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Il conto degli scudetti del Recco è perdutoPALLANUOTO
Boh, quanti saranno. Trenta, quaranta, di più, di meno. Il campionato italiano di pallanuoto non esiste più. Non esiste più da tempo. Si è consegnato alla ricchezza fuori scala del Recco, sempre campione dal 2006 tranne una volta, sempre in finale dal 2002 tranne due volte. “Una superiorità schiacciante” la definisce Franco Carrella sulla Gazzetta, nel raccontare il 3-12 al Savona in finale, il risultato era sullo 0-9 alla fine del terzo tempo. Il Savona è rimasto imbrigliato nello 0 su 11 iniziale con l’uomo in più e non è andato meglio col passare dei minuti, per concludere con un 2 su 20, contro il 5 su 6 dei campioni [ah, comunque gli scudetti sono saliti a 36]. Il primo gol del Savona è arrivato al 25esimo. “Partita estremamente nervosa e contatti spesso al limite – dice Carrella – come era già avvenuto nell’andata, condita dalle polemiche“. Fabrizio Napoli su Waterpolo Development World lo definisce “lo scudetto della perfezione” in un ambiente infernale. Racconta: “Bandiere, striscioni pungenti contro Sukno, megafoni e addirittura fumogeni all’esterno dell’impianto. Questa Pro Recco sembra allevata in un tempio buddista. Resta nella sua bolla, isolata dal caos esterno e completamente concentrata sull’obiettivo“ Raffaele Di Noia sul Secolo XIX sintetizza: “La differenza è stata semplice. Il Recco è nettamente superiore a praticamente tutte le squadre europee“. Questo si vedrà tra qualche giorno [5-7 giugno] alle finali di Champions di Belgrado: Recco vs Olympiakos, Ferencvaros vs Novi Belgrado sono le semifinali. Una squadra serba non vince il titolo dal 2013, i greci dal 2018, gli ungheresi dal 2019. Dopo il covid è stato sempre e solo Recco. |
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Il gesto di Pogacar di cui parlano tuttiGIRO D’ITALIA
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La Champions del BarcellonaARTEFICI
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La pole di Leclerc a Monte-CarloIL GP DI MONTE-CARLO
Sulla pista di casa sua, Charles Leclerc è stato il più veloce in qualifica, davanti a Oscar Piastri e Carlos Sainz. Era stato davanti a tutti anche nelle prove libere e i ferraristi si aspettavano la pole, la terza della sua carriera a Monte-Carlo, la 24esima in carriera e la numero 250 nella storia della Ferrari. Su un circuito dove sorpassare è una sfida ai confini della realtà, Max Verstappen partirà solo in sesta posizione. Stamattina sulla Gazzetta, Gianluca Gasparini non era propenso a credere nel riscatto dell’olandese rispetto alla prestazioni deludenti di venerdì. “Montecarlo è il regno dell’imprevedibile: le condizioni cambiano alla svelta e basta un piccolo errore nell’assetto o nella guida per vanificare il lavoro di un weekend. Però, per quanto si debba prendere tutto con le molle, il risultato di ieri mostra una piccola tendenza che – se confermata – rende il futuro della stagione più interessante. Come già a Imola una settimana fa, il dominatore Verstappen non ha esercitato il potere cui ci ha abituato da un paio d’anni. E nemmeno ha dato