Euro 2024, Wimbledon, il Tour, cosa sapere, cosa leggere, cosa succede LIVE – 5 luglio

 

EURO 2024

I QUARTI DI FINALE

  Durante l’ottavo di finale della Germania, l’altra sera, Jack Grealish non è riuscito a resistere. Ha preso il telefono e ha messo una storia su Instagram. Grealish è uno dei calciatori inglesi dalla tecnica più raffinata. Il ct Southgate l’ha lasciato a casa. Potrebbe essere malmostoso, oppure potrebbe essere al mare, deluso, affranto, nauseato da questo mondo, me meschino, me tapino, eccetera. Invece niente, invece Grealish sta guardando gli Europei, mendicante di bellezza come tutti quelli che cercano di salvarsi in qualche modo. 

Grealish ha preso il telefono e su Instagram ha scritto che è inspiegabile, davvero impossibile da spiegare quanto sia forte Gundogan. «Uno dei migliori con cui abbia mai avuto il piacere di giocare» ha scritto, e non aveva alcun obbligo di fare un complimento, proprio nessuno, non sono più compagni, non sono dello stesso paese, non ci sono questioni di marketing, di campagna acquisti, niente di niente. È ammirazione. Punto. 

Non è un fenomeno isolato. The Athletic è andato anzi a ricostruire e approfondire, perché Gundogan non è mai stato il miglior giocatore della sua squadra, ma è sempre stato un giocatore che i migliori giocatori vogliono avere accanto. Da quasi 15 anni, Gundogan è il calciatore preferito dai calciatori – che è la formula meravigliosa scovata dalla rivista americana per definire il capitano della Nazionale tedesca. E dunque: in modo più comune: Di cosa parliamo quando parliamo di Ilkay Gundogan?.

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  FRANCIA VS PORTOGALLO

Dalla semifinale di Euro 2016 contro la Germania a Marsiglia, la Francia ha vinto solo tre partite in un Europeo, tre volte per 1-0, tre volte grazie a un autogol [Germania 2021 , Austria e Belgio 2024]. Uscire di scena stasera ad Amburgo, sarebbe un modo per andarsene senza lasciare traccia in Europeo, in un contesto politico serio e senza precedenti, in un periodo dell’anno che avrebbe dovuto essere riservato alle ferie retribuite, all’allegria degli spalti e al Tour de France. Così ha scritto Vincent Duluc su L’Équipe, mentre la vita ordinaria di luglio della Francia è sconvolta dalle elezioni accelerate volute da Macron, alla vigilia dei Giochi olimpici, ormai dietro l’angolo. 

Questo quarto di finale contro il Portogallo – dice Duluc – aumenta l’eccitazione e l’attesa su diversi livelli. In caso di qualificazione, Didier Deschamps starà tranquillo fino al 2026, certo di aver trascorso 14 anni alla guida dei Blues, con una quarta semifinale in cinque grandi tornei. In caso di eliminazione, la sua pace nei giorni a venire sarà un po’ più incerta, mentre si avverte l’emergere di una situazione tutti contro tutti, noi contro gli altri.  Abbiamo ripetuto fin dal primo giorno che la Francia difende abbastanza bene da andare lontano. Ci siamo chiesti se fosse attrezzata allo stesso modo anche in attacco. Finora la risposta è no. 

Nelle ultime 12 partite ci sono state 11 vittorie francesi, ma la sola sconfitta è stata la finale del 2016 giocata in casa, una pugnalata di Eder nel cuore di un’estate che sembrava irresistibile, il modo usato dal calcio portoghese per far pagare ai Blues la folle felicità della cavalcata di Jean Tigana a Marsiglia nel 1984 [3-2 ai supplementari] o il rigore d’oro di Zinédine Zidane nel 2000 a Bruxelles [2-1, al golden gol]. I Blues – scrive Duluc – sono la prova che tutti hanno bisogno di un gol nella vita, soprattutto se non è un rigore, non è un autogol

