A differenza del torneo maschile, gli Internazionali d’Italia delle donne hanno rispettato la gerarchia fino all’ultimo punto, in maniera del tutto implacabile. Anche troppo per chi sperava di vedere più equilibrio tra Iga Swiatek e Aryna Sabalenka. In condizioni di gioco diverse rispetto all’altitudine della capitale spagnola – condizioni più adatte al suo gioco – la polacca non ha lasciato scampo. Franck Ramella su L’Équipe si spinge a dire che c’è stato un solo vero scambio, sul 4-2 per Swiatek.
“Non è al Foro Italico che si è riaccesa la loro rivalità. La terra è il regno indiscusso di Swiatek”, precisando che il campo indoor di Stoccarda, dove ha perso contro Elena Rybakina, somiglia a un’incognita. Ha vinto la sua 21esima finale su 25, a Roma la nona consecutiva.
“Una macchina a sangue freddo. Sabalenka l’ha anche aiutata sbagliando completamente la partenza, troppi errori con la risposta”. E troppe pure le palle break sprecate, sette, nel giro di due game. L’Équipe scrive che Sabalenka si era esercitata su tentativi di variazione del gioco nelle ultime due settimane, ma ha abbozzato solo tre piccole smorzate, “spingendo fino in fondo il suo gioco, in grado di diventare quello di un kamikaze quando l’avversaria si muove e assorbe bene il ritmo”.
Ora a Iga non resta che diventare la prima dopo Serena Williams a fare tripletta: Madrid-Roma-Parigi. Sabato ha commesso solo otto errori non forzati, rispetto ai 28 della sua avversaria. A Sabalenka ha lasciato solo il 56% dei punti con la sua prima palla. Nelle ultime tre partite ha salvato parato 18 delle 19 palle break fronteggiate.
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