Il conto aperto tra Son e la Coppa d’Asia – I quarti di finale

LA COPPA D’ASIA

 

Rispetto alla Coppa di cinque anni fa, ci sono tre nazionali nuove su otto ai quarti di finale. L’assenza più rumorosa è quella della Cina, reduce dai quarti per due volte di fila ma ora prigioniera della sua bolla scoppiata. Mancano gli Emirati Arabi, arrivati in semifinale nelle ultime due edizioni, un’altra esperienza che alla bella pagina facebook Calcio da dietro pare arrivata a fine corsa del suo progetto tecnico, se è vero che anche il campionato perde colpi sotto la concorrenza di Arabia e Qatar. La terza squadra incapace di confermarsi è stato l’emergente Vietnam. Entrano nell’élite d’Asia l’Uzbekistan campione fra gli Under-20, la miracolosa Giordania e il sorprendente Tagikistan, all’esordio assoluto nel torneo. Una fra queste ultime due si spingerà perfino in semifinale, diventando così la storia della Coppa. 

 

 

  CHI GUARDARE

Son Heung-min in Corea del Sud vs Australia

 

  Una grande classica del calcio d’Asia. I precedenti sono trenta, l’Australia ne ha vinti undici. L’attenzione è tutta su Son Heungmin, come scrive The Athletic ha un conto in sospeso con il torneo. Nove anni fa, quando giocava ancora per il Bayer Leverkusen, portò la nazionale alla finale di Sydney contro l’Australia. Il gol del pareggio nel recupero portà la partita ai supplementari, quando il gol di James Troisi diede la Coppa ai Socceroos. Il cittì australiano era Ange Postecoglou – che adesso però è l’allenatore di Son al Tottenham. Postecoglou ci ride sopra. Ha detto che gli piacerebbe vedere Son di nuovo battuto in finale. Non aveva messo in conto che l’incrocio potesse presentarsi prima, e forse sottovaluta l’umore cattivo col quale se lo ritroverebbe a Londra. Comunque sia, chi ne sa sostiene che la Corea del Sud ha una chance mai avuta prima di rivincere la Coppa. Sono trascorsi 64 anni dalla prima volta, quando il torneo era a quattro squadre e Israele ancora si mescolava agli altri paesi asiatici.

Ci sono ragioni per essere ottimisti – dice The Athletic – innanzitutto perché c’è Son

È riemerso da un periodo cattivo, una stagione nella quale sembrava in declino. Era uscito prosciugato dai Mondiali in Qatar, la Premier aveva perso il verso Son. Invece è una rivelazione della stagione. Sembra più in forma, più brillante e più felice di quanto non sia mai stato con Antonio Conte”, ha scritto la rivista americana, a dirla tutta Son è l’emblema del Tottenham reinventato da Ange Postecoglou. Non è una Corea nella quale debba far tutto da solo. In difesa svetta Kim, Hwang Hee-chan ha segnato una decina di gol con il Wolverhampton, Lee Kang-in è il nuovo gioiellino su cui punta il Paris Saint Germain. 

 

In Australia stanno provando a vivere tutto in grande leggerezza. Un anno e due mesi fa la nazionale fece soffrire l’Argentina negli ottavi ai Mondiali. Solo 12 giocatori di quella lista sono stati confermati. Il cittì Arnold ne ha lasciati a casa diversi per scelta tecnica. L’Australia ha il portiere più apprezzato sulla scena internazionale, Mathew Ryan, all’AZ Alkmaar dopo essere passato dal Valencia. Ha un difensore centrale come Harry Souttar che gioca nel Leicester e Riley McGree, ala del Middlesbrough. Sei australiani giocano in Scozia e sei in Inghilterra. Graham Arnold è il solo cittì insieme con il giapponese Hajime Moriyasu a essere tuttora in carica dopo la Coppa d’Asia del 2019. 

I giornali di casa stanno sottolineando in questi giorni la saggezza con cui guida la squadra in mezzo alle pressioni. The Age prepara alla partita con la Corea raccontando di una semi-aggressione subita dal cittì dell’Iraq dopo l’eliminazione. Gli inviati di Baghdad gli hanno rimproverato di essersi distratto con le troppe interviste ai giornali stranieri – gli spagnoli soprattutto. Cos asranno mai due critiche a Graham che arrivano da quaggiù, spiega The Age, rispetto a quel che accade nel resto d’Asia e molto spesso anche in Europa. 

Peraltro Arnold è abituato a usare le critiche della stampa per motivare la squadra. Raccontano che appena spesso articoli ai muri dello spogliatoio, per convincere i suoi ragazzi che il mondo li sottovaluta, che sonon ritenuti spazzatura per provocare una reazione. Lo ha fatto anche ai Mondiali, quando entrava nello stanzone con una pagina in mano e  gridava: «Questi ***** non sanno chi sono i giocatori australiani. Andiamo e facciamo vedere a questi quattro ***** chi siamo». Gli asterischi sono di The Age, peccato, sarebbe stato divertente sapere tutto.  

 

  CALCIOMONDO

 

L’ultimo rigore segnato dall’Iran nella serie contro la Siria, decisivo per la qualificazione ai quarti di finale di Coppa d’Asia [1-1 al 120esimo]

 

Il gol [ehm] con cui il Bahrein ha lasciato la Coppa d’Asia: battuto 1-3 dal Giappone negli ottavi di finale. 

 

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