l’impressione di prendersela comoda tenendo chissà quali assi nel taschino. Oggi magari – a proposito di animali… – tirerà fuori un coniglio dal cilindro prendendosi la pole, ne è capacissimo e non stupirebbe visto che lo ha fatto giusto sette giorni fa. Ma di magia appunto si tratta, e non si può vivere di imprese per un anno intero“ È andata esattamente così, mentre la sorpresa l’ha fatta casomai Pierre Gasly sulla Alpine, per la prima volta qualificata in una Q3, e decimo in qualifica. Oh, Leclerc va abbastanza famoso nel trasformare le pole in polvere, ma stavolta – scrive Frédéric Ferret su L’Equipe – è diverso. “Il destino, la sorte o la sfortuna, a seconda delle convinzioni, sembrano scivolare sul monegasco come l’acqua sulla peluria di un’anatra. Ha sofferto troppo per non sapere come persuaderla, domarla, scacciarla“. Il successo, dice il giornale francese, non ossessiona più Leclerc. Jacopo D’Orsi su La Stampa ricorda che nelle ultime 19 edizioni, per 13 volte ha vinto l’autore della pole, solo che due di quelle sei eccezioni riguardano Leclerc. Giorgio Terruzzi sul Corriere della sera ci crede: “È una questione di luce. Quella ricomparsa negli occhi di Leclerc, seduto in macchina dentro il box, preso dalla consapevolezza di guidare e rischiare in uno stato di grazia. Qualcosa che ci riporta alle prime apparizioni di questo ragazzo che piace alle ragazze, alle mamme, agli orfani di Senna, il cui magnifico destino sembrava già scritto. Invece, come Linus in attesa del Grande Cocomero: ha imparato a masticare amaro, ha perso qualche rotta e molta pazienza per arrivare qui, a casa, con la carburazione perfettamente regolata“. Que serà serà. LA SINTESI DI SKY |
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VITE OLIMPICHE Il record del mondo sui 10.000 di ChebetLA DIAMOND A EUGENE Prima ancora che partisse la diretta tv, sulla pista di Eugene hanno battuto un primato mondiale. Beatrice Chebet, 24 anni, ha corso i 10mila metri in in 28’54’ 14”, prima donna sotto il muro dei 29 minuti, di quasi sette secondi più veloce di Letesenbet Gidey [29’01”03 nel 2021]. Chebet è la campionessa del mondo di cross [2023, 2024], è stata argento mondiale e bronzo mondiale sui 5.000 metri nel 2022 e nel 2023, a Eugene ha corso la distanza doppia solo per la seconda volta in carriera e per la prima negli ultimi 4 anni. Gudaf Tsegay che le è arrivata alle spalle stasera a Eugene ha corso il terzo crono della storia (29’05”92].
Tredici gradi, vento leggero, cielo coperto. Secondo L’Équipe le condizioni perfette per questa gara. “Chebet ha potuto beneficiare dell’incoraggiamento di un pubblico entusiasta, del lavoro di tre lepri fino a metà percorso e delle luci a bordo pista che scandiscono il tempo del primato”.
Ha approfittato anche del duro lavoro di una quarta lepre non ufficiale, restando nella scia della campionessa del mondo etiope Gudaf Tsegay fino a tre giri dal termine. La corsa era stata costruita infatti perché fosse Tsegay a battere il record.
Dopo la gara Chebet ha annunciato che alle Olimpiadi di Parigi punterà alla doppietta 5mila-10mila, la stessa impresa dell’olandese Sifan Hassan a Tokyo.
