Stamattina i play-off della NBA si sono svegliati senza la squadra campione del 2021 e senza quella che aspetta il titolo da 41 anni. Diventeranno almeno 42. Milwaukee è fuori, Philadelphia è fuori. Sono saltati quattro degli ultimi cinque nomi presenti nell’albo d’oro [Toronto, Lakers, Bucks e Warriors], ma sono ancora dentro i detentori del titolo a Denver. Nel giro di poche ore hanno perso ogni chance di mettersi l’anello due degli ultimi tre mvp del torneo, Giannis Antetokounmpo e Joel Embiid, ma soprattutto c’è da riflettere sul più paradossale dei verdetti che arriva dal campionato più ricco e desiderato al mondo. Quattro quinti della squadra titolare USA per i Giochi di Parigi ha chiuso il campionato: LeBron James, Stephen Curry, Kevin Durant e Joel Embiid. Sono fuori anche Devin Booker, Bam Adebayo e Anthony Davis. Sette superstelle su 12 del Dream Team sono state battute. Restano Jayson Tatum, Tyrese Haliburton, Anthony Edwards, Jrue Holiday e Kawhi Leonard.
È questa la sporca superdozzina di uomini chiamata a toglieri gli schiaffi dalla faccia degli Stati Uniti, finiti giù dal podio degli ultimi due Mondiali [2019 e 2023] per non aver portato al torneo tutte le stelle. Gli altri non stanno a guardare, gli altri corrono. Una volta il titolo è finito in Spagna, l’estate scorsa per la prima volta in Germania. L’America della pallacanestro si è trovata al cospetto di un dilemma: se non convinciamo le superstar a saltare le vacanze, prima o dopo ci fanno la festa anche ai Giochi, come accadde con l’Argentina in Grecia nel 2004. Stamattina al primo dilemma se ne aggiunge un altro: basterà avere le superstar se sono alle soglie dei 40, se hanno corpi malmessi, se 7 su 12, quattro del quintetto titolare, non sono state capaci di portare le loro squadre alle semifinali di Conference? Segue dibattito.
Robert O’Connell sul Wall Street Journal ha emesso il suo verdetto. La generazione LeBron è ufficialmente finita. “Un’epoca della NBA sta per chiudersi”. Non è soltanto l’età a giocare contro James, Curry e Durant – ha scritto – ma anche le regole finanziarie che regolano l’attività della lega. La loro assenza sin dalle semifinali è “stridente”. Tutti insieme hanno vinto 10 anelli e sette premi da mvp. I loro contratti così pesanti sono stati battuti da squadre “non solo più giovani – fa notare il WSJ – ma costruite attorno a giocatori scelti al Draft, anziché acquisiti tramite scambio o free agency. Il 60% dei quintetti iniziali dei Nuggets, inclusa la coppia principale composta da Nikola Jokic e Jamal Murray, erano composti da scelte”.
Il WSJ si domanda se sia un buon segno perdere la Generazione LeBron proprio adesso che la lega sta negoziando nuovi accordi sui diritti tv, “sembrerebbe un momento infausto per vedere spazzate via le figure più famose del basket”. Invece sono proprio questi vecchi leoni a lodare i nuovi che arrivano. James ha definito Jokic un centro formidabile che passa come un playmaker, uno dei migliori che abbia mai giocato a questo gioco. Kevin Durant ha riempito di complimenti Anthony Edwards, dopo che Phoenix è stata eliminata da Minnesota. Peraltro Edwards è stato così sfacciato da permettersi pure del trash talking contro il suo idolo. KD non si è alterato, non lo ha rimproverato, ha sorriso e ha detto che questo è il cerchio della vita. Resta da capire se dentro il cerchio di questa vita, c’è per i vecchi leoni un’medaglia d’oro ai Giochi.
CADUTE
L’uscita di Milwaukee e di Philadelphia
C’è un destino in comune tra i Milwaukee Bucks e Joel Embiid a Philadelphia. Appena si avvicinano i play-off, gli infortuni tornano a farsi vivi. Damian Lillard è rientrato in tempo per Gara-6 ma aveva tutta l’aria di essere una mossa disperata per evitare l’eliminazione contro Indiana. Non era al 100%. Khris Middleton ha giocato con una distorsione alla caviglia nelle ultime quattro partite della serie. Gianni Antetokounmpo non gioca da un mese per un problema a un polpaccio. La Grecia è in ansia per il torneo preolimpico. Alla fine sarà una stagione deludente per Milwaukee, non perché la squadra non abbia reso, ma perché di nuovo – come negli ultimi cinque anni – acciacchi e malanni si sono presentati al momento del dentro-o-fuori. E dunque: fuori.
Anche i 76ers hanno pagato una tassa severa all’infortunio di Joel Embiid, sotto i ferri a febbraio. L’anno scorso Philadelphia arrivò a una partita di distanza dalle finali a Est, adesso esce di scena così presto. La squadra aveva un bilancio di 29-17 la sera del 30 gennaio, quando Jonathan Kuminga dei Warriors cadde sul ginocchio di Embiid rompendogli il menisco. Il franco-camerunens-americano tornato nel mese di aprile dopo aver saltato 29 partite, ma a quel punto la chance di avere una testa di serie alta, molto alta, ormai era stata bruciata.
The Athleticfa notare che Embiid ha compiuto 8 anni di NBA, ma non è mai stato in saluto fino alla fine di una stagione. Mai. “E adesso ha 30 anni. L’orologio sta correndo”, ha scritto David Aldridge.
Negli ultimi sospiri di questa serie, e a lungo anche durante la stagione regolare, Tyrese Maxey ha dimostrato di poter essere un bel numero due della squadra. The Athletic sostiene che Philadelphia avrà più flessibilità sul mercato durante l’estate rispetto a qualsiasi altra avversaria. A seconda di come saprà gestire alcuni free agent, potrà disporre di almeno 35 milioni di dollari per prendere un bel giocatore libero e confermare Maxey. Il nome che gira è quello di Paul George, si dice che sia il loro obiettivo da mesi.
Fred Katz, la firma che per Athletic segue la stagione dei Knicks, rende omaggio ai 76ers scrivendo spiritosamente che la serie non è finita. È stata così equilibrata che “in qualche modo, queste due squadre sono destinate a giocare per sempre, fra miliardi di anni saranno impegnate in una-Gara 9 alla 682esima potenza e finiranno di battersi l’una contro l’altra solo perché il sole si è espanso abbastanza da inghiottire la Terra. Da qualche parte, queste due squadre hanno in programma una gara 7 e la giocheranno”.
Purtroppo per la nazione 76ers non è così. Doctor J e Allen Iverson restano ancora gli ultimi ad aver portato rispettivamente il titolo [1983] e la finale [2001]
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