La purezza di Mikaela Shiffrin. Quando scia, non suda

shiffrin

 

È un po’ come nel tennis con Djokovic, Federer e Nadal. Viene da domandarsi quante gare avrebbe vinto la slovacca Petra Vlhova, se fosse arrivata in un’epoca diversa da quella di Mikaela Shiffrin. E viceversa. Nell’ultima finestra di Coppa, il secondo posto dell’americana in slalom è parso quasi una delusione, eppure non dovrebbe essere così, scrive il Washington Post, non dovremmo avere questa tentazione dinanzi alla più grande di sempre, un fenomeno che ha vinto più della metà delle gare di slalom a cui ha partecipato. 

“Seguire Shiffrin negli ultimi dieci anni – ha scritto Barry Svrluga, firma olimpica del giornale che fece cadere Nixon – ha significato scavare in profondità nelle sue emozioni e nelle sue ansie. Per essere un’atleta d’élite dal profilo internazionale è insolitamente aperta e onesta riguardo al suo stato d’animo, insicurezze comprese”. 

Ma tutte queste emozioni che Mikaela Shiffrin ha portato sulla scena, continua il Washington Post – soprattutto i tormenti seguiti alla morte di suo padre Jeff [“ con tanta psicologia amatoriale”], ci hanno spinto a trascurare qualcosa. “Lo splendore fisico e la bellezza del suo sci” sottolinea Svrluga.

«Ha questa straordinaria capacità tecnica che le consente di saltare il lato psicologico» ha detto Ted Ligety, medaglia d’oro olimpica e campione di Coppa in slalom gigante, oggi commentatore per la NBC. «È più facile essere mentalmente sicuri di sé quando la tua sciata è stabile, così tecnicamente solida da non spingerti a fare prestazioni pazzesche». 

La sua superiorità è sfacciata nello slalom, “così ferma e stabile nella parte superiore del corpo, i suoi piedi si muovono velocemente mentre collega una porta all’altra. La migliore sciata di Shiffrin è così fluida che sembra quasi facile”. Secondo Ligety le qualità che vediamo oggi erano presenti in Shiffrin quando già aveva 15 anni. Era meticolosa in allenamento, non sprecava energie, mai una curva pigra. Ogni seduta, ogni discesa, aveva uno scopo. Dice il Washington Post che molte leggende dello sci hanno gareggiato andando oltre i propri limiti, anche Bode Miller, anche Lindsey Vonn, Per cercare la velocità, dovevano correre dei rischi. Shiffrin è quasi l’esatto opposto. Sembra che un rischio non la prenda mai. Ligety sostiene che Miller aveva un istinto selvaggio, era più sentimento che tecnica. «Conosceva il modo più veloce di scendere, non gli importava se entrambe le braccia erano dietro la schiena o se aveva una mano davanti al viso. Lei non fa mai nulla di tutto questo. Non c’è mai un movimento estraneo della parte superiore del corpo. Anche se ha commesso un piccolo errore, le braccia restano stabili, davanti». 

Era così, resta così, sarà così. Shiffrin è salita sul podio in 12 delle sue ultime 13 gare di slalom, comprese le sei vittorie. L’unica volta in cui è rimasta fuori dalle primi tre, è arrivata quarta. Ormai non è più solo una specialista dello slalom. Ha vinto una discesa libera, è salita sul podio in tre giganti consecutivi, è arrivata quarta in un super-G. In 260 gare di Coppa del Mondo è salita sul podio più del 55% delle volte. Con un record di 91 vittorie la sua percentuale è del 35%. Sono statistiche che per le altre sciatrici neppure si compilano. Le 55 vittorie in 101 gare dicono che quando c’è uno slalom, la cosa più probabile è che lo vinca. È sconcertante, dice il Washington Post. Ed è sconcertante, secondo la sua ex compagna di nazionale Resi Stiegler, che per l’80% del tempo lei scii in controllo. «Se io avessi sciato all’80%, avrei avuto difficoltà a piazzarmi tra le prime 50. Non fa mai nulla al 110%. Quando devi andare al al 110%, l’adrenalina ti fa commettere degli errori. Ma per toccare la sua soglia della perfezione, le basta andare tra l’85 e il 95%. Non deve mai spingere tanto”. Mikaela Shiffrin blocca il rumore. Quando c’è lei, si fermano gli orologi. 

 

RIMBALZI        

▻  La ragazza delle nevi

Il 95esimo episodio di Rimbalzi, il podcast prodotto e realizzato con Chora Media, è dedicato alla fuoriclasse americana dello sci | Su Spotify a questo link la serie completa | Rimbalzi è disponibile su tutte le principali piattaforme.

 

     TITOLI

Corriere dello Sport-Stadio: “Al bivio per la Coppa” – Gigante femminile a Lienz, discesa maschile a Bormio: gli azzurri puntano in alto. Oggi porte larghe domani slalom  per provare  a insidiare la Shiffrin. «Qui mi sono sempre trovata bene». Brignone non lascia più nulla. Fede ha 143 punti meno della regina. Al cancelletto pure Goggia e Bassino  

“Paris sente aria di Giochi” – Si lancia sulla Stelvio, dove ha vinto sei libere su dieci. E dove sarà in palio l’oro olimpico 2026. Un successo per sognare la Coppa di specialità. «Sensazioni ok »

 

in tv giovedì 28 ore 1o e 13 Rai Sport ed Eurosport: gigante femminile di Lienz | 11.30 Rai2 ed Eurosport 1: discesa libera maschile allo Stelvio | venerdì 29 ore 10 e 13: Rai Sport ed Eurosport1: slalom femminile di Lienz | 11.30 Rai 2 ed Eurosport1: Super-G maschile allo Stelvio.

 

La prima manche nel gigante di Lienz

 

La seconda manche nel gigante di Lienz

 

“Mikaela Shiffrin imperiale” ha scritto sulla sua pagina facebook Gianmario Bonzi, voce di Eurosport, parlando di “una prima manche perfetta su neve saponosa e infida (e grazie anche a un perfetto “pacchetto” materiali, un merito), poi gestisce senza rischiare nella seconda”. È stsata la quarta vittoria della stagione, in tre specialità diverse. Secondo posto per Federica Brignone, che “può legittimamente aspirare a due coppe di specialità (gigante e superG) e a ritoccare il primato di punti (1378, 2019-2020). Per la classifica generale dipende molto da Shiffrin, da quante gare farà in velocità  e da eventuali avversarie in slalom che al momento non si vedono, Vlhova a parte”. Decima Sofia Goggia.

Lo slalom

La 93esima vittoria è arrivata venerdì 29 nello slalom. Gianmario Bonzi ha usato il termine irreale sulla sua pagina facebook. “Quando pensi di aver visto tutto, lei ti sorprende ancora. Oggi, su due tracciati completamente diversi, Mikaela Shiffrin ha dato una dimostrazione di classe, forza, lettura della gara e delle situazioni impressionante. Ha vinto 15 volte, negli ultimi 9 anni, tra il 27 e il 29 dicembre, tra Semmering e Lienz. È già a quota 900 punti prima di Capodanno e ha raggiunto Stenmark per numero di podi in slalom in Coppa del Mondo. Quel che stupisce di più è la semplicità con cui scia in ogni situazione diversa. Credo che i suoi record resteranno per sempre”. 

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