La serata più bella dell’atletica 2024 è arrivata dalla pista che fino a pochi anni fa non c’era, Eugene, dove World Athletics portò i primi Mondiali post-olimpici, la città della NIke, uno dei motori della nuova età fatta di primati e record nel fondo, nel mezzofondo, nella maratona, nelle corse su strada. Questa qualità di risultati non era ancora stata raggiunta nelle precedenti tappe di Diamond League, a poche settimane dagli Europei, a due mesi dalle Olimpiadi di Parigi. Beatrice Chebet ha aperto la riunione con il primato del mondo dei 10mila prima ancora che fosse aperta la diretta televisiva. Alla prima donna sotto il muro dei 29 minuti, si sono unite Sarah Chelangat con il record nazionale dell’Uganda e altri 7 primati personali. Ma non è valsa di meno la misura fatta da Joe Kovacs nel getto del peso, 23,13 come risposta a Leonardo Fabbri, nuova migliore prestazione mondiale del 2024. Secondo la tabella che traduce in punti i tempi e i metri, il gran tiro dell’americano ne vale uno in meno della corsa di Chebet. Anche la Nigeria ha celebrato il suo record nazionale con il 21.91 di Enekwechi. Camryn Rogerd ha lanciato il disco a 77,76, nuovo il record della Diamond League. I 10mila maschili sono stati i più veloci del 2024, con 8 primati personali. I 100 metri hanno avuto due uomini sotto i 10″ [Coleman 9.95, Omanyala 9.98], tre donne sotto gli 11” [con una Sha’Carri Richardson da 10.83], nei 200 Bednarek è sceso sotto i 20” [19.89]. Scintille pure nei 5.000 femminili, con il miglior tempo dell’anno di Tsigie Gebreselama, 7 primati personali, il record mondiale under-20 di Birke Haylom [14:23.71]. Ci sono stati altri 5 primati personali nei 1.500 e il record oceanico fatto da Jessica Hull [3:55.97], c’è stato il record ugandese nei 3mila siepi di Peruth Chemutai [8:55.09] con altri 4 primati personali. Chiusura con record britannico sul miglio di Josh Kerr [3:45.34] e altri 5 primati personali.
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VITE OLIMPICHE .
L’argento di Sofia Raffaeli agli EuropeiGINNASTICA RITMICA Sofia Raffaeli ha preso la medaglia d’argento nel concorso individuale agli Europei di Budapest. Con 139.750 punti ha chiuso alle spalle della bulgara Stiliana Nikolova, davanti alla campionessa del mondo in carica, la tedesca Darja Varfolomeev. AL CERCHIO
LA PALLA
LE BACCHETTE
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AMERICHE .
Un’altra rimonta di DallasI PLAY-OFF NBA
Diciotto punti sotto, e ancora erano cinque da recuperare a 1 minuto e 29 dalla fine. Ma Dallas ha due fenomeni, e quando la sirena si avvicina due fenomeni diventano ancora più spietati. Kyrie Irving ha messo la prima tripla a 65 secondi dalla fine [108-106], Luka Dončić ha segnato quella decisiva a 4 secondi [108-109], in faccia a Rudy Gobert, difensore dell’anno. I Mavericks possono tornare a Dallas sul 2-0, gli mancano due vittorie per raggiungere le finali NBA per la prima volta dal 2011. Secondo Tim Cato di The Athletic “anche quando i Mavericks erano sotto di 18 punti, c’è sempre stato nell’aria un senso di spietata inevitabilità, la sensazione che Dallas sarebbe rientrata in partita, che Dončić l’avrebbe garantito“ L’ultima azione è il suo manifesto. “Dončić ha ballato con Gobert per circa 10 secondi prima di fare finalmente un passo indietro e mettere la tripla vincente, un’altra delle sue tipiche pugnalate da aggiungere al pantheon”, un altro promemoria sul fatto che pure quando lo temi, quando lo marchi, quando lo controlli, lui colpisce.
Minnesota è nei guai, guai grossi, “perché le sue due All-Stars non sono ancora apparse in questa serie” considera Jon Krawczynski, mentre “Dončić e Irving sembrano semplicemente molto più pronti per il momento. I Wolves hanno resistito alle avversità per tutta la stagione. Ma non hanno mai affrontato nulla del genere“. Ma ha gettato via di due occasioni, due partite che avrebbe dovuto vincere in doppia cifra e che invece ha finito per perdere di un possesso. Nello scorso turno, “i Wolves hanno visto cosa può fare il cuore di un campione con le spalle al muro“. scrive The Athletic riferendosi a Nikola Jokic. “Il problema è che per rientrare in corsa e salvare la stagione, contro Dallas i giocatori d’élite sono due. Possono farti male in ogni singolo attacco“. |
IL TELECOSLALOM..
