Naomi Osaka qui si sente a casa. Indian Wells è il posto dove ha vinto il suo primo titolo WTA nel 2018 quando era una ventenne, fuori dalla lista delle teste di serie. L’epifania di una campionessa che dopo ha fatto tutto con altrettanta fretta. Quattro tornei dello Slam, il ruolo di tedofora ai Giochi di Tokyo, una pausa per riprendersi la sua serenità, una figlia.
Ora è tornata fra le palme della California per la prima volta da madre e lo ha fatto portando con sé la figlia Shai, nata a luglio. Non era mai stata prima al suo seguito in un torneo.
«Sono sempre un’atleta, ma quando mia figlia è con me, sono un’atleta e una mamma allo stesso tempo. Sento un aumento di energia di cui ho bisogno».
Nel frattempo è cresciuta la fiducia. Dopo essere stata eliminata da Danielle Collins al primo turno in Abu Dhabi, ha raggiunto i quarti di finale in Qatar prima di perdere contro Karolina Pliskova.
«Quando ero incinta – ha detto Osaka – avevo dei sogni su ciò che volevo ottenere. Ovviamente, perdere al primo turno degli Australian Open non era nei miei sogni. Ma devo essere realistica e gentile con me stessa. Non voglio vedere negativo in questa parte della mia carriera».
Il torneo nel suo posto delle fragole è cominciato contro Sara Errani, che di anni nel frattempo ne ha 36 e ha superato le qualificazioni. Aveva perso da Osaka 6-1, 6-3 a Miami nel 2016 nel loro unico precedente, stanotte è stata spazzata via con lo stesso punteggio a set invertiti [6-3 6-1], in un’ora e 9 minuti.
Anche stavolta Osaka non è una testa di serie, ma non ha vent’anni. “Sebbene lontana dal suo miglior tennis – dice la rivista Tennis – Osaka ha presto ritrovato il suo passo dopo aver lasciato il break in apertura. Il servizio di Osaka resta senza dubbio la sua arma migliore”. Ha chiuso con 7 ace. “Anche quando era fra le prime-5 al mondo Errani preferiva la costanza alla velocità” spiega Tennis, mentre Osaka ha “coperto il campo con disinvoltura, Errani era sempre più intimidita mentre la partita le scivolava di mano”.
La prossima avversaria per la giapponese sarà la testa di serie numero 14 Liudmila Samsonova, al secondo turno con un bye. Non ci sono precedenti.
ZIBALDIAN WELLS
I TENTATIVI DI EMMA
Dalla prima edizione del singolare femminile nel 1989, Emma Raducanu è solo la seconda britannica a concedere da cinque game in giù a una sua avversaria, dopo Johanna Konta. Ha battuto Masarova 6-2 6-3 con un gioco solido e aggressivo, provando smorzate e cercando angoli. Rimane la solita incostanza al servizio, e qualche 0-40 di troppo da cui risalire. Prossima avversaria: Yastremska.
IL TRAMONTO DI VENUS
È già finito il cammino di Venus Williams nel torneo dove nel 2001 venne fischiata per essersi ritirata in semifinale prima ancora di giocare contro sua sorella Serena. Papà Richard venne travolto da una di quelle tramontane mediatiche che in quel periodo lo accusavano di decidere a tavolino quale delle due figliole dovesse passare il turno o vincere un torneo. Razzismo, diceva lui. Per vent’anni le sorelle non sono più tornate a Indian Wells. Ora Venus è scivolata oltre il 400esimo posto in classifica, ha 43 anni, sta vivendo un tramonto a spizzichi che passa inosservato. Intorno a Serena c’erano palpitazioni per ogni partita che poteva esser l’ultima. Venus è una sorta di fantasma che porta in giro il suo nome e il passato. Quando smetterà sarà probabile sentirsi chiedere se non lo avesse già fatto.
Ha perso al primo turno dalla qualificata Nao Hibino cedendo il vantaggio di un set e gli ultimi 10 game consecutivi [2-6, 6-3, 6-0]. Era la sua prima partita dopo sei mesi. Non andava in campo dagli US Open, dal 6-1, 6-1 contro Greet Minnen, la sconfitta più netta dell’americana nelle 100 partite giocate in carriera a Flushing Meadows.
“Può ancora offrire servizi pungenti e grandi rovesci – racconta la Associated Press dal torneo – ma la sua prestazione è stata piena di errori, inclusi 10 doppi falli”.
La partita è stata interrotta da una forte pioggia dopo due game giocati in condizioni ventose e fredde mercoledì sera. Quando la partita è ripresa circa 14 ore dopo la sospensione, c’era il sole, la temperatura era salita sopra i 20 gradi “e Williams – scrive Tennis – non aveva più bisogno del top bianco a maniche lunghe e dei leggings neri che aveva usato fino a poco prima”.
IL CEMENTO DI WOZNIACKI
Anche Caroline Wozniacki è a Indian Wells con una wild card ma l’ha sfruttata meglio di Venus. Ha passato il turno e dopo la vittoria su Zhu Lin si trova a 153 vittorie sul cemento negli eventi WTA-1000. Gliene servono altre quattro vittorie per diventare la numero 1 sulla superficie dall’inizio del nuovo formato nel 2009.