abbiamo pure la quinta classificata al torneo, ma chi vince lo scudetto in Scandinavia è un fantasma in un torneo che si chiamava Champions Cup e adesso Champions League.  È fuori la Norvegia dal 2008 [il Bodoe/Glimt ha mancato l’assalto alla sua prima volta], fuori anche la Danimarca, fuori la Svezia per l’ottava volta negli ultimi 9 anni [l’eccezione il Malmoe del 2021], fuori la Finlandia ininterrottamente dal 1999. 

Alberto Polverosi sul Corriere dello sport-stadio spiega che nelle intenzioni dovrà essere un torneo non più equilibrato del precedente (perché tanto le migliori andranno avanti, esclusi imprevisti) ma più incerto, col risultato in bilico fino all’ultima giornata, almeno così sperano all’Uefa. Non ci saranno partite da prendere sottogamba proprio perché conterà la posizione finale della classifica generale per gli accoppiamenti successivi. E conteranno anche i gol segnati, così se il City troverà la squadra più debole del torneo potrà/dovrà segnare a valanga, senza fermarsi così da sistemare la differenza-reti.

Guido De Carolis spiega sul Corriere della sera che Il sorteggio sarà misto, manuale e digitalizzato, la parte del leone tocca al computer. La società Aelive ha messo a punto il programma, complesso e a prova di hacker. Un secondo sistema di sicurezza, fornito dall’azienda Ey, garantirà la casualità e l’integrità dell’estrazione. Questo per fermare possibili dietrologie e disinnescare i complottisti. Ci saranno lo stesso, la Uefa però ha fatto il possibile. La nuova formula è un’incognita, garantirà più equilibrio: non si avranno più gironi della morte o materasso. Squadre dello stesso Paese non si potranno incontrare e al massimo ogni club potrà giocare contro due della stessa nazione. Secondo le simulazioni della Uefa, per stare nelle prime otto bisognerà fare poco più di 21 punti. Per acciuffare il 24° posto, l’ultimo buono per i playoff, ne serviranno circa 7. Il calendario completo sarà svelato sabato 31 e la nuova Champions comincerà il 17 settembre.

LA NOVITA’ ITALIANA  –  Stamattina Paolo Condò dedica al Bologna su Repubblica la puntata della sua serie d’analisi sulle protagoniste del campionato: L’esodo dei principali protagonisti di un film stupendo era in fondo previsto, anche se la forza economica di Saputo unita alla buona gestione del club non lo rendeva necessario: se Motta e Zirkzee avessero voluto concedersi una stagione di Champions col Bologna — una vacanza cinque stelle in un borgo anziché una metropoli — sarebbe stata trovata la quadra. Fissare i traguardi stagionali non è difficile: il Bologna potrà dirsi felice se a fine campionato sarà rimasto nel giro delle coppe europee, e se in Champions si sarà guadagnato il playoff di febbraio, evitando quindi gli ultimi dodici posti del classificone, quelli che ti eliminano dopo la prima fase. Non sarà semplice, ma la spensieratezza aiuta.   Il secondo motivo per cui Italiano è una scelta sensata riguarda l’esperienza europea accumulata a Firenze: due preliminari passati, due gironi superati, la bellezza di sette turni a eliminazione diretta vinti. È vero che ha poi perso le finali, ma in due sole stagioni Italiano si è costruito un know-how di duelli per cui la maggior parte dei suoi colleghi impiega una carriera, se basta

 

IL TELECOSLALOM 

LO SPORT OGGI IN TV

LA GUIDA ALLA GIORNATA

VITE OLIMPICHE

8.30  Le Paralimpiadi – su Rai Sport e Rai 2

La mirabolante guida della prima giornata olimpica con gli orari di tutte le gare

ACQUE

14.00  Louis Vuitton Cup, round robin – su Italia 1, Canale 20, Sky Sport

Orient Express-Alinghi

Luna Rossa-Team New Zealand

INEOS Britannia-American Magic

Luna Rossa-Orient Express

   LA SINTESI

RUOTE

13,45  Renewi Tour, tappa-2 – Su Eurosport2

14.10 Vuelta di Spagna, tappa-12: Ourense Termal-Estacion De Montana De Manzaneda (137.5 km) – su Eurosport 1

   LA SINTESI

SPORT-TEEN

16.00 e 22.00 Atletica, Mondiali Under-20: 3a giornata – su Eurovision Sport

16.00 Decathlon, 100 metri  [FRANZÈ]

16.10 Lancio del martello femminile, qualificazioni

16.25 100 ostacoli femminili, batterie [AGOSTINI, POLZONETTI]

16.35 Decathlon, salto in lungo [FRANZÈ]

17.20 110 ostacoli maschili, batterie  [TOGNI, TRIOLO]

18.05 Salto in alto femminile, qualificazioni [VICINI]

18.10 Decathlon, getto del peso [FRANZÈ]

18.15 200 metri femminili, batterie [MARCELLO, TURCHI]

