Il cricket alla conquista dell’America

  Che cosa ci fanno i Mondiali di cricket negli USA? Cosa ne sanno gli americani, appena usciti dalla NBA e così presi dal baseball? È di tre anni fa l’assegnazione della prima fase del torneo al paese, nella sua versione Twenty20 [T20], il formato più breve del gioco, quello che in uscita dal lockdown ha mostrato i requisiti migliori per imporsi e che ha consentito lo storico inserimento nel programma olimpico di Los Angeles 2028.

Los Angeles, appunto. Sedici delle 55 partite in programma sono state spalmate tra Florida, New York e Texas, tutte le altre inclusa la finale del 29 giugno si giocheranno sui campi delle Indie occidentali, un paese più tradizionalmente devoto al cricket, una delle molte discipline inventate dagli inglesi senza che poi siano riusciti a dominarla quanto volevano. Anzi, più spesso è diventato il terreno per scorribande di orgoglio e rivincita da parte delle ex colonie.

L’avvento del cricket in formato T20 ha aperto nuovi orizzonti commerciali. È così che si spiega lo sbarco negli USA, l’ultima frontiera da conquistare, un mercato strategico secondo Paraag Marathe, presidente della federazione. Se il cricket sfonda negli USA, pensano i manager del marketing sportivo, sarà più facile arrivare ai grandi sponsor. La nuova Major League Cricket (MLC) ha attratto fra gli investitori il CEO di Microsoft, Satya Nadella, e il dirigente di Adobe, Shantanu Narayan, entrambi di origine indiana. La lega americana ha potuto mettere sotto contratto i primi grandi nomi internazionali, come Jason Roy (Inghilterra), Sunil Narine (Indie occidentali), Trent Boult (Nuova Zelanda), Kagiso Rabada (Sudafrica). La nuova stagione conta di sfruttare l’effetto positivo della Coppa del Mondo: gli USA faranno partire il nuovo campionato meno di una settimana dopo la finale.

SÌ, MA CHI VINCE?

È abbastanza sorprendente scoprire che gli Stati Uniti possono perfino affermare di essere stati coinvolti nella prima partita internazionale in assoluto, contro il vicino Canada nel 1844, sebbene il primo test match ufficiale nel formato più classico e prestigioso sia stato individuato in un’Inghilterra vs Australia del 1882. Come nel resto del mondo, il cricket era arrivato in America con i coloni britannici, ma intorno al periodo della guerra civile americana venne soppiantato dal baseball, il gioco preferito con una mazza e una palla negli USA.

Il tempo trascorso dai primi passi dei pionieri e i Mondiali in corso è una storia fatta soprattutto di opportunità mancate e di un interesse tutto da costruire. Ma gli USA restano pur sempre il paese con il maggior numero di immigrati al mondo, gli indiani sono al secondo posto dopo i messicani, e molte altre persone hanno radici britanniche o caraibiche.

C’è molto da fare. Un sondaggio condotto da YouGov ha rilevato che solo il 10% degli americani è a conoscenza dell’esistenza della MLC e ancora meno persone sapevano della Coppa del Mondo [6%]. Ma uno su cinque ha dichiarato la sua curiosità, con un interesse più forte tra le persone nella fascia d’età 18-34 anni. 

Le partecipanti sono 20, gli USA hanno passato il girone eliminatorio alle spalle dell’India, con 2 vittorie in 4 partite. Alla seconda fase chiamata Super 8 che sta per partire [due gironi da quattro che promuovono le prime due alle semifinali] partecipano pure Afghanistan, Australia, Bangladesh, l’Inghilterra campione in carica, il Sudafrica e le Indie Occidentali. Già eliminati invece il Pakistan e lo Sri Lanka, campioni del mondo rispettivamente nel 2009 e nel 2014. 

[letto su Deutsche Welle]

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