VITE OLIMPICHE
Marcell Jacobs non ha ancora superato il piacere per quei giochetti che si facevano alle scuole elementari. La sparavi grossa, e poi scioglievi il fiocco blu con uno strappo secco all’amichetto sbigottito: – Ci hai creduto, faccia di velluto.
Per due tweet di fila Marcell ha scritto una colossale panzana, forse per vedere di nascosto l’effetto che fa. Nel primo ha detto: non ho ancora corso in aprile, chiaramente la stagione è finita. Il suo coach ha commentato come fra adolescenti, con la faccina che piange dal ridere. Nel secondo quel burlone di Jacobs ha rilanciato, dicendo che avrebbe esordito direttamente alle Olimpiadi. Un messaggio messo in rete alle tre di notte. La testa, si dice a Lucerna, è una sfoglia di cipolla. Vai a capire.
La realtà è che un crono per andare alle Olimpiadi, Marcell non ce l’ha ancora. La ragione dei due tweet dalla faccia di velluto è misteriosa. A meno di non voler immaginare che alle soglie dei trent’anni al campione olimpico dei 100 metri, un destino da semidio dello sport, interessi litigare con uno di quei tredicenni che in genere si nascondono dietro avatar da una dozzina di follower sui social. Quando Luke06578492 o Ramarro17 commentano le cose nostre con parole aspre, ci piace chiamarli haters. È rassicurante sentirsi odiati dal mondo, peggio sarebbe scoprire che in fondo la vita continua anche senza di noi. L’hanno detto prima Shakespeare e poi Vasco Rossi.
Marcell Jacobs è stato Sinner prima di Sinner, è stato cioè una figura sbucata da uno sport considerato di periferia per conquistare le masse, un vincitore senza pallone in grado di infessire le menti. Prima che mancasse la finale mondiale a Budapest 2023, quinto in semifinale con 10.05, finanche il suo comportamento controverso a Eugene 2022 era stato condonato. È curioso che si senta bersaglio degli haters. Il suo problema, casomai, è aver avuto troppi lovers, troppi violini suonati dal vento.
Comunque Velvet Face debutta sabato. La prima uscita di una stagione in cui deve difendere titolo europeo e titolo olimpico arriverà sui 100 metri a Jacksonville, in Florida, contro lo statunitense Trayvon Bromell, il canadese Andre De Grasse e il giapponese Hakim Sani Brown. Sui blocchi troveremo anche il francese Christophe Lemaitre, il giamaicano Ryiem Forde, i brasiliani Erik Cardoso e Felipe Bardi, il cinese Xie Zhenye.
Gli ultimi 100 metri di Jacobs sono vecchi di sette mesi. A inizio maggio è atteso con la staffetta 4×100 a Nassau per qualificarsi a Parigi, a seguire: il Roma Sprint Festival qualunque cosa sia [18 maggio] e il meeting di Ostrava [28 maggio]. Sempre che non siano scherzi.
POTREBBE INTERESSARTI L’archivio di Slalom su Marcell Jacobs