FIGURINE CRISTIANO RONALDO Va’ dove ti porta il cuore, e se il cuore ti porta qualche soldino in tasca, meglio ancora. Insomma. Ronaldo sbaglia il rigore contro la Slovenia, piange, si riprende, ne tira un altro in un modo differente [QUI The Athletic spiega come e perché] , lo segna, piange ancora, stavolta di gioia, e ci fa sapere che c’entra WHOOP. Piccolo spazio pubblicità. Che cos’è WHOOP? Un dispositivo tascabile per il fitness tracking, nella lingua del marketing, un aggeggio in grado di registrare dei dati, grazie ai quali sappiamo che la frequenza cardiaca del capitano del Portogallo era al minimo quando si è fatto avanti per tirare il secondo rigore. Il dispositivo è indossato sul polso o sulla parte superiore del braccio e fornisce informazioni quotidiane su sonno, sforzo, capacità di recupero. Ronaldo è l’ambasciatore globale dell’azienda e suo socio da maggio, insieme con Virgil van Dijk , Katie McCabe e Beth Mead, oltre a sportivi come Rory McIlroy e Michael Phelps, che indossano regolarmente il fatt’apposta. Il grafico che gira mostra una frequenza a 170 battiti al minuto alla fine dei tempi supplementari, ma Cristianone l’ha portata a 100 nel momento in cui ha tirato il rigore, prima di vederla risalire a 170 quando il tiro di Bernardo Silva ha dato la qualificazione al Portogallo ai quarti di finale.

Per contestualizzare, la frequenza cardiaca a riposo di un atleta d’élite è significativamente più bassa, spesso vicina a 40-60 bpm. Può essere anche più bassa: il ciclista spagnolo Miguel Indurain, cinque Tour de France vinti negli anni ’90, a riposo la vedeva scendere fino a 28 bpm.

 I dati di Ronaldo hanno attirato molta attenzione mediatica e sono stati messi in relazione alla sua tecnica di respirazione, la conosciamo: occhi chiusi, respiro profondo dal naso, respiro controllato dalla bocca. Lui stesso ne ha parlato. Dice che questa sequenza di gesti lo calma, Lo fa in allenamento, in partita, è diventata un’abitudine. L’idea è che riducendo i respiri al minuto, diciamo da 4 a 10, il corpo di una persona entra in uno stato di maggiore relax. Lo ha detto in un’intervista promozionale per WHOOP. Nel dubbio: non ci provate. 


    TOUR DE FRANCE

LA CRONOMETRO A EVENEPOEL, LA MAGLIA RESTA A POGACAR

TAPPA-7

LA TAPPA DI OGGI

LA CRONOMETRO

Remco Evenepoel ha vinto la settima tappa del Tour, la cronometro di 25,3 km da Nuits-Saint-Georges a Gevrey-Chambertin. Ha battuto di 12 secondi Tadej Pogacar nonostante un piccolo problema meccanico e di 34 secondi Primoz Roglic. Jonas Vingegaard ha conquistato il 4° posto a 37 secondi.

Evenepoel ha vinto 15 cronometro individuali dal 2020, nello stesso periodo solo Filippo Ganna ha fatto meglio con 26. Consolida così il suo secondo posto nella classifica generale, a 33 secondi da Pogacar

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Tour de France 2024 stage seven profile

Non si può sempre reggere il batticuore, allora oggi ci prendiamo una pausa. O così almeno l’inviato de L’Équipe vive la cronometro, non è un esercizio che deve piacergli abbastanza. Ha scritto che non c’è niente mal si sposa con il romanticismo, ognuno se ne sta al proprio posto, sebbene ci sia della bellezza nella perfezione delle posizioni in sella, nella fluidità delle cadenze della pedalata e nell’esplorazione da parte dei corridori dei propri limiti, fisici e mentali

È una giornata di verdetti. La crono dirà se Tadej Pogacar è davvero più forte di Jonas Vingegaard, su un percorso di 25,3 km sostanzialmente pianeggiante, con una piccola madeleine nel mezzo, un gibbo sul quale lo sforzo massimo durerà tre minuti. Una tappa che farà luce a ritroso pure sul Galibier, dove negli ultimi 800 metri Pogacar ha sviluppato il 10% in più di potenza rispetto a Vingegaard, senza dargli più di 50 secondi e solo 8 in cima. È il secondo appuntamento nel personalissimo Tour della Vendetta che Pogacar intende scrivere sulla pelle del danese, perché dalla cronometro di Combloux, l’anno scorso, fu sconfitto in modo cocente – sempre che cocente si dica ancora. 

