La partita finita alle quattro del mattino – La resistenza del tennis ai fondi sauditi

Giorno-5 | La resistenza del tennis ai soldi sauditi: Nadal fa il testimonial, il Queen’s rigetta le offerte, Evert e Navratilova alzano barricate – La partita finita alle quattro del mattino – I 6 match point falliti da Rybakina prima di perdere – Collins si ritira – La morte in servizio di Mike Dickson  Guida alle partite della notte, non solo Sinner e Cobolli: da Gauff-Parks alle ucraine contro Russia e Bielorussia

 

  IL TEMA

Barometro delle condizioni atmosferiche tra lo sport e l’Arabia Saudita. 

Golf – Alta pressione. Il circuito separatista LIV ha da poco messo sotto contratto Jon Rahm e dà le carte al tavolo. Il PGA Tour è sotto scacco. Arabia 1- Resto del mondo 0. 

Calcio – Bassa pressione. Da Riad si alzano le voci dei primi pentiti. Jordan Henderson fila dritto verso il ritorno in Europa con l’Ajax. Era stato accusato di aver tradito la sua causa di sostenitore dei diritti della comunità LGBT. È andato, ha visto, è tornato – stamattina il Telegraph cita fonti vicine al giocatore, preoccupato di non vedere mai neppure una sterlina delle 350mila a settimane promesse a suo tempo dall’Al-Ettifaq. In sei mesi non è stato mai pagato. Karim Benzema è invece francese, dunque la sua voglia di tornare rientra nella categoria dello spleen, ma al Real sono spagnoli e paiono indifferenti a Baudelaire. Non se lo riprendono. La serie A è a Riad per assegnare la Supercoppa con De Laurentiis vestito da sceicco, i turchi invece hanno voltato la testa al cavallo e se ne sono tornati a casa. Risultato? Diciamo: Arabia 1 – Resto del mondo 1.  

Tennis – Vattelapesca. Rafa non ha messo abiti locali ma ha accettato di fare il testimonial della federazione tennis di Riad, portando una delle sue accademie nel paese. Intorno a lui c’è chi dice e non-dice. Chi non-dice lascia intendere, chi dice scrive, così resta una traccia. Chris Evert e Martina Navratilova hanno spedito una lettera alla WTA chiedendo di non andare a giocare il Masters di fine anno in Arabia. Gira voce tra chi sa le cose che esista già un accordo con Riad, dopo l’edizione disastrosa di Cancun. Evert e Navratilova sostengono che una simile decisione sarebbe un tradimento dei principi del tour. Crediamo che consentire all’Arabia Saudita di ospitare le finali WTA sia del tutto incompatibile con lo spirito e lo scopo del tennis femminile e della stessa WTA si legge nella lettera indirizzata al presidente esecutivo Steve Simon, si dice abbastanza instabile sulla sua poltrona. 

Non solo si tratta di un paese in cui le donne non sono viste come uguali, ma è un paese che criminalizza la comunità LGBTQ. Un paese i cui risultati a lungo termine in materia di diritti umani e di libertà fondamentali sono motivo di preoccupazione a livello internazionale da decenni

Non pareva d’accordo ieri sera Matteo Renzi da Bruno Vespa a Porta a Porta. Ha ricordato il suo impegno da attivista in gioventù contro la pena di morte [«In Arabia come negli USA»] e ha messo in campo tutti gli argomenti che si adoperano in questi casi [le donne che non guidavano e adesso sì] per giungere alla conclusione che «bisogna allearsi con i leader arabi moderati, per sconfiggere il terrorismo».

Evert e Navratilova pensano invece che no, pensano che portare le finali WTA in Arabia Saudita significherebbe fare un significativo passo indietro

Il Telegraph ha rivelato che la Lawn Tennis Association ha rifiutato una sponsorizzazione del Saudi Public Investment Fund per il loro torneo di punta al Queen’s Club, ma un paio di tornei ATP come Miami e Madrid stanno per sottoscriverne uno simile. Anzi. Pare che il presidente Andrea Gaudenzi sia atteso in Arabia Saudita proprio questa settimana. Tuttavia – dice il giornale inglese – sembra improbabile che il PIF lanci una sfida diretta all’establishment del tennis come ha fatto con la LIV Golf.

