Una delle prime volte che Giorgio Minisini finì sui giornali era da poco maggiorenne. Poté raccontarsi, e certo dire di intolleranza e pregiudizio. Era inevitabile parlarne. Disse: «Quando ero molto piccolo mi sembrava tutto normale, non c’erano ombre, ma da adolescente è stata dura. Qualcuno diceva che ero gay e in quella fase della vita non è semplicissimo far finta di niente. Io poi facevo da anni anche taekwondo… Lì insegnano a evitare lo scontro fisico, ma devo ammettere che ogni tanto non mi sono tenuto». Poté raccontare di una madre allenatrice, un padre giudice internazionale, un fratello da imitare e da inseguire, poté anche dire: «Basta guardare un mio esercizio per capire che non imito le ragazze: io in acqua faccio il maschio».
Elisabetta Esposito su Sportweek scrisse: “Ce ne andiamo con la convinzione che i giovani possano davvero garantire un futuro migliore a questo Paese di ignoranti e furbetti. Giorgio ha fatto scelte controcorrente. Giorgio ha sofferto. Giorgio ha resistito. Giorgio sa vedere le cose al di là della loro immagine, oltre i luoghi comuni, tuffandosi nella vita in profondità. Perché se ti limiti a galleggiare, vedi solo quello che gli altri ti vogliono far vedere”.
Quasi dieci anni dopo, i sincronetti hanno passato la dogana, sono una parte digerita del panorama di una disciplina diventata nuoto artistico e sincronetti non vogliono sentirsi più chiamare. Con tre ori mondiali messi da parte negli anni passati in Duo con Manila Flamini e Letizia Ruggiero, a poche ora di distanza dall’errore che gli ha fatto chiedere scusa a Susanna Pedotti, Giorgio Minisini ha vinto la sua prima medaglia in singolo, l’argento nella specialità tecnica.
«Temevo di essere alla fine della carriera. Questa medaglia mi ridà serenità» | Giorgio Minisini
Arianna Ravelli sul Corriere della sera e Alessandra Retico su Repubblica hanno letto il labiale di Minisini dopo l’annuncio del punteggio.
“Paura, sollievo, lacrime, felicità, un lungo sfogo, persino un vaffa…” nella prima versione, “Smorfie, sorrisi, occhi chiusi, occhi strabuzzati e infine l’urlo” nella seconda.
Giandomenico Tiseo su Oa Sport ha scritto appunto che serviva un riscatto. “Non sono stati mesi semplici. Ha dovuto lavorare sodo per tornare in forma, dopo l’infortunio al ginocchio con annesso intervento chirurgico (lesione completa del menisco interno del ginocchio sinistro) che gli aveva impedito di prendere parte ai Mondiali di nuoto artistico andati in scena a Fukuoka (Giappone) nel 2023. Voleva trasformare l’amarezza in felicità”.
Si è esibito su Still loving you Scorpions e ha chiuso con 245.31 punti, battuto da un cinese di 16 anni, Yang Shuncheng, un prodigio annunciato [246.47].
«Dovevo anche qualcosa alla mia allenatrice, Milena Miteva, mi avrà detto idiota 50 volte dopo l’errore, quando l’ho vista esultare, ho esultato anch’io». | Giorgio Minisini
IL MONDIALE È TUTTO UN
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Il prodigio annunciato venuto dalla Cina nello scorso mese di settembre stava vincendo l’oro nel Duetto misto libero ai Mondiali giovanili di Atene. Cinque mesi dopo ha stregato con grazie e potenza i giudici della graa adulta esibendosi sulla canzone The Cello Song dei Piano Guys.
È il secondo gran risultato di un minorenne cinese. L’altro giorno all’Hamad Aquatic Centre Jianjie Huang era diventato il più giovane campione del mondo di sempre nei tuffi, all’età di 13 anni, confermando il dominio della Cina nel sincronizzato misto in coppia con Jiaqi Zhang, una vecchiaccia di anni 19. Argento alla Corea del Nord, bronzo al Messico, Italia ottava con Eduard Timbretti e Irene Pesce.
