![]()
|
QUASI UNA NEWSLETTER |
GIOVEDI 25 LUGLIO 2024
#1 GIORNI ALLE OLIMPIADI
IN REALTA’ SONO INIZIATE
QUELLO CHE STA SUCCEDENDO
|
GIOVEDÌ 25 LUGLIO 2024
#1 GIORNI ALLE OLIMPIADI
IN REALTÀ SONO INIZIATE
Le mamme sì, le musulmane no
|
| Leggi tutto > |
CREPE
Il caso dell’hijab
E però. Esiste un grande però. La velocista francese Sounkamba Sylla ha denunciato ieri di essere stata esclusa dalla cerimonia di apertura delle Olimpiadi perché indossa l’hijab. I dirigenti sportivi francesi spiegano che quel capo viola il principio di laicità. David Lappartient, presidente del comitato olimpico, sostiene che le atlete olimpiche sono equiparate alle dipendenti statali e dunque vincolate ai principi che si applicano ai dipendenti del settore pubblico in Francia, dove Stato e Chiesa sono separati.
«Forse questa cosa non è comprensibile in altri paesi del mondo, ma in Francia fa parte del nostro DNA» , ha detto. Il post di denuncia di Sylla ha ricevuto il sostegno di altre atlete della squadra olimpica francese. La saltatrice con l’asta Marie-Julie Bonnin ha commentato: «Non ci posso credere». La compagna di staffetta Muhammad Abdallah Kounta ha aggiunto: «Libertà, uguaglianza, fraternità, ci dicono. Allora questo non è normale».
Nel frattempo dal Canada arriva un severo editoriale di Shireen Ahmed sulla rete pubblica CBC: “La realtà – dice – è che la parità di genere del CIO non è aperta a tutte le donne. Un certo numero di noi sono state terribilmente escluse da tutta questa eccitazione di chi afferma di celebrare la loro esistenza. La Francia proibisce alle donne che indossano l’hijab di praticare sport, ma come ha detto nello scorso settembre un portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, nessuno dovrebbe imporre a una donna cosa deve indossare o non indossare. Come può la Francia affermare di sostenere le donne quando le sta allontanando dallo sport, con una mossa palesemente contraria al quadro dei diritti umani del CIO?» .
| Leggi tutto > |
MEDUSE
Sasha Zoya voleva mettere la gonna. E nemmeno si può
Pare che non sia una questione solo di hijab e donne musulmane. Prendiamo Sasha Zoya, per esempio. È il francese che gareggerà nei 110 ostacoli. Una sequenza di due minuti in un documentario trasmesso pochi giorni prima dei Giochi ha scatenato uno psicodramma dentro la delegazione. Quando gli abiti per la cerimonia di apertura sono state disegnati dalla casa di moda Berluti, era previsto che gli uomini indossassero un pantalone con una giacca a maniche lunghe e che le donne potessero scegliere tra gonna e pantaloni, con o senza maniche. Nessuno aveva previsto che un atleta avrebbe voluto indossare una gonna. In effetti nessuno l’aveva nemmeno vietato. Fino a quando Sasha Zhoya, durante la prova di qualche settimana fa, ha chiesto di provare una gonna.
| Leggi tutto > |
|
|
IL GESTO DEL GIORNO
Embed from Getty ImagesMirare
Si mira oggi come mirava l’arciere fantasma di Edgar Wallace e l’ultimo dei Mohicani di James Ferrymore Cooper. Miravano l’arciere del Reno di Alexandre Dumas e l’arciere rosso che un giorno incrocia i passi di Zagor. Miravano dalle parti del Comandante Mark e di Gufo Triste come Harlequin l’arciere del Re. In televisione c’erano la Freccia Nera e l’arciere di fuoco, prima con Burt Lancaster e poi con Giuliano Gemma. Anche ai Giochi ci fu un arciere di fuoco, così accesero il calderone nel 1992 a Barcellona, scoccando una freccia dal basso. Poi sono venuti Errol Flynn, Kevin Costner e Russel Crowe a vestire i panni di Robin Hood, sono comparsi i Guerrieri Ninja da certe pagine manga per citare i samurai. Hanno tirato con l’arco Wolverine, Occhio di Falco, una volta pure Rambo, aveva certe frecce esplosive, nessuno nei film ti fa vedere mai dove si comprano. La temeraria principessa delle cronache di Narnia e Jennifer Lawrence in Hunger Games hanno una mira formidabile, per non dire della carica eretica di The Brave, Rebel, rifatta al computer sullo stile e la tecnica di Natalia Vaaleva. Si scoccavano frecce nell’antichità verso i talloni di Achille e pure nelle realtà parallele, prendiamo Avatar. Ulisse uccide i Proci travestito da mendicante dopo aver scaldato l’arco vicino alla brace e ci sono frecce, certamente, pure nei western, sia nei classici come Ombre Rosse sia nei revisionisti come Balla Coi lupi. Per 135 volte il verbo mirare viene usato da Dante nelle sue opere, con il significato di guardare ma in alcune circostanze anche al posto di ripensare. Ecco, questo alle Olimpiadi non si può fare. Non è che tiri una freccia, la mandi fuori bersaglio e dici: ci ho ripensato, ora la tiro un’altra volta.
