Allons enfants della NBA. Il Draft dei francesi

 

È andata così, e allora The Athletic la chiama un’invasione francese della NBA.  È andata con due francesini scelti come #1 e #2 al Draft, non era mai successo a nessun altro paese che non fossero gli Stati Uniti, ed è il nuovo capitolo della caduta dell’impero americano, della presa del loro basket da parte dell’Europa. Gli Atlanta Hawks hanno scelto Zaccharie Risacher, i Washington Wizards hanno preso Alex Sarr. Non è finita. Gli Charlotte Hornets hanno chiamato Tidjane Salaun al numero #6 e un quarto francese va ai New York Knicks al primo giro [#25], Pacome Dadiet, che gioca a Ulm, in Germania. «Penso che significhi molto per tutti noi e per il nostro Paese – ha detto Risacher – conosco molti francesi che sono rimasti svegli tutta la notte a guardare il Draft, è fantastico per il nostro basket e sono felice di far parte di qualcosa di speciale». Risacher è nato a Malaga, in Spagna, ma è cresciuto a Lione, suo padre è stato un nazionale francese, medaglia d’argento olimpica nel basket nel 2000.

Era francese la prima scelta di un anno fa, Victor Wembanyama, annunciata, annunciatissima da almeno 12 mesi di attesa. Il percorso di Risacher è stato differente. Non si è presentato al Draft come una superstar in erba. Ancora la settimana scorsa, nessuno era certo di quale sarebbe stata la scelta degli gli Hawks, se Risacher se Sarr, oppure il centro del Connecticut Donovan Clingan, l’ala Stephon Castle, la guardia del Kentucky Reed Sheppard. A completare le prime-5 scelte ci sono appunto Sheppard finito agli Houston Rockets; i San Antonio Spurs che hanno scelto Castle e i Detroit Pistons che hanno preso dalla G League Ignite Ron Holland. Clingan, miglior difensore NCAA l’anno scorso, è andato ai Portland Trail Blazers con il numero #7. Gli Spurs hanno scelto pure la guardia del Kentucky Rob Dillingham e lo hanno girato a Minnesota. Zach Edey, due volte giocatore dell’anno alla Purdue, è stato scelto col #9 da Memphis. Cody Williams è stato il decimo nome al festival della speranza, chiamato da Utah Jazz. QUI c’è un’analisi delle scelte a cura di John Hollinger per The Athletic e QUI quella di Kevin Sweeney per Sports Illustrated. 

Non è finita. Per la prima volta, il Draft NBA si svolge nell’arco di due notti, domani mattina ci sveglieremo e sapremo dove giocherà Bronny James, il figlio di LeBron rimasto fuori dal primo giro. Chi prenderà il diciannovenne Bronny susciterà un enorme interesse e probabilmente ispirerà nuove chiacchiere su dove suo padre andrà a giocare da free agent

Se il giovane James fosse scelto, lui e suo padre diventerebbero la prima coppia padre-figlio a giocare nella lega contemporaneamente. La stessa Francia potrebbe eguagliare o addirittura battere il suo record con il maggior numero di selezionati in un anno [cinque nel 2016]: sono in corsa per essere chiamati al secondo giro Melvin Ajinça, Mohamed Diarra, Lucas Dufeal e Armel Traoré. 

CHI SONO ‘STI FRANCESI 

L’Équipe lo chiama un tridente di pepite, ma non lo vedremo alle Olimpiadi. Risacher, Sarr e Saluan non sono stati convocati, prendere una medaglia ai Giochi di casa è un lavoro per vecchie spugne + Wembanyama, la federazione ha scelto di valorizzare l’esperienza di Rudy Gobert, Coulibaly, Nicolas Batum, Killian Hayes ed Evan Fournier spiega The Athletic ai lettori americani. 

Nel campionato francese, Risacher ha segnato una media di quasi 11 punti, con quattro rimbalzi presi. È un difensore che tira con il 39% da tre. Il suo sbarco in NBA – dice la rivista americana non avrà l’enorme peso di aspettative e clamore che gravava sulle spalle di Wembanyama in questo stesso periodo di un anno fa, un peso che Wemby ha portato con disinvoltura. sulla strada verso il titolo di Rookie of the Year. Ma proprio come lui, Risacher aveva scelto di lasciare l’Asvel per andarsene al Bourg-en-Bresse e giocare una stagione pre-NBA con meno pressioni e meno impegni [niente Eurolega]. Al Bourg-en-Bresse ha fatto la finale di Eurocup sotto la guida di Frédéric Fauthoux, in un club dove la cura e l’attenzione per i ragazzini è riconosciuta. 

Anche Alexandre Sarr ha qualcosa di Wembanyama, non si è mai lasciato rinchiudere nella definizione del pivot che aspetta la palla sotto canestro. Il risultato – spiega L’Équipe – è affascinante, visto che il 19enne si muove come un’ala nonostante i suoi 2,16. Una mobilità rara che lo rende una forza in difesa, dove è capace sia di proteggere l’area sia di uscire fuori

Originario di Bordeaux, Sarr ha lasciato la famiglia all’età di 14 anni per andare a formarsi presso il centro di allenamento del Real Madrid. Nella scorsa stagione, ha fatto il grande salto verso Perth e il campionato australiano, dove ha confermato il suo potenziale con una media di 9,4 punti e 3,4 rimbalzi, entrando dalla panchina. Ha fatto una grossa impressione a Las Vegas nello scorso mese di settembre, durante due partite di esibizione giocate contro una selezione della G-League. 

Quanto a Tidjane Salaün, è diventato il settimo giocatore scelto dalla NBA e allenato a Cholet, il posto da cui sono usciti Mickaël Gelabale (2005), Nando De Colo (2009), Rodrigue Beaubois (2009), Kevin Séraphin (2010), Rudy Gobert (2013) e Killian Hayes (2020). La academy del Maine-et-Loire possiede il know-how di un gioielliere artigiano nella produzione di giocatori di altissimo livello scrive il quotidiano sportivo francese. Prima di questa stagione, il fratello minore di Janelle, nazionale nella squadra femminile, aveva giocato solo 17 minuti in campionato. Ma in autunno, la sua versatilità, la sua intensità e il suo volume fisico lo hanno reso essenziale per l’allenatore. È stato votato miglior giovane della Champions League.  

 

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