Emma Raducanu non vince due partite di fila dal mese di marzo, quando si fermò contro Iga Swiatek al quarto turno di Indian Wells. Eppure non è mai parsa così vicina ai giorni indimenticabili dello Slam di New York quanto stamattina all’alba, quando è arrivata a 4 punti di distanza dal battere Elina Svitolina, quarantott’ore dopo aver eliminato la rumena Ruse dal torneo di Auckland. Aveva vinto il primo set al tie-break dopo averlo condotto per 5-1. Ha perso il secondo sempre al tie-break, ha ceduto 6-1 nel terzo contro una giocatrice che ha fama di combattente e che ha vinto 19 delle ultime 25 partite.
Tutti i principali osservatori internazionali di tennis concordano. Mike Dickson: “Emma Raducanu ricorda a tutti di cosa è capace quando colpisce forte la palla. Un tennis di alta qualità a tutto tondo. Ha giocato uno dei set più aggressivi dagli US Open in avanti”. Intende il primo.
Chris Goldsmith: “Che abbia perso non importa. Ho visto abbastanza Emma Raducanu per dire che sta di nuovo colpendo bene la palla ed è pronta per questo livello”.
The Tennis Letter: “Emma Raducanu ha giocato una partita incredibile contro Elina Svitolina, wow, che lotta tremenda. Quando vinse gli US Open, era solo una ragazza di 18 anni che veniva da Londra. Giocava a tennis perché aveva dei sogni. Giocava a tennis perché la rendeva felice. Finalmente Emma è tornata a giocare per sé stessa”.
Bringing another level 📈 @EmmaRaducanu takes the first set tie-break 7-6(5) over Svitolina. #ASBClassic pic.twitter.com/NUdHlsOv8P
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Sono giorni da adolescenti terribili, questi. A Brisbane, dove l’occhio in questi giorni è caduto sui ritorni di Rafa Nadal e di Naomi Osaka, stanotte Mirra Andreeva ha messo un’altra pietra miliare della sua freschissia carriera. Ha nello zaino un quarto turno in un Masters 1000, un terzo turno al Roland-Garros e un quarto a Wimbledon, ma non era mai arrivata in un quarto di finale. C’è riuscita dando 6-1 6-1 ad Arina Rodionova.
Ha un nome da regalo dei Re Magi. Compirà 17 anni in aprile. È già fra le prime-50 giocatrici al mondo. È originaria di Krasnoyarsk, ha iniziato a giocare all’età di sei anni, si è trasferita prima a Sochi e poi a Cannes in Francia, con sua sorella, per allenarsi con Jean-René Lisnard e Jean-Christophe Faurel. Molte sportive russe in questi mesi stanno prendendo il passaporto francese. Prossima avversaria: Linda Noskova. Chi è? Una ragazzina ceka di 19 anni. È allenata da Tomas Kupa, le piacciono i Maneskin, il wrestling e i film su Netflix. Le piace nuotare e passare il tempo libero con i suoi animali di casa. Le piace tutto quel che piace a quest’età, quando hai vent’anni e passa meno del tuo idolo: Serena.
Andreeva-Noskova sarà il primo quarto di finale dopo quindici anni tra due adolescenti in un torneo WTA dalla categoria 500 in su. L’ultimo risale agli US Open 2009, quando Caroline Wozniacki affrontò Melanie Oudin.
Milestone for Mirra 👏
Mirra Andreeva advances to her first career quarterfinal with a stunning performance against Arina Rodionova, 6-1 6-1 ✨#BrisbaneTennis pic.twitter.com/2Cf1YKO1PD
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Una delle franco-russe, Varvara Gracheva, sarà la prossima avversaria di Coco Gauff. A proposito di adolescenti, l’americana ha vinto facilmente la partita dei 35 anni contro Brenda Fruhvirtová. La partita dei 35 anni nel senso che Coco ne ha 19 e Brenda 16. Un’ora e 10 minuti per fare 6-3 6-0 sul campo di Auckland. È il diciottesimo 6-0 che mette a segno in carriera. Un terzo è arrivato sul cemento americano.
The Tennis Letter: “È strano vedere Coco affrontare un’adolescente. Non è passato molto tempo da quando era lei una sedicenne prodigio Ha fiducia in se stessa, ha lavorato sodo e si è circondata di persone che se ne prendono cura. È la campionessa in carica degli US Open. Bisogna fidarsi del suo processo di crescita”.
Chi tiene in ordine le statistiche nel tennis, dice che è la sesta volta che Cori Gauff affronta un’avversaria più piccola. Bilancio: sei vittorie, 12 set vinti, solo uno perso. Contro chi? Mirra Andreeva. Mmm.
Damian Kust di Last Word on Tennis dice che Fruhvirtova ha tenuto il campo inizialmente, ma ha ceduto quando Gauff ha aumentato l’intensità. “Brenda ha molta strada da fare in termini di conversione degli schemi d’attacco. Sono curioso di vedere cosa Massu potrà ottenere lavorando con lei”
Another day at the office 💼
The defending champion @CocoGauff is into the quarterfinals after defeating Fruhvirtova in straight sets. #ASBClassic pic.twitter.com/BkMNPmiXj7
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E poi c’è il Vecchiaccio
Il Vecchiaccio è Novak Djokovic, uscito di scena ai quarti di finale della United Cup con la sua Serbia dopo aver perso 6-4 6-4 da Alex de Minaur. È finita così la sua invincibilità in terra d’Australia che durava da 43 partite, 2.176 giorni dice L’Équipe che ha tenuto il conto. È uscito dal campo con il polso destro infortunato e qualche apprensione, ma il giornale francese ridimensiona e scrive che “se si rispetta la logica djokovigiana non c’è motivo di preoccuparsi” perché il numero 1 ha il vizio di farsi male alla vigilia di Melbourne, gli è già successo “durante le sue ultime due gloriose campagne nello Stato di Victoria”. Nel 2021 si fece venire uno strappo addominale, secondo lui due centimetri e mezzo. “Di fronte ai sospetti della vox populi – ha scritto il giornale francese – promise di fornire prove, immagini a supporto che ancora aspettiamo”. L’anno scorso si è ripetuto. Aveva uno strappo di tre centimetri alla gamba sinistra. Cosa volete che sia la bua a un polso?
First win over a World No. 1 🙌@alexdeminaur LOVES playing in Australia!#UnitedCup pic.twitter.com/oijuLbpJxI
— Tennis TV (@TennisTV) January 3, 2024