PAGINE | Mauro Berruto, ex cittì della Nazionale di pallavolo, è stato per un periodo anche direttore tecnico dell’Italia di tiro con l’arco. E su certi meccanismi ha riflettuto e scritto. “La freccia, quando vola, ha un comportamento aerodinamico sorprendentemente metaforico. Nulla a che fare con la lineare traiettoria di una pallottola o di una palla che ha uno spin che ne aumenta la velocità di rotazione, stabilizzando la fase di volo. Niente di tutto questo. La freccia, appena scoccata, inizia a dimenarsi come se fosse animata. La forza, applicata sulla sua parte posteriore (la cocca), fa letteralmente incurvare la freccia. La punta, appena effettuato il rilascio, si allontanerà dal bersaglio, andrà verso sinistra, ma ritornerà verso destra dopo pochi istanti, curvando ulteriormente e permettendo alla parte terminale, dove c’è l’impennatura, di aggirare la struttura dell’arco. Da lì in poi la freccia continuerà a puntare a sinistra, tornare a destra e così via, fino a quando si conficcherà sul bersaglio. Si chiama paradosso dell’arciere, un nome bellissimo. La freccia ci ricorda che al bersaglio ci si avvicina per scatti, momenti in cui apparentemente ci allontaniamo dall’obiettivo, altri in cui ci riallineiamo con ciò che desideriamo. Se non ci fosse la possibilità di andare fuori dalla traiettoria ideale, non ci sarebbero le condizioni per ritornarci, arrivando alla fine a colpire il centro del bersaglio. Non è forse così in economia, nel mondo del business, dello sport, in politica o nel processo di crescita di un adolescente? Non è forse, il nostro, un adattamento continuo, un ricercare correzioni in una danza che ci fa allontanare, avvicinare, riallontanare, riavvicinare a quello che cerchiamo?” |
| OGGETTI DI SCENA
|
VITE OLIMPICHE
Embed from Getty ImagesLa passione spaziale di Wembanyama
|
AVREMO SEMPRE PARIGI
Embed from Getty ImagesOde del Washington Post a Parigi
|
Embed from Getty ImagesIl momento peggiore per farsi venire una tonsilliteMonica era la bambina più carina dell’asilo, ma il suo compagnetto di classe si prese la febbre proprio la mattina in cui lei lo aveva invitato a casa per la festa di compleanno, vieni, c’è pane e Nutella. Cinquant’anni dopo, lui se lo ricorda ancora. Ecco, Jannik Sinner deve stare così. Senza il pane, senza la Nutella, senza il torneo di tennis. Nelle prime righe di Stefano Semeraro su La Stampa sono racchiusi tutti i temi e i risvolti che fanno parte della discussione intorno a Jannik Sinner, la prima pessima notizia per l’Olimpiade italiana: non va, non parte, non gioca, ha la tonsillite. “La Parigi olimpica – dice Semeraro – dovrà accontentarsi del SINNER cartonato che campeggia già da tempo sul lungosenna con la griffe di uno dei suoi sponsoroni. Quello vero è naufragato su una tonsillite, rimediata chissà dove fra la vacanza in Sardegna con la fidanzata Anna Kalinskaya e gli allenamenti a Monte-Carlo. Il risvolto amaro è ammirare in questi giorni un Berrettini in forma mundial fra Gstaad e Kitzbuhel, proprio sulla terra, la superficie su cui si gioca a Parigi, e non poterlo schierare; ma il regolamento è chiaro, chi si infortuna a questo punto può essere sostituto solo da chi è già nella rosa”. Semeraro ricorda che “quella fra i Giochi e la Volpe Rossa è una love story che non decolla, anzi, che non lascia neppure l’hangar. A Tokyo era stato Jannik a tirarsi indietro per preparare al meglio la seconda metà della stagione, finendo in una tempesta di immondizia, social e non social. Stavolta hanno deciso un virus o un batterio sopravvissuti al caldo di luglio, ma il rischio di un rimbalzo di popolarità per Jannik – suo malgrado – sussiste. E non osiamo pensare ai santi invocati in queste ore dai suoi partner commerciali che avevano prenotato spazi televisivi a percussione. Chi non lo ama riesumerà ora polemiche nazional-fiscali, chi nutre sentimenti paterni potrà magari rimproverarlo per una mancanza di attenzione: come nel caso di Berrettini, colpito due anni fa dal covid proprio alla vigilia dei