ARTEFICI

USA VS AUSTRALIA, LO CHIAMANO DUEL IN THE POOL
È probabilmente la finale di nuoto più attesa ai Giochi di Parigi e non dovremo aspettare molto per vederla. Stasera, qualche minuto prima delle nove, vanno in scena tre donne che hanno detenuto il record mondiale nei 400 stile libero. Il perfetto triello sergioleonino. L’australiana Ariarne Titmus, 23 anni, è la medaglia d’oro olimpica in carica e la favorita. L’americana Katie Ledecky, 27 anni, ha vinto l’oro nei 400 stile libero alle Olimpiadi di Rio. Summer McIntosh, 17 anni, ha stabilito il record mondiale nel 2023 prima che Titmus se lo riprendesse. C’è finanche una guastafeste acquattata nell’ombra, la ventenne neozelandese Erika Fairweather, terza davanti a McIntosh ai Mondiali 2023. Quella finale a Fukuoka venne presentata più o meno come quella di oggi, pubblicizzata come una specie di gara del secolo, ricorda The Athletic, “ma fu piuttosto deludente” secondo Nicole Auerbach.
McIntosh aveva solo 14 anni ai Giochi di Tokyo, la più giovane canadese di sempre. Negli anni successivi ha vinto 4 medaglie d’oro ai Mondiali [nei 200 farfalla e nei 400 misti sia nel 2022 sia nel 2023], più un argento e tre bronzi. Si allena a Sarasota, in Florida, e a febbraio ha battuto Katie Ledecky negli 800 stile libero, infliggendo all’americana la prima sconfitta sulla distanza in più di 13 anni, con un tempo [8:11.39] che le avrebbe fatto vincere l’oro a Tokyo. Ma McIntosh non nuoterà gli 800 stile libero a questi Giochi, nonostante il suo programma sia fitto. È iscritta ai 400 stile libero, ai 200 farfalla, ai 200 misti e ai 400 misti, la specialità di cui detiene il record mondiale. Il suo allenatore Brent Arckey dice che la pressione è necessaria se vuoi fare grandi cose. «C’è un lato malsano in questo – ammette – ma lei è circondata da persone grandiose». Un tipo a cui non manca l’autostima.
“È la gara che tutto il mondo vuole vedere” strilla il Wall Street Journal, la gara di Katie Ledecky contro “due nuotatrici mostruose che lei stessa ha contribuito a creare”. Quattrocento metri in cui si incrociano il passato, il presente e il futuro del nuoto. Ma tutto nasce da lei, l’americana che può diventare in questa edizione dei Giochi la donna con più ori di sempre, davanti alla ginnastica sovietica Larissa Latynina.
“Il successo di Ledecky nelle gare sulla lunga distanza viene dalla sua capacità di trattarle come fossero degli sprint. La maggior parte delle nuotatrici deve trattenersi nelle prime vasche per evitare un dolore insopportabile alla fine. Non Ledecky. Lei migliora man mano che la gara si allunga. Le sue strategie aggressive sono il suo superpotere. Le ha usate per stabilire un catalogo lungo di record mondiali. Ha creato un modello da seguire per le generazioni future. Chiamiamolo Effetto Ledecky. Le bambine che andavano alle elementari quando lei vinceva il suo primo oro olimpico nel 2012 ora sono le sue avversarie”.
La cornice generale è la sfida USA vs Australia. “Negli ultimi anni – scrive Elsa de La Roche Saint-André – la Cina ha cercato di fare da guastafeste, anche se ciò ha significato flirtare con la legalità, come rivelato dagli scandali doping che hanno coinvolto i suoi nuotatori. Ma senza mai riuscire a detronizzare americani e australiani, i re e le regine del nuoto mondiale. Ogni quattro anni, in occasione dei Giochi olimpici, si svolge una guerra tra le due ex colonie britanniche”.
Gli USA sono usciti storicamente vincitori dal confronto. Dai primi eventi del 1896 hanno vinto 257 medaglie d’oro [578 in totale], quasi quattro volte di più dei loro avversari dell’Oceania [69 d’oro e 212 in totale]. L’unica volta in cui l’Australia è arrivata davanti fu nel 1956, in casa sua a Melbourne. Eppure spira un vento favorevole. La scorsa estate, ai Mondiali, la corsa all’oro è finita 13 a 7 per l’Australia, così gli USA si sono messi a fare il conteggio complessivo gné gné, dicendo che era finita 38 a 25.
Da quando la supremazia USA è stata messa a rischio, questa roba in piscina viene chiamata Duel in the pool. Il Guardian ha riferito che durante i Trials USA tutti i partecipanti ricordavano il video dell’ex campionessa australiana Cate Campbell, che prendeva in giro i campanacci delle mucche usati dagli americani per incoraggiarsi a vicenda a bordo piscina. Se li sono legati al dito, anziché al collo.