Il prossimo sport pronto a esplodere è l’atletica. O meglio: le gare femminili di atletica leggera. Ne è convinto Alexis Ohanian, fondatore di Reddit, marito di Serena Williams. Non è un’idea che lo attraversa e finisce qua. Su questa intuizione Alexis Ohanian ha deciso di scommettere. Per questo nascerà Athlos, un nuovo evento “per puntare i riflettori sul tesoro nascosto di questo sport”. Il suo atto di nascita è fissato all’Icahn Stadium di New York City il 26 settembre. “Un’ultima possibilità di catturare un po’ della magia olimpica” ha spiegato The Athletic nel raccontare quanto sta accadendo. Sono annunciate: Sha’Carri Richardson. Sydney McLaughlin-Levrone, Shelly-Ann Fraser-Pryce. Athing Mu, Alica Schmidt, Gabby Thomas.
COME COMINCIA QUESTA STORIA
È tutto merito suo, o colpa sua. DI Gabby Thomas.
La passione dentro Ohanian si è accesa il giorno in cui è stato in tribuna a vedere l’atletica leggera per la prima volta. Dice di aver avvertito la stessa tensione, lo stesso stress emotivo che provava quando era spettatore nel box di sua moglie. È successo all’Hayward Field, nel campus dell’Università dell’Oregon, ai Trials USA olimpici del mese scorso. Racconta che stava lasciando anima e corpo nel vedere la curva di Gabby Thomas, l’arrivo della velocista sul rettilineo finale nei 200 metri.
Del resto Ohanian non era mai stato neppure a una partita di calcio femminile prima di acquistare e fondare l’Angel City Football Club. Seduto di fianco al fidanzato di Gabby Thomas, Spencer McManes, ha sentito arrivare di nuovo la stessa sensazione, ormai la riconosce. Drama.
In America pare che la facciano facile. Hanno quella parola là. Però funziona. Drama, ho detto tutto, spiegherebbe Peppino a Totò, La ferocia della competizione. Ohanian si è convinto che l’atletica leggera sia un concentrato di storie, una fonte di trame. Sintesi: una grande opportunità.
COME FUNZIONA
L’Athlos NYC di settembre, dice la rivista americana, sarà “un test beta sulla possibilità che le donne nell’atletica leggera possano catturare l’attenzione degli appassionati americani senza la posta in gioco della gloria olimpica. Questa è la difficoltà dell’atletica leggera. È uno sport difficile da seguire. Le sue grandi atlete sono più simili a delle comete che periodicamente sfrecciano sugli Stati Uniti. Sono accattivanti, maestose, ma fuggevoli. I meeting di atletica leggera – dice The Athletic – sono carnevali di genialità atletica. Ore e ore di imprese simultanee in una molteplicità di discipline, ma serve un certo livello di competenza per sapere dove guardare, per capire i contesti e cogliere il drama, tutto presente nel modo più attraenti. Ecco cosa rende le Olimpiadi facili da seguire. Tutti capiscono quale sia la posta in gioco. Il segreto sarà trovare il fascino senza la carota della medaglia d’oro, valorizzando le personalità, le rivalità, le storie, la competizione. Poche cose offrono più pathos dell’atletica in pista”.
«Molte persone oggi dicono questo del calcio femminile. Molte persone lo sostengono in questo momento del basket femminile. Io credo che le persone lo diranno dell’atletica fra tre, quattro anni» | ALEXIS OHANIAN
Il piano di Athlos è: semplificare. Un numero di eventi limitato alle donne, non più di sei, e tutti in pista: 100 metri, 200 metri, 400 metri, 100 metri ostacoli, 800 metri e 1.500 metri. Trentasei atlete in tutto, con un montepremi di 60.000 dollari per chi arriva prima. La Diamond League ne paga 10.000 in 14 eventi, 30.000 per la finale. World Athletics ne promette ora 50.000 a chi vince le medaglie d’oro olimpiche in 48 eventi. Ultimate Championship, prossimo evento biennale al via nel 2026, arriverà a pagarne 150.000 ai vincitori. I 60.000 di Athlos non sono pochi, la seconda ne guadagnerà 25.000, la terza 10.000, fino ai 2.500 della sesta. Il dieci percento dei ricavi dell’evento andrà in un fondo comune e sarà diviso fra tutte le partecipanti.
La terza parte del piano di Athlos è spettacolarizzare ciò che è nato come puro e semplice, lo sport olimpico per eccellenza. Avremo un DJ e quelle presentazioni che ogni tanto già si vedono – come diremmo noi – all’americana. Ohanian ha annusato l’aria che tira. Netflix ha appena lanciato la docuserie Sprint, dedicata a Noah Lyles, Sha’Carri Richardson e tutte le star della velocità. Amazon ha in programma una serie di documentari sullo stesso Lyles e uno in arrivo su Jakob Ingebrigtsen. Michael Johnson ha appena annunciato il lancio di Grand Slam Track, una nuova lega per sprinter e mezzofondisti.
“È diventata una tendenza cercare l’oro in sport meno esplorati” scrive The Athletic. Lo hanno fatto di recente la WNBA , la NWSL, la Formula Uno, il Tour de France, tutti ambiti nei quali l’investimento richiesto è molto meno gravoso dei mercati tradizionali, “i mercati saturi degli sport professionistici maschili come il football americano e il basket”.
La sfida di Ohanian è dimostrare che lo sport femminile produce introiti. In casa sua lo sanno bene. Ancora oggi, perfino oggi che Serena non gioca più, ci sono più americani davanti alla tv per la finale femminile degli US Open che per quella maschile. Qualcosa vorrà dire.
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