 

in tv nella notte ore 1 su Eurosport

 

  IL TORNEO

La partita finita alle quattro del mattino

 

Quando il diavolo ci mette la coda [a Napoli si dice le corna]. Quando il diavolo ci mette la coda, la sessione serale all’Australian Open finisce quasi alle 4 del mattino. Non siamo alla Coppa Davis 2019 e non si può nemmeno dare la colpa a quel barbaro di Piqué. Non siamo a Parigi-Bercy 2023 e non possiamo dare la colpa ai francesi per un complotto anti-Sinner. Maledizione, stavolta non ce la possiamo prendere con nessuno, se lo Slam delle maratone e delle partite al quinto set ha tenuto in campo sulla Rod Laver Arena Emil Ruusuvuori e Daniil Medvedev nel cuore della notte, ore 3.40, senza riuscire a battere il record delle 4.34 stabilito a suo tempo da Lleyton Hewitt. Eppure mai come quest’anno gli organizzatori avevano preso misure contromisure per evitarlo. Swiatek-Collins e Rybakina-Blinkova hanno tirato per le lunghe, Sonego e Alcaraz ci hanno aggiunto del loro,  la pioggia pure.

Sorpresa delle sorprese, meraviglia delle meraviglie. Senza arrivare alla soglia del metro e novanta semi-obbligatoria ormai nel tennis, Arthur Cazaux è il suo servizio hanno buttato fuori dal torneo in quattro set il giovane Holger, sì insomma Holger Rune, danese, professione: sognatore. È il tipo che vuole vincere più Roland-Garros di Nadal. Cazaux è diventato l’ottavo francese a eliminare uno dei primi-dieci al mondo prima del compleanno numero 22 anni. Finisce in una lista che comprende i nomi di Yannick Noah, Henri Leconte,Gael Monfils e Richard Gasquet, ma pure qualche altra meteora. Ora spetta a lui imboccare l’uno o l’altro sentiero. Cazaux è una specie di Grosjean, per chi se lo ricorda. 

 

Romain Lefebvre su L’Équipe dice che i 18 ace del francese, il suo 63% di prime, il suo 82% di punti vinti così, i suoi tiri piatti da fondo campo, le sua capacità fisiche degne di un biathleta, sono tutte armi necessarie nel tennis moderno, alle quali il francese aggiunte il suo gusto per lo spettacolo. Gli piacciono il teatro e la NBA. 

 

  ITALIANISMI

Le partite di Sinner e Cobolli al terzo turno

 

Senza aver perso ancora in set – unico fra le prime nove teste di serie – Jannik Sinner aspetta l’argentino Sebastian Baez al terzo turno, primo avversario non olandese. Baez non ha un servizio particolarmente efficace, secondo Last Word difficilmente gli porterà via un set. Se Jannik non fa almeno la semifinale, considera LW, sarebbe una delusione. Da quando Baez si è affidato a coach Sebastian Gutierrez, ha smesso di bere Coca-Cola e di mangiare gelati. Diciamo la verità: non ci voleva una scienza.

quando ore 2 

 

Flavio Cobolli si gioca la sua carta contro Alex de Minaur, l’australiano avversario di Sinner nei due momenti-svolta della sua carriera: la finale di NextGen, la finale di Coppa Davis. Il giornale australiano The Age presenta il team del cosiddetto Demon, partendo dal mistery man, il misterioso Adolfo Gutierrez che lo guida. Misterioso, poi. Diciamo riservato. Non parla mai in pubblico, non dà interviste, tiene un basso profilo. 

Se non ne avete sentito parlare, non siete i soli

La manager dell’australiano Kathryn Oyeniyi chiama il team la squadra  Spanglish. Emilio Poveda Pagan è uno dei collaboratori, anche lui di Alicante, mentre Matt Reid – ex grande promessa una dozzina di anni fa – si è unito da poco allo staff. Nel box ogni tanto si vede pure Lleyton Hewitt.

quando ore 9

 

La notte scorsa è andata mamelicamente sul malaccio andante. Fuori Zeppieri,  Trevisan, Cocciaretto e Sonego. Avanti solo Paolini. Ha battuto la tedesca Maria e si è qualificata per la prima volta in carriera al terzo turno in uno Slam. Sonego ha tolto un set a Carlitos Alcara. Ha fatto una discreta figura e non gli si poteva chiedere di più. Ora Alcaraz incrocia il diciottenne cinese Juncheng Shang ed è la prima volta in carriera che avrà per avversario uno più giovane di lui. 