OK, IL PREZZO È GIUSTO I troppi gol di scarto nella pallanuoto
Tuttosport la chiama una partenza pirotecnica e il Corriere dello Sport-Stadio titola con un imparabile gioco di parole sul numero di gol segnati contro il Kazakistan: “Il Settebello ha detto 33”. Purtroppo la prima giornata del torneo è stata segnata dai soliti punteggi che raccontano il divario enorme fra l’élite e il resto del mondo. La Spagna ha dato 16 gol di scarto al Sudafrica, la Gercia 18 alla Cina. L’unica sorpresa è stata il pareggio tra Montenegro e USA risolto ai rigori dagli slavi.
Tra le donne era andata più o meno allo stesso modo domenica: con i 20 gol di scarto del Setterosa alle britanniche sono arrivati il 24-2 del Canada al Sudafrica, il 32-1 dell’Australia a Singapore, gli 11 di scarto dell’Ungheria alla Nuova Zelanda. Ci siamo però goduti subito un USA-Olanda di livello [10-8].
IN BOCCA AL LUPO! La vigilia di Gregorio Paltrinieri
Domani è il giorno dle debutto nella 5km di Paltrinieri, rimasto a guardare la 10km con una carta olimpica conquistata dalla squadra al posto suo. Stamattina spiega i motivi in una intervista con Paolo De Laurentiis per il Corriere dello Sport-Stadio, restando più prudente sull’ipotesi di smettere dopo Parigi.
«La verità è che non lo so. Mi guardo indietro e sono orgoglioso di quello che c’è stato, penso di poter fare ancora altro perché ho voglia».
➣ Mai pensato di smettere?
«No, ma ci sono stati momenti in cui ho sentito il bisogno di cambiare».
➣ Rinunce?
«Tante, credo sia normale. Ho perso la quotidianità con gli amici storici anche se continuo a sentirli. In certi momenti la differenza la fa l’appoggio della famiglia: ti fanno sentire nel giusto, ti aiutano nelle scelte».
➣ Rifarebbe tutto?
«Se ripartissi dall’inizio, sarei felice di trovarmi proprio dove sono adesso. Forse qualcosa cambierei ma solo perché in tanti anni mi sembra impossibile di aver azzeccato sempre qualsiasi scelta».
➣ Il salto da Morini, l’allenatore dell’oro olimpico, ad Antonelli da fuori sembrava un azzardo. Invece sono arrivati altri successi.
«Ma non ero sicuro che sarei riuscito a vincere ancora. Ho cercato solo una situazione che mi facesse stare bene, i risultati sono stati una conseguenza».
➣ Ha fatto pace con l’oro di Rio?
«Piano piano».
➣ Ma sono passati otto anni…
«Il fatto è che sembrava scontato. Lo sto rivalutando, soprattutto ho capito quanto ero forte mentalmente per le vittorie in serie che sono arrivate in quegli anni. Non che oggi non lo sia eh».
➣ È stata la gara perfetta, un trionfo per distacco.
«Ma no, per ogni gara anche vinta potrei trovare mille errori. A Rio, per esempio, sono partito troppo forte».
➣ Ci sarà una gara più bella delle altre.
«Sì, l’oro mondiale di Budapest, nel 2022, dalla corsia laterale. Era un momento difficile: l’800 era andato male, i giovani stavano premendo. Pure i bookmaker non mi consideravano. Aver vinto quel 1.500 (con il record europeo, ndr) è stato un segnale per me e per loro».
➣ L’ultimo mondiale, l’estate scorsa a Fukuoka, non è finito in gloria: bene nelle acque libere, 8º negli 800 e niente 1.500.