18.45 Salto in lungo maschile, qualificazioni [INZOLI]

19.10 200 metri maschili, batterie [LONGOBARDI, MIOLA]

22.00 100 ostacoli femminili, semifinali

22.25 Lancio del martello maschile, finale [CAMILLI]

22.30 110 ostacoli maschili, semifinali

22.50 Decathlon, salto in alto [FRANZÈ]

22.55 800 metri femminili, semifinali [DE NONI, KABANGU]

23.00 Salto con l’asta femminile, finale

23.20 800 metri maschili, semifinali [DE ROSA]

23.47 200 metri femminili, semifinali

00.10 200 metri maschili, semifinali

00.20 Salto triplo maschile, finale

00.30 Lancio del giavellotto maschile, finale [VISCA]

00.35 3000 siepi femminili, finale

00.55 Decathlon, 400 metri [FRANZÈ]

1.15 3000 metri maschili, finale

1.43 400 metri femminili, finale [VALENSIN]

Elisa Valensin ha migliorato in semifinale il primato italiano della categoria correndo in 52.23. La diciassettenne azzurra ha già vinto due medaglie d’oro un mese fa agli Europei Under-18 di Banska Bystrica, nei 200 e in staffetta, battendo il record nazionale giovanile anche nei 200. Stavolta ha tolto tre decimi al 52.50 corso a giugno a Nembro. E’ in finale con il quarto tempo complessivo, contro avversarie più grandi anche di un paio di anni [fonte: Fidal]

1.50 400 metri maschili, finale

TENNIS

17.00  US Open, 4a giornata – su Sky Sport

ARTUR-ASHE STADIUM
18.00  Jannik Sinner (ITA) [1] – Alex Michelsen (USA)

   LA SINTESI

Iga Swiatek (POL) [1] – Ena Shibahara (JPN)
1.00 Naomi Osaka (JPN) – Karolina Muchova (CZE)
Carlos Alcaraz (ESP) [3] – Botic van de Zandschulp (NED)

LOUIS-ARMSTRONG STADIUM
17.00 Tomas Machac (CZE) – Sebastian Korda (USA) [16]
Karolina Pliskova (CZE) – Jasmine Paolini (ITA) [5]
Sofia Kenin (USA) – Jessica Pegula (USA) [6]
1.00 Fabian Maroszan (HUN) – Daniil Medvedev [5]
Caroline Wozniacki (DEN) – Renata Zarazua (MEX)

GRANDSTAND
17.00 Yulia Putintseva (KAZ) [30] – Wang Xinyu (CHN)
Mirra Andreeva [21] – Ashlyn Krueger (USA)
Alex De Minaur (AUS) [10] – Otto Virtanen (FIN)
23.00 Max Purcell (AUS) – Tommy Paul (USA) [14]

STADIUM 17
Jordan Thompson (AUS) – Hubert Hurkacz (POL) [7]
Beatriz Haddad Maia (BRA) [22] – Sara Sorribes Tormo (ESP)
Arthur Fils (FRA) [24] – Gabriel Diallo (CAN)
Elena Rybakina (KAZ) [4] – Jessika Ponchet (FRA)

CAMPO 5
17.00 Anna Bondar (HUN) – Anna Kalinskaya [15]
Katie Boulter (GBR) [31] – Jessica Bousaz Maneiro (ESP)
Facundo Diaz Acosta (ARG) – Jack Draper (GBR) [25]
Mariano Navone (ARG) – Daniel Evans (GBR)

CAMPO 7
17.00 Clara Tauson (USA) – Diana Shnaider [18]
Caroline Dolehide (USA) – Sara Errani (ITA)
Flavio COBOLLI (ITA) [31] – Zizou Bergs (BEL)

CAMPO 10
17.00 Marie Bouzkova (CZE) – Liudmila Samsonova [16]

CAMPO 11
17.00 Matteo ARNALDI (ITA) [30] – Roman Safiullin

   LA SINTESI

Thanasi Kokkinakis (AUS) – Nuno Borges (POR)
Elisabetta Cocciaretto (ITA) – Anastasia Pavlyuchenkova [25]

CAMPO 12
17.00 Mattia Bellucci (ITA) – Christopher O’Connell (AUS)
Varvara Lepchenko (USA) – Anastasia Potapova
Tristan Schoolkate (AUS) – Jakub Mensik (CZE)

CAMPO 13
Terzo match dalle 17.00 David Goffin (BEL) – Adrian Mannarino (FRA)

EUROGOL

18.00 Sorteggi Champions League – su Sky, Amazon Prime Video, Tv8

19.00 Liga: Girona vs Osasuna – su DAZN

21.00  Conference League: Puskas Akademia vs Fiorentina – su TV8, Sky Sport

   LA SINTESI

21.30 Liga: Las Palmas vs Real Madrid – su DAZN

LA SINTESI

IL LIVE DI SLALOM..

 

  IL CANALE WHATSAPP

 

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