Championships, anche Jannik avrebbe potuto, forse, “isolarsi” meglio”. Repubblica scrive con Giuliano Foschini che “il ritiro di Sinner è stato anche il primo momento di tensione all’interno di Casa Italia: soltanto pochi minuti prima dell’annuncio ufficiale alla Fitp, come al Coni, nessuno sapeva della decisione”. [Le prime righe di questo blocco sono un segnale di resa all’egemonia dell’autofiction, l’idea che non si possa più raccontare più niente se non ci si mette di mezzo]. TITOLI ▥ La Stampa intervista JULIO VELASCO con Angelo Di Marino. Il cittì della Nazionale femminile di pallavolo dice: «Siamo messi bene, la vittoria nella Nations League ci dà molta consapevolezza però in Italia tutte le volte che si vince sarebbe meglio perdere. Meglio andare alle Olimpiadi dopo aver perso. Non c’è niente da fare: è così per Sinner, è così per noi. Quando vinci, i giornali vanno giù con titoli del tipo “Andiamo per l’oro”, “Sinner il migliore del mondo”, “Egonu imbattibile”… L’effetto però è devastante. Crea una pressione che non è gradita, almeno da me. So benissimo che una delle cose più difficili da gestire è l’obbligatorietà di vincere. Se lo ricorda Djokovic nell’ultima Olimpiade a Tokyo? Tutti dicevano che avrebbe preso l’oro con i racchettoni e invece è tornato a casa a bocca asciutta. La mia preoccupazione è che, malgrado lo abbia detto in tutte le salse, è assolutamente inutile. Abbiamo appena vinto la Vnl e tutti parlano dell’oro alle Olimpiadi. Una pressione che non ci voleva. Certo, ci si lavora sopra ma anche Djokovic ci avrà lavorato. Non c’è niente da fare, è parte della cultura del popolo. E così mi inc… tutte le volte». ▥ Corriere della sera: “Pazza idea diventa missione di squadra. Una medaglia storica anche per VANESSA ” – Le azzurre del c.,t. Casella ci provano, FERRARI farà il tifo ➔ Arianna Ravelli racconta: “Solo lei può dire quanto ci abbia provato e quanto ci sia andata vicina: a dicembre, dopo aver allontanato il ritiro, aveva recuperato lo stesso esercizio al corpo libero di Tokyo e un buon volteggio, ed era virtualmente in squadra, pronta ad aggiungere gli ingredienti giusti all’ingranaggio messo assieme con sapienza dal suo allenatore, e c.t. azzurro, Enrico Casella. Poi un malessere mai del tutto identificato (occhi che lacrimavano, spossatezza, qualche linea di febbre) è coinciso con il susseguirsi di problemi muscolari, un inedito nella geografia dei malanni avuti da Vanessa in carriera, fino allo strappo del polpaccio che ha messo fine al sogno della quinta Olimpiade”. ▥ Repubblica: “La foto con i saluti fascisti dell’Italia. Il regalo della Francia ai membri CIO” ➔ Emanuela Audisio ha scritto: “Braccio destro teso. Saluto fascista verso le tribune dello stadio di Colombes. Delegazione in divisa militare. È l’Italia che sfila ai Giochi di Parigi di un secolo fa, gli ultimi presieduti dal barone de Coubertin. Una foto-ricordo con cornice. Con la scritta: 1924-2024. È quella che si sono ritrovati in stanza i membri italiani del Cio. Omaggio di David Lappartient, presidente del comitato olimpico francese, per il centenario dei Giochi a Parigi. Per carità, un pensiero privo di malizia, ma qualcuno è rimasto perplesso. Abbinata c’è anche la foto della Francia con le atlete eleganti in tailleur. Lappartient ha 51 anni, forse non conosce il significato di quel saluto”. |
IL NOME PIÙ BELLO DI OGGI
Embed from Getty ImagesRacheal KundananjiAveva 17 anni quando si presentò all’allenamento della sua prima squadra di calcio. Fino a quel momento aveva conosciuto solo l’atletica, nella regione mineraria dello Zambia dove era cresciuta. Le toccava correre su un campo accidentato, più adatto al ciclismo gravel che al calcio, eppure correva veloce, ricorda Risto Mupaka, un allenatore di quella squadra, le Konkola Queens. Correva ma doveva capire il gioco. Ha impiegato quattro allenamenti e quando Kundananji ha giocato la sua prima partita ha segnato tre gol. Comincia così il ritratto della calciatrice africana a cura di John Eligon sul New