Le accuse degli ex del Manchester: giocammo contro squadre italiane dopate

      È successo in Champions. Non una volta sola. Gary Neville e Roy Keane sono usciti dal campo dopo una partita e si sono portati dentro lo spogliatoio il sospetto di aver giocato con le carte truccate. Contro avversarie che in campo non erano pulite. Lo hanno detto nel podcast Stick To Football e la notizia è stata ripresa da diversi giornali inglesi. Ne riferiscono il Guardian, il Telegraph, il Daily Mail

I due sono stati ex capitani del Manchester United dagli anni Novanta in poi. Neville ha fatto riferimento a un paio di squadre soprattutto che gli sono rimaste in mente. «Penso che non fossero pulite. Lo abbiamo pensato in quel momento. Se ora ripensi a ciò che è successo nel ciclismo e in altri sport, ai medici… All’epoca pensavamo che c’erano cose non erano corrette, perché scusate, noi eravamo in forma, non eravamo dei bevitori, eravamo in forma e abbiamo pensato che non fosse giusto. C’è qualcosa che non va. Sono uscito dal campo contro una squadra italiana e ho pensato: – Non è giusto. So che un paio di miei compagni a metà degli anni 2000 pensavano esattamente la stessa cosa».

Keane è d’accordo. «Quando affrontavamo certe squadre, si usciva dal campo e tu eri assolutamente distrutto. Me lo ricordo. Guardavo i giocatori avversari, un paio di squadre italiane, e sembrava che non avessero nemmeno giocato la partita». 

Durante l’era Ferguson, fa notare il Daily Mail, il Manchester United ha affrontato Inter, Milan, Juventus, Fiorentina, Roma e Lazio. Al podcast sono intervenuti anche Jamie Carragher e Ian Wright. 

 

 

A proposito di doping. Il Corriere della sera è tornato a occuparsi del caso di Kamila Valieva, 15 anni, la pattinatrice trovata positiva un mese prima dei Giochi di Pechino ma nel frattempo oro nella prova a squadre. È stata ingozzata di pillole per anemie, cardiopatie, ischemie, epatiti: 69 principi attivi ha scritto il giornale. Marco Bonarrigo racconta: Resa pubblica tre giorni fa, una nota di servizio trasmessa in via confidenziale nel marzo 2022 dall’Istituto Nazionale Russo per la Sanità Pubblica (Fmba) all’Agenzia Antidoping di Stato (Rusada) è il documento più inquietante mai diffuso sulla disinvoltura senza scrupoli con cui lo sport ex sovietico manipola i suoi giovanissimi atleti. E ancora:  A margine del bombardamento di farmaci, il tema del processo davanti al Tas di Losanna (130 pagine di sentenza) è passato quasi in secondo piano [tutto qui]. 

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