 

ZIBAL-BOURNE

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  BOOMERANG  I 6 match point falliti da Rybakina

Elena Rybakina è la moscovita di passaporto kazako sbucata a Wimbledon nell’anno del bando alle tenniste russe. Qui a Melbourne era la favorita di Martina Navratilová è invece torna a casa con una sconfitta inattesa contro Anna Blinkova, che parla cinque lingue e si fa allenare da Xavier Pujo and Gerard Solves. Sconfitta inattesa e storica, arrivata al super tie-break finito 22-20. È durato 31 minuti, i 42 punti sono record assoluto uomini compresi. Rybakina ha avuto 6 volte il match point. Oa Sport dice che è “impossibile raccontare in termini umani la storia non già degli ultimi 31 minuti, ma di tutto quel è successo dal 4-4 in poi. Un match diventato prima strapieno di errori, poi di vincenti incredibili e poi ancora di errori o situazioni difficilmente possibili in momenti normali”. Sono fuori cinque delle prime-otto donne in tabellone. 

 

CANGURI  Collins si ritira

Alla giornata più assurda da molto tempo a questa parte, si è aggiunto l’annuncio del ritiro di Danielle Collins, arrivato subito dopo la sconfitta contro Iga Swiatek. La polacca  stava ancora facendo l’intervista televisiva in campo quando la trentenne americana è entrata nella piccola stanza per le interviste, visibilmente turbata dalle 3 ore e 14 minuti di partita. Ha detto di non sapere esattamente quale sarà il suo ultimo torneo, ma bisogna aspettarselo entro il 2024

SURF   I signori dei cinque set

A proposito di maratone e altro. Tre teste di serie sono sfuggite alla decapitazione arrivando al quinto Casper Ruud è sopravvissuto a Max Purcell battendolo 10-7 al tie-break. Cameron Norrie era due set sotto con Giulio Zeppieri e ha salvato una palla-break chiave sull’1-2 nel terzo. Là è cambiata la partita. Alexander Zverev è stato a un passo dal tornarmene a casa. Ha vinto in quattro ore e 37 minuti dopo essere stato indietro due set a uno contro Lukas Klein. Sul 7-7 nel tie-break al quinto, Zverev si è giocato della maggiore esperienza. Al quinto set ha vinto pure Miomir Kecmanovic, che ha salvato due match point e ha rimontato Jan-Lennard Struff.

 

ADDII  Mike Dickson

Il giornalismo tennistico ha perso una delle sue voci più rispettate in Inghilterra e nelle sale stampa internazionali. Nike Dickson lavorava per il Daily Mail ed è morto in servizio, in Australia, un attacco di cuore dopo aver scritto il suo ultimo pezzo su Emma Raducanu. 

Peter Bodo ha racconta sulla rivista Tennis che Mike era un membro di una specie in via di estinzione, i giornalisti che consumano le suole delle scarpe, quel tipo di reporter meno interessato alla scrittura fiorita e all’espressione di pensieri profondi, più incline a scavare nelle storie, lavorare sulle fonti, sempre – ma sempre -a caccia di una esclusiva o di uno scoop. Una caratteristica particolarmente pronunciata nel lavoro per i tabloid britannici, tra cui il Daily Mail. Un lavoro duro, considerando il modo in cui la stampa sportiva britannica è obbligata per necessità a lavorare e viaggiare in branco. Anche se ci sono storie leggendarie di imbrogli e pugnalate alle spalle tra giornalisti concorrenti, non credo che Mike sia mai stato coinvolto. Non era molto orientato al sensazionalismo, un dettaglio che spiega l’unico screzio che io abbia mai avuto con Mike. Per il magazine ormai defunto [Tennis esce ora solo online, ndSl], scrissi un pezzo su quella brigata di giornalisti roboante, mortificante e intelligente. Inclusi molte citazioni da vari tabloid, ma nessun frammento dal lavoro di Mike. Al successivo US Open si avvicinò e mi accusò di aver ignorato il suo lavoro. Provai a spiegargli che non lo consideravo un giornalista da tabloid, ma un giornalista tradizionale e di sani principi. Si era sentito trascurato, l’omissione lo ferì, col tempo ci siamo chiariti

PINGUINI  Le due Emme

La prima Emma – Emma Navarro – continua a vincere. È stata lei a battere in tre set Cocciaretto. Ha raggiunti per la prima volta in carriera un terzo turno dello Slam. È diventata in quel momento la prima tennista a vincere 10 partite nel 2024. Avanza nella sezione di tabellone lasciata libera da Vondrousova. 

La seconda Emma – Emma Raducanu – è uscita in tre set contro la cinese Wang dopo aver chiesto l’intervento del medico. Si è fatta misurare la pressione.

 

ORNITORINCHI Le ragazzine tremende

Ragazzine scatenate a Melbourne. Dopo Andreeva, Gauff e Timofeeva, arriva la 22enne Clara Burel. Ha eliminato Jessica Pegula, la sua prima vittoria in carriera contro una top-cinque. Al  prossimo turno le tocca il derby francese con Océane Dodin. Pare molto divertita. Dice che si aspetta palle veloci come missili e che risponderà con la sua rete, “lavorerò a maglia” è la frase esatta. Océane Dodin conferma con un filo di inquietudine maggiore. Definisce la partita come un duello tra la sua potenza e un ragno che ti entra nella testa. Sarà una battaglia psicologica. Una francese è comunque agli ottavi. 