«Ma ora sto bene, ho risolto quei problemi fisici, ho ripreso qualche chilo. Devo stare attento al mio corpo, dosare gli sforzi per arrivare al massimo quando serve». [intervista di paolo de laurentiis, Corriere dello Sport-Stadio]
COSA GUARDARE OGGI
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BIS Nessuno sa ripetersi nel Tecnico a squadre
Tre paesi diversi hanno vinto l’oro nelle ultime tre edizioni mondiali del Tecnico a squadre. La Cina si presenta da favorita dopo il titolo nel Team Acrobatic. Ha dominato i preliminari sommando con punteggio sopra i 300, ma pure a Fukuoka nei preliminari furono lacrime e sorrisi, e in finale furono soltanto fiordalisi, da 304.39 al settimo posto. L’alternativa vive e lotta sempre in Asia, con il Giappone che a Doha deve ancora prendere una medaglia di qualsiasi colore. È questa la sola disciplina nella quale da padroni di casa i giapponesi non salirono sul podio.
LA FABBRICA DEI SOGNI E la fabbrica di medaglie cinesi
A metà cammino del programma di tuffi, le nazioni che hanno vinto l’oro sono già di più rispetto a Gwangju 2019, Budapest 2022 e Fukuoka 2023 messe insieme. È un altro segno del Mondiale pazzo che sta offrendo a Doha, fortemente segnato dalla vicinanza con il precedente e soprattutto con le Olimpiadi di Parigi. Deve succedere uno scatafascio perché Chen Yuxi e Quan Hongchan non vincano il sincronizzato dalla piattaforma. Sono 26 anni, dalla prima edizione della prova a Perth, che la medaglia non sfugge alla Cina, ormai arrivata a 12 titoli mondiali consecutivi. Con i punteggi individuali ottenuti ieri, sono imbattibili.
Da seguirel’icona dello sport malese Pandelela Pamg, in coppia con Nur Dhabitah Sabri. È stata cinque volte sul podio in questo evento, bronzo a Budapest con la stessa compagna di oggi. In patria le hanno dato il titolo onorifico di Dato – deve essere commendatrice o cavaliera – e le hanno intitolato in vita un centro acquatico.
CHI VUOL ESSERE MILIONARIO L’assalto all’oro di Vasiliki Alexandri
Negli ultimi otto Mondiali è sempre successo che l’oro del Solo libero e del Solo tecnico siano finite nello stesso paese. Se i pianeti di Doha volessero allinearsi a quelli del passato, oggi allora bisogna tenere d’occhio Evangelia Platanioti, la prima campionessa di nuoto artistico nella storia della Grecia tre giorni fa. Ma questa non è la sua disciplina preferita, a Budapest ha vinto il bnronzo e l’aumento del grado di difficoltà tra preliminari e finali potrebbe danneggiarla. Senza Yukiko Inuhi, due ori nelle ultime due edizioni, incombe Vasiliki Alexandri – passaporto austriaco, ma in fono greca di nascita a sua volta, doppio argento a Fukuoka e mai oro in carriera. Ha due sorelle gemell, Anna-Maria e Eirini-Marina, anche loro impegnate nel nuoto artistico
IL PROGRAMMA DI MART 6 FEB
ore 7.30 Solo libero maschile [preliminari con Giorgio Minisini] | 12 Tecnico a squadre [finale – con Linda Cerruti, Marta Iacoacci, Sofia Mastroianni, Enrica Piccoli, Lucrezia Ruggiero, Isotta Sportelli, Giulia Vernice e Francesca Zunino] | 18 Solo libero femminile [finale – con Susanna Pedotti]
torneo femmiinile ore 7 Francia-Cina (Gruppo B) | 8.30 Spagna-Grecia (Gruppo B) | 10 Nuova Zelanda-Australia (Gruppo C) | 11.30 Singapore-Ungheria (Gruppo C) | 14 Canada-Gran Bretagna (Gruppo D) | 15.30 Italia-Sudafrica (Gruppo D) | 17 Paesi Bassi-Kazakistan (Gruppo A) |
18.30 Brasile-Stati Uniti (Gruppo A)
ore 10 Trampolino 3 metri maschile Preliminari [con Giovanni Tocci e Lorenzo Marsaglia] | 18.30 Finale Sincro piattaforma femminile [con Irene Pesce e Maia Biginelli]
in tv su Rai Sport e Rai Play