Ieri la maglia gialla si è presa un grande spavento, quando a 78 km dall’arrivo il gruppo si è spaccato per un incidente. Così si è trovato da solo in un mucchietto di 50 avversari, neppure un compagno di squadra accanto a lui. Nel giro di 8 km, tutto è tornato alla normalità, All’arrivo Pogacar ha giurato di non essersi lasciato prendere dal panico. Ma a Digione, fa notare L’Èquipe, ha accorciato i suoi obblighi nei confronti dei media e non si è presentato alla conferenza stampa. Un segno dell’importanza della giornata a venire.  

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FRAMMENTI D’AUTORE

LA CRONOMETRO NEL CICLISMO

 

 È un’arma devastante, la cronometro, sosteneva Mario Fossati, mentre per Gianni Mur, nelle cronometro non serve alcuna tattica se non quella di andare forte, in solitudine. Nella solitudine del cronoman ha indagato Gian Luca Favetto in Italia provincia del Giro [Mondadori, 2006], dove scrive che i ciclisti non portano in faccia le età di mezzo. Hanno volti giovani o vecchi che non dipendono dagli anni. Volti che si segnano e si sciupano tutti in un momento, in una salita, dopo una vittoria o una sconfitta, durante una cronometro. È una gara per ossessivi, la cronometro, per marziani. Il velocista è come il portiere nel calcio, non deve pensare quando scatta, deve uscire a valanga alla conquista della vittoria.

Favetto paragona il cronoman all’ala destra del calcio, un incontro fra due solitudini.

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LA TAPPA DI IERI

BATMAN O PULCINELLA, IL CICLISTA CON IL BECCO

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È il Tour delle piccole squadre. È il Tour della rivoluzione dal basso. A parte gli Emirates di Tadej Pogacar a Valloire, cinque dei sei team nelle posizioni inferiori del ranking UCI hanno vinto le prime sei tappe al Tour de France: sono la DSM-Firmenich con Bardet, la Arkéa-B & B con Vauquelin, la Intermarché- Wanty con Girmay, la Astana con Cavendish e ieri la Jayco-AlUla con Groenewegen. Una circostanza che induce stamattina  L’Équipe a dare una sveglia alla francese Cofidis, unica formazione in fondo alla classifica a non aver ancora vissuto uno scampolo di felicità. 

Alexandre Roos, firma immaginifica del giornale francese, scrive che abbiamo bisogno ogni tanto di respirare, di rinfrescare le idee e proteggere i nostri battiti dalla tachicardia. La storia non può essere scritta ogni giorno, né i nostri corpi possono resistere allo shock di questi ripetuti colpi di scena, tipo il fotofinish di ieri per consegnare il bouquet di fiori a Dylan Groenewegen, il tipo che abbiamo preso in giro perché si maschera come Batman o come Pulcinella, fate voi, con il becco davanti a certi occhiali scuri, per un guadagno aerodinamico da stabilire. Ha battuto Jasper Philipsen per la misura di un cerchio di ruota, solo che i commissari di gare un’ora dopo l’arrivo hanno declassato il belga, colpevole di aver schiacciato Wout van Aert contro le transenne. 

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IL TOUR DE FLAMME

LA FIACCOLA IN NORMANDIA, A CASA DI MONET, FLAUBERT E DE COUBERTIN

-21 GIORNI

Corpo di mille balene, i francesi hanno fatto davvero le cose perbene, con questa staffetta olimpica. Non c’è un solo giorno banale. Ogni mattina ti svegli e t’accorgi che il sacro fuoco di Olimpia tocca posti suggestivi, storici, pittoreschi, simbolici, ….. [spazio bianco a disposizione di chi legge per l’aggiunta di nuovi aggettivi]. 