 

 

LE GUIDE INUTILI DI SLALOM

Le partite per cui vale la pena mettere la sveglia

 

①  LE EREDI  Cori Gauff vs Alycia Parks ➔  Coach Rick Macci tempo fa disse che Coco Gauff era una star dell’atletica leggera con una racchetta da tennis in mano. Una faccenda di dna da mamma Candi, che gareggiava in pista per la Florida State University [papà Corey aveva la canottiera della squadra di basket alla Georgia State University]. Crescendo Coco ha lasciato perdere la corsa. Ha raccontato di essere stata dirottata sugli 800, ma pensava di essere più o meno imbattibile sui 400. Quando le chiesero chi potesse invece batterla in uno sprint, fece due nomi: Iga Swiatek e Alycia Parks. Una è in cima alla classifica WTA, l’altra è la sua prossima avversaria al terzo turno. Parks è nel bel mezzo del suo miglior torneo dello Slam. Ha tre anni più di lei [22 a 19] e un servizio spaventoso. Agli US Open 2021 pareggiò le 129 miglia orarie di Venus Williams. Quando gioca indoor, sa essere finanche più insidiosa, come ha imparato Caroline Garcia in finale a Lione. In due partite ha segnato un totale di 23 ace. Ma pure Cori ha rinforzato il servizio, a lezione da Andy Roddick. 

quando non prima delle 4 del mattino tra giovedì e venerdì – dopo il match di Sinner

 

②   LA GUERRA  Avanesyan vs Kostyuk e Tsurenko vs Sabalenka Prima o poi doveva succedere. La guerra di Kiev avrà un’eco sui campi di Melbourne con il primo match tra un’ucraina e una russa, insieme al primo tra un’ucraina e una bielorussa. Da tempo la stretta di mano finale non è più scontata. Un prologo c’è stato in Yastremska-Gracheva, perché la bandierina francese accanto al nome della seconda è conseguenza della sua naturalizzazione. Alla fine Dayana Yastremska ha detto che un razzo ha colpito la casa di sua nonna poco prima di una sua partita a Brisbane: «Per parlare di quello che sta succedendo in Ucraina, un paio di secondi non bastano. Sono orgogliosa dell’Ucraina. Orgogliosa della gente. Orgogliosa di chi combatte».  È arrivata a cinque vittorie consecutive, nelle ultime due a Melbourne ha concesso 8 game in tutto. 

quando alle 2 e alle 4 della notte tra giovedì e venerdì

 

③  LE DECADUTE  Badosa vs Anisimova  ➔  Il primo match sulla John Cain Arena. Non è la classifica delle due giocatrici a suggerire di mettere la sveglia. Paula Badosa è scesa al numero 100, Amanda Anisimova al 442, ma entrambe sono state un tempo fra le prime-venticinque e potrebbero tornarci, secondo Tennis. Nella peggiore delle ipotesi promettono un tennis divertente. Non hanno ancora perso un set, Anisimova viene da un lungo break per recuperare serenità e ha eliminato la testa di serie numero #13 Liudmila Samsonova. Non si sono mai affrontate. Chi vince, trova assai probabilmente Sabalenka. 

quando all’1 nella notte tra giovedì e venerdì 

 

④  CHI SI SALVA  Rublev vs Korda  Tutti e due difendono i punti del ranking conquistati arrivando ai quarti di finale un anno fa. Rublev ha rimesso piede fra i primi-cinque e ha già un titolo nel 2024. Korda ha perso due scontri diretti su due, ma gli piacciono questi campi e viene da una semifinale in Adelaide.

quando non prima delle 10.30 di venerdì mattina

 

⑤  IL NUMERO UNO Djokovic vs Etcheverry    Probabilmente non esiste in circuito un giocatore che sia tifoso di Djokovic più di Tomás Martín Etcheverry, 24 anni, argentino di La Plata, figlio di due avvocati, con un cane che in famiglia hanno chiamato Roland-Garros. Più volte ha dichiarato la sua sconfinata ammirazione per il serbo e adesso se lo trova di fronte, dopo due turni in cui Novak ha lasciato un set a ciascuno degli avversari. Non era mai arrivato al terzo turno di Melbourne mostrando tanta vulnerabilità.

quando alle 9 di venerdì mattina

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