Che cosa vedere oggi in tvLA GIORNATA
RUOTE 9.00 Formula E, GP Shanghai – su Eurosport 1 e Canale 20 10.10 MotoGP dalla Catalogna, qualifiche – su Sky e Tv8 11.00 Coppa del Mondo di mountain bike – su Eurosport 1 e Discovery+ 11.50 Giro d’Italia, ventesima tappa: Alpago-Bassano del Grappa – su Eurosport e RaiSport, dalle 14.00 su Rai 2 12.30 F1, prove libere GP Monaco- su Sky 15.00 GP MotoGP, Sprint Race dalla Catalogna – su Sky e TV8 15.50 Giro di Norvegia, terza tappa: Sola Egersund – su Discovery+ 16.00 F1, GP Monaco, qualifiche – su Sky ACQUE 9.30 Coppa del Mondo di canottaggio da Lucerna – in streaming sul canale di World Rowing 9.30 Coppa del Mondo di nuoto di fondo, staffetta mista – su RaiSport 10.00 Coppa del Mondo di canoa in streaming sul canale YouTube di Canoe Planet 20.45 Gara-2 finale scudetto pallanuoto: Savona vs Recco – su RaiSport VITE OLIMPICHE 14.00 Equitazione, concorso Piazza di Siena – su RaiSport e Rai Play 14.20 Europei di ginnastica ritmica, finale conconrso generale individuale – su Rai Play 15.00 Europei di tiro a volo – su Rai Play Sport e in streaming sul canale YouTube della ISSF 21.50 Diamond League da Eugene – su RaiSport e Sky TENNIS 10.30 ATP Ginevra, semifinalI – su Sky 13.00 WTA Rabat, finale: – su Sky 14.30 ATP Lione, finale- su Sky 15.00 WTA Strasburgo, finale – su Sky 15.30 ATP Ginevra, finale – su Sky PALAZZETTI E DINTORNI 13.00 Nations League pallavolo: Slovenia vs Canada – in streaming su Volleyball World Tv 16.00 Nations League di pallavolo: Turchia vs Francia in streaming su Volleyball World Tv 19.00 Nations League di pallavolo: Bulgaria vs USA in streaming su Volleyball World Tv – Italia vs Giappone anche su DAZN 20.45 Serie A, Gara-1 semifinale scudetto: Milano vs Brescia – su Eurosport e DMAX 22.30 Nations League di pallavolo: Argentina vs Germania – in streaming su Volleyball World Tv EUROGOL 14.00 Liga: Osasuna vs Villareal – su DAZN 16.00 Coppa d’Inghilterra, finale: Manchester City vs Manchester United – su DAZN 16.15 Liga: Real Sociedad vs Atlético Madrid – su DAZN 18.00 Champions League femminile, finale: Barcellona vs Lione – su DAZN 18.30 Liga: Almeria vs Cadice, Rayo Vallecano vs Athletic Bilbao – su DAZN) 20.00 Coppa di Germania, finale: Kaiserslautern vs Bayer Leverkusen – su Sky 21.00 Liga: Real Madrid vs Betis Siviglia su DAZN NEVI E GHIACCI 14.20 Mondiali di hockey, semifinale: Svezia vs Repubblica Ceca – in streaming sul canale della IIHF 18.20 Mondiali di hockey, semifinale: Canada vs Svizzera – in streaming sul canale della IIHF PODEMI 18.00 Serie A: Juventus vs Monza – su DAZN 18.00 Calcio a cinque, Gara-1 semifinale scudetto: L84 vs Napoli – su Sky 20.30 Serie B, ritorno semifinale playoff: Cremonese vs Catanzaro – su Sky e DAZN 20.45 Serie A: Milan vs Salernitana – in streaming su DAZN |
RASSEGNA..
Che cosa si dice in giro stamattinaEDICOLA
Il diario di Slalom si è aperto come ogni giorno con la consueta galleria di prime pagine da tutta Europa. I giornali della Catalogna si soffermano sul caso Xavi, quelli della Castiglia sul Real Madrid finalista nell’Eurolega di basket. Francia e Inghilterra aspettano le rispettive finali della Coppa nazionale di calcio. In Italia tanto tanto tanto calciomercato. |