Oggi, per esempio. Oggi la fiaccola se ne a spasso per il dipartimento della Senna Marittima, regione Normandia. Partenza da Rouen, dalla cattedrale di Notre-Dame, la più alta di Francia [151 metri di altezza], gettando uno sguardo al Gros-Horloge. Al solo nome di Rouen, la memoria espelle i ricordi scolastici di Giovanna d’Arco e Claude Monet. A proposito impressionisti, al Musée Marmottan Monet di Parigi, fino al 1° settembre, c’è la mostra En jeu! Artisti e sport: 1870-1930, dove abbondano le incursioni dei pittori nel tennis sull’erba, regate, corse di cavalli, scherma: da Manet a Sisley, da Degas a Caillebotte,

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  USA 2024

MESSI COME RONALDO: HA SBAGLIATO UN RIGORE. MA L’ARGENTINA E’ IN SEMIFINALE

LA COPPA AMERICA

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Era da 13 anni de Messi non toccava così di rado il pallone vestendo la maglia dell’Argentina. Trentadue volte ha avuto il pallone tra i piedi contro l’Ecuador nei quarti di finale di Coppa América, il numero minimo in 90 minuti ufficiali dal 2011.

Ma un tocco, un tocco solo fra quei 32, ha spaventato l’Argentina, il rigore sbagliato nella serie decisiva per passare il turno. Se il calcio si affida ai segni per dirci qualcosa, non serve la Sibilla Cumana per decriptare il senso di Messi che sbaglia un rigore qualche giorno dopo Ronaldo. 

Leo è andato sul dischetto convinto di fare il cucchiaio, troppo alto, troppo lungo, fuori fuoco, fuori tempo, la palla è andata a sbattere sulla traversa. Se l’Argentina è comunque in semifinale, deve ringraziare Emi Martinez, quello che Rodrigo De Paul ha definito il nostro animale in porta. Ha parato prima su Angel Mena e poi su Alan Minda, prima che Alexis Mac Allister, Gonzalo Montiel e Nicolas Otamendi assicurassero un posto tra le migliori quattro per la settima volta nelle ultime otto edizioni. L’ultima disfatta è del 2011, ma per qualche secondo gli argentini sono tornati al tunnel buio del 1995-2001, quattro Coppe chiuse senza la semifinale.

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Houston, la città dove perfino per la NASA è facile avere un problema, figurarsi per la Nazionale campione del mondo con un 10 al tramonto, fuori dall’ultima partita del girone contro il Perù per un problema alla gamba. Ha servito da calcio l’angolo l’assist per il colpo di testa di Lisandro Martinez, Jordy Caicedo aveva  raggiunto l’Argentina sull’1-1 al 91esimo minuto. Stasera sarà noto il nome dell’avversaria: Canada o Venezuela, arrivato fra le prime quattro solo nel 2011. 


 IL TELECOSLALOM..

LO SPORT OGGI IN TV

LA GIORNATA

 

ACQUE

8.50 e 17.00 Europei nuoto juniores – in streaming su Euro Aquatics Tv

20.50 Sardinia Cup pallanuoto: Italia vs Spagna – su RaiSport 

TENNIS

12.00 Wimbledon, terzo turno uomini – su Sky

RUOTE

10.45 MotoGP Germania: prove libere 1 – su Sky

13.05 Tour de France, tappa-7 – su Rai Sport e Eurosport, dalle 14 su Rai 2

13.30 e 17.00 F1, GP Silverstone: prove libere – su Sky

15.00 MotoGP Germania: Pre-qualifiche – su Sky

CALCIOMONDO

18.00 Europei: Spagna vs Germania – su Rai 2 e Sky

21.00 Europei: Portogallo vs Francia – su Rai 1 e Sky

3.00 Coppa América: Venezuela vs Canada – su Sportitalia e Mola Tv

RASSEGNA..

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Il diario di Slalom si è aperto come ogni giorno con la consueta galleria di prime pagine da tutta Europa. Francia, Spagna, Germania e Portogallo aspettano stasera il quarto di finale agli Europe di calcio. L’Italia è immersa nel calciomercato e analizza il calendario della nuova Serie A.     

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