York Times. A sette anni dal suo debutto, oggi guida la sua nazionale alle Olimpiadi di Parigi, con un titolo che a 17 anni non aveva, quello di una delle calciatrici dalla valutazione più alta, un’etichetta che le è stata appiccicata addosso a febbraio, quando è arrivata al Bay FC nel campionato americano per una cifra da record mondiale e un contratto che le frutta 2,5 milioni di dollari. Il New York Times scrive che l’ascesa di Kundananji è perfettamente sincronizzata con i tempi, cavalca un’ondata di investimenti e di interesse che ha elevato il profilo del calcio femminile in tutto il mondo. Il successo di Kundananji ha creato opportunità e speranze per le giocatrici africane. “Molti genitori nel continente – scrive Eligon – storicamente spingevano le figlie verso il matrimonio e la cura della casa, non verso le rovesciate e i colpi di testa in tuffo”, mentre oggi Dainess Mupaka dice che di aver visto in Racheal un modello da seguire, un incoraggiamento. «È stata un’ispirazione. Ho pensato che potevo riuscirci anch’io». “Da quando Kundananji gioca negli USA con il Bay FC a San Francisco – scrive il New York Times – gli allenatori nello Zambia più rurale affermano che il numero di ragazze che vogliono giocare è aumentato vertiginosamente. E per una volta le loro famiglie le stanno spingendo a farlo”. |
CADUTE
Il primo record olimpico che gli argentini non hanno preso beneDunque. La prima partita a cominciare, alle tre del pomeriggio, alle sette della sera era ancora in corso. La prima palla al centro battuta dal Marocco, il primo gesto di Parigi 2024, è stato soppiantato dalla prima grande polemica dei Giochi, quando l’arbitro Glenn Nyberg ha concesso 15 minuti di recupero alla fine del secondo tempo. Il Marocco era ancora in vantaggio per 2-1. L’Argentina ha trovato il pareggio al 60esimo del secondo tempo con Cristian Medina. E dopo. E dopo La Nacion scrive: “I giocatori argentini sono andati a festeggiare in un angolo e i tifosi marocchini hanno iniziato a lanciargli bottiglie, c’è stata un’invasione di campo e un petardo è caduto vicino alla panchina argentina. Mascherano ha fatto rientrare i giocatori negli spogliatoi, l’arrivo della polizia ha riportato la situazione sotto controllo”. Con una serie di placcaggi che neppure nel rugby a sette. A tanti la partita sembrava finita. Invece non era stata considerata conclusa dall’arbitro. Il pubblico è stato allontanato dallo stadio e restavano ancora tre minuti da giocare. I calciatori sono stati riportati allo stadio. Hanno avuto 20 minuti per riscaldarsi e quando erano ormai schierati, pronti per riprendere la partita, l’arbitro svedese Glenn Nyberg ha fatto il segno della VAR. Oddio, la VAR? Adesso? Si è avvicinato al monitor e ha annullato il gol segnato un’ora e 50 minuti prima. C’era fuorigioco. La Nacion da Buenos Aires parla di scandalo e di debutto ridicolo. Paolo Brusorio su La Stampa dice che “dentro i Cinque Cerchi il calcio ha scaricato il peggio di sé, “nulla cui non si sia abituati, ma che con l’Olimpiade c’entra davvero nulla”. |
|
SUI SOCIAL SIAMO QUI
|
|
LO SPORT OGGI IN TV LA GIORNATA
VITE OLIMPICHE dalla 9.00 Le Olimpiadi – su Eurosport 1-2, Sky 251-257, Discovery+ [la guida nel dettaglio alla giornata si trova qui] |
|
Slalom ha un canale Whatsapp, dal quale diffonde qualche aggiornamento quotidiano su temi, discussioni, rubriche pubblicate durante il giorno. Non vi impressionate. È una cosa poco invasiva, riservata, per pochi intimi. Siamo un centinaio, niente di che. Nessuno disturba, non ci sono riunioni di condominio, mai un messaggio prima delle 8.30, mai uno dopo le 20.30. Chi volesse unirsi, può farlo seguendo questo link Lo Slalom apparirà su whatsapp nella lista Canali insieme a tutti gli altri a cui vi siete iscritti, nella sezione Aggiornamenti. Fa molto fico averne uno. |
| RASSEGNA..
CHE COSA SI DICE STAMATTINA IN GIRO EDICOLA
Il diario di Slalom si è aperto come ogni giorno con la consueta galleria di prime pagine da tutta Europa.
|
| IL LIVE DI SLALOM.. |



