La grandeur logora chi non ce l’ha, ma ogni tanto pure chi ne possiede in abbondanza. I francesi sono là che si tormentano silenziosi sulla cerimonia d’apertura più ambiziosa mai pensata per un’Olimpiade, fuori da uno stadio, con la sfilata degli atleti a bordo dei battelli lungo la Senna. Una sfida gigantesca in tempo di pace, figurarsi in tempo di guerra. La crisi di Gaza non è entrata nelle discussioni del CIO, ma il dopo-Gaza ha riacceso le spie dell’anti-terrorismo. E allora: che si fa? Non esiste un piano-B per il 26 luglio, ripete l’organizzazione di Parigi 2024, neppure se l’allerta è ai massimi livelli e “questa gigantesca sfida logistica, di sicurezza e artistica, con la sfilata di delegazioni sulla Senna e l’accoglienza di diverse centinaia di migliaia di spettatori sulle sue banchine, continua a suscitare apprensioni e interrogativi”, come dice L’Équipe che se ne occupa.
Nella conferenza stampa di un paio di giorni fa, Tony Estanguet, il capo del comitato, ha detto che «il progetto non è più messo in discussione. È l’unico su cui stiamo lavorando». Solo che il dogma del piano-A è stato incrinato poche ore dopo da un’uscita inattesa di Emmanuel Macron, durante il suo lungo intervento su France 5, durante lo show Cà vous.
«Stiamo facebdo di tutto per prepararlo – ha spiegato il capo dello Stato – ma poiché siamo professionisti, ci sono ovviamente piani-B o piani-C, in caso di minacce potenziali».
🔴 DIRECT – Faut-il renoncer à une cérémonie d’ouverture aux abords de la Seine pour des raisons de sécurité ? Le chef de l’Etat confirme qu’il y a toujours des plans B ou C. Mais le plan initial demeure d’actualité, selon @EmmanuelMacron. pic.twitter.com/lin2Aohoa3
— franceinfo (@franceinfo) December 20, 2023
È complicato orientarsi, scrive il giornale sportivo francese, non è la prima volta che l’ambizioso piano messo in piedi per la cerimonia subisce “distorsioni semantiche”. Il 4 dicembre su France Inter la ministra Amélie Oudéa-Castéra aveva smentito qualsiasi piano-B, salvo menzionare l’esistenza di diversi piani-bis al piano-A. Sembra una sciarada. È un riferimento a delle cosiddette “variabili di aggiustamento” che riguarderebbero in particolare il volume di spettatori ammessi sulle tribune alte. Dovrebbero essere 300mila, ingresso gratuito con preregistrazione sicura, airlock e filtraggio. Non c’è nulla di operativo, dicono, ma discussioni informali, in una logica di anticipazione dei rischi da parte delle autorità e degli organizzatori. Così spiega Bruno Le Ray, direttore della sicurezza di Parigi 2024. Rimane del tutto esclusa l’ipotesi di spostare la cerimonia allo Stade de France, dove si terrà quella di chiusura la sera dell’11 agosto. Una delle soluzioni che L’Équipe anticipa è il taglio degli spettatori delle tribune alte, addirittura il loro azzeramento, ma “l’immagine proposta da Parigi 2024 subirebbe un duro colpo: la promessa popolare di questa cerimonia di apertura, una dei simboli dei Giochi in città promessi dall’organizzazione, verrebbe tradita fin dall’inizio”. È il ministero dell’Interno che ha l’ultima parola. Le tribune inferiori sono invece riservate a 100.000 spettatori con biglietti a pagamento, gestiti dagli organizzatori.
Altre soluzioni vengono definite più radicali, compresa la cancellazione pura e semplice della sfilata tra il Pont d’Austerlitz e il Pont d’Iéna. In questo scenario ridotto si potrebbe mantenere una passerella di atleti al Trocadéro, prima dell’accensione del braciere olimpico ai piedi della Torre Eiffel. L’annullamento della sfilata fluviale potrebbe essere dovuta anche un fattore climatico, un temporale, il divieto di navigazione e di passaggio delle barche sotto i ponti parigini. Ecco, in un caso del genere la cerimonia si concentrerebbe ai Jardins du Trocadéro, dove le fontane verranno spente per la costruzione di un Parco dei campioni con tribune.