Igor Tudor ha rassegnato le proprie dimissioni
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— S.S.Lazio (@OfficialSSLazio) June 5, 2024
Non c’è un’altra squadra, non sembra, ma neppure c’è stata la pazienza di aspettare il mercato per capire le effettive intenzioni di Lotito. Igor Tudor ha scelto di andarsene all’istante. Sono le seconde dimissioni consecutive che presenta, dopo quelle al Marsiglia.
Il rapporto con la Lazio era legato a un filo, come hanno scritto i giornali mercoledì mattina. Tuttosport spiegava che “Tudor vorrebbe avere maggiore voce in capitolo sugli acquisti e ritiene che almeno 5-6 calciatori non siano funzionali alla sua idea di calcio. Alcuni dei nomi in questione sono quelli di Isaksen, Rovella, Guendouzi e Hysaj. Vendere loro, però, significherebbe sconfessare in gran parte il mercato della passata estate, da qui le resistenze della Lazio e gli attriti con il proprio allenatore che non gode nemmeno della stima di tutto il parco calciatori oggi a disposizione. Anche il non rinnovo di Kamada, poi, ha avuto il suo peso nelle discussioni con il club perché il tecnico lo riteneva fondamentale per il suo gioco. Serve dunque trovare un compromesso per proseguire insieme, ma nel frattempo il tecnico è tornato a Spalato per proseguire le vacanze che aveva momentaneamente interrotto per incontrarsi con il club. Certo in tanti si domandano anche del perché della presenza del suo agente in riunioni di mercato e la risposta la si può trovare anche in due strade, quelle di Tudor e la Lazio, che potrebbero comunque separarsi nei prossimi giorni”.

Ci siamo, allora. È stata la Lazio a firmare l’annuncio. Nel suo Bloooog Fabrizio Bocca ha scritto: “Aiuto, qui non bastano più gli allenatori. Anche la Lazio ha divorziato da Tudor, che aveva preso il posto di Sarri meno di tre mesi fa. A conti fatti hanno cambiato o cambiano Milan (da Pioli a Fonseca), Juventus (da Allegri a Thiago Motta), Napoli (da Cardona a Conte), Bologna (da Thiago Motta a Italiano), Fiorentina (da Italiano a Palladino), Torino (da Juric a Vanoli), e poi ancora Lazio, Cagliari, Monza, Verona, Venezia. Insomma più di mezza Serie A, praticamente un’epidemia in panchina. Conclusioni? Praticamente tutti avevano sbagliato allenatore e ora ricominciano tutto da capo“.
Anche Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello sport-stadio, parla di un rapporto nato male e mai cresciuto. Chiama Tudor un corpo estraneo. “Capire dove ti trovi – scrive – è importante per orientarti, capire dove ti trovi è fondamentale per non perdersi. Igor Tudor ha dato l’impressione di non avere voglia di comprenderlo e questo gli è stato fatale. Come nel celebre sonetto del Belli, si è presentato come un sovrano tutto d’un pezzo: “io fo ddritto lo storto e storto er ddritto”, ma ha finito per farsi piegare dal proprio personaggio Bisognava cogliere l’attimo, spogliarsi del proprio personaggio, essere duri senza perdere la tenerezza. Tudor ha fatto tutto il contrario In una città come Roma, se non ti chiami Fabio Capello, l’approccio muscolare non funziona quasi mai. La Lazio aveva bisogno di altro, forse lo troverà, forse no. Ma oggi si sente liberata da un corpo estraneo“.
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