Gli ultimi due posti per gli ottavi di Champions – Gli scenari intorno a Luis Enrique, Pioli e Xavi

L’ultima notte dei gironi di Champions League deve mandare le ultime due squadre agli ottavi di finale. Uno dei due posti riguarda il calcio italiano. Il Milan contende la qualificazione al PSG e il Newcastle, alle spalle del Borussia Dortmund già passato. Il PSG passa da primo del girone se batte i tedeschi, andrà agli ottavi da secondo se pareggia e il Newcastle non batte il Milan, oppure anche con una sconfitta, qualora Newcastle e Milan dovessero pareggiare. Il Newcastle passa da secondo se batte il Milan e il PSG non vince con il Dortmund. Al Milan non resta che vincere in Inghilterra e confidare nela sconfitta del PSG. 

 

  SCENARI

Che succede al PSG in caso di eliminazione

Nella lettura ormai quasi esclusivamente economica che si fa del calcio, le conseguenze sui bilanci di questa serata sono già state molto raccontate. Dalla qualificazione in Champions passano anche le speranze di partecipare al nuovo e milionario Mondiale per club del 2025.  

È un risvolto che riguarda anche i ricchi, i ricchissimi, riguarda anche la squadra che porta il nome della capitale della Francia e batte bandiera del Qatar. Tuttavia, secondo L’Équipe neppure un’uscita di scena prematura del PSG metterebbe in discussione la figura di Luis Enrique, al quale stamattina era dedicato anzi un pezzo tutto sommato celebrativo dei suoi metodi di lavoro. La sintesi: Disciplina, comunicazione, la gestione di Luis Enrique al PSG al microscopio

Esigente ma alla mano, radicale ma egualitario: esercita la gestione della squadra a sua immagine. A 53 ann resta un personaggio piuttosto riservato. Nelle relazioni con il suo gruppo è molto diretto e dice le cose con franchezza. Non si rivolge allo stesso modo a Mbappé e a un giovane, ma parla a tutti indipendentemente dallo status. Con lo staff è un po’ diverso: lui è il capo e prende le distanze. Durante le partite è lui che si rivolge alla panchina per chiedere consigli, non gli altri che vanno a dare suggerimenti, come nel caso di Galtier

 

  SCENARI

Pioli sta friggendo a fuoco basso

 

L’ambiente intorno al Milan è tutto preso da varie ed eventuali. Soprattutto le eventuali. Il rientro di Ibrahimovic nel giro innesca ipotesi e retroscena. Non mancano mai. Libero riassume così: Lo svedese sarà una sorta di superconsulente di Gerry Cardinale e avrà i poteri per occuparsi proprio di tutto: dal calciomercato al marketing, dalla sovrintendenza su Milanello casa della prima squadra a quella sul Vismara sede del settore giovanile e femminile, dalla gestione del caso infortuni al progetto stadio. A Milanello la sua voce conterà persino più di quella di Pioli

Il povero Pioli. A un anno e mezzo dallo scudetto e dalla curva on fire, pare che ci sia da decidere solo il quando del suo esonero e il chi verrà dopo di lui. I nomi più on fire adesso sono quelli di Thiago Motta e Antonio Conte, pazienza se hanno portato per un po’ i colori dell’Inter. 

Alessandra Gozzini sulla Gazzetta racconta invece che sta facendo Sandro Tonali. Jesmond, zona residenziale dal tratto british di Newcastle, e il St James’ Park distano poco più di un chilometro e mezzo: un miglio per gli inglesi e per Sandro Tonali, ormai calato nella nuova realtà. Studia la lingua al pomeriggio e può dire di esprimersi in un “fluent english”: le lezioni occupano i suoi pomeriggi, altre occasioni sono dedicate alle sedute video con il Professor Gabriele Sani, il professionista a cui si è affidato nel percorso di cura dalla ludopatia.

 

L’ultimo posto da assegnare

C’è un problema tra Xavi e Lewandowski

 

Lo Shakhtar andrà agli ottavi se batte il Porto nello scontro diretto. Potrebbe ancora arrivare primo, in caso di successo e di contemporanea sconfitta del Barcellona. A quel punto sarebbe decisiva la differenza reti. In Catalogna sono certi di avere comunque un posto agli ottavi e si fanno bastare questa certezza, dopo la sconfitta in Liga nel derby con il Girona. I punti di svantaggio dalla capolista inattesa sono saliti a sette. 

Ramón Besa su El Pais ha scritto che non si sa più fino a che punto si spingerà il Girona dopo aver battuto il Barcellona per la prima volta. Una squadra convincente ed entusiasmante

Dentro il Barça invece la situazione deve essere confusa, se Xavi ha detto «non abbiamo giocato una brutta partita» e il ds Deco «non abbiamo giocato una bella partita»

Secondo Sara Gimenez su El Pais il Barcellona ha perso col Girona perché ha incontrato una squadra che gli ha fatto da specchio, che l’ha affrontato faccia a faccia e che nella partita a scacchi di domenica si è mangiato il re e tutti i pedoni. Né Koundé, né Lewandowski, né Araujo, nemmeno lo stesso Xavi, hanno visto arrivare lo scacco matto

Julian Ruiz su El Mundo parla di lato oscuro di Xavi, perché ha commesso il più grande errore tattico visto negli ultimi anni da un allenatore del Barcellona. È incapace di essere all’altezza del nome della sua squadra. Michel invece è l’artefice di un lavoro di insolita brillantezza con giocatori che non avevano un nome. È addirittura probabile che il Girona non abbia dato spettacolo come in altre occasioni. Non vedo un futuro per questo Barcellona in rovina. Lewandowski e Gündogan sono come due astuti furfanti venuti a prendere il sole sulla Costa Brava. Gulp. 

 

In effetti la squadra di Xavi ha i peggiori numeri offensivi del Barcellona degli ultimi 20 anni: 1,86 gol di media a partita contro i 3,14 segnati ai tempi di Tito Vilanova. La precisione nella rifinitura è scesa al 46,35% contro il 59,16% di quando in panchina sedeva Ernesto Valverde. È un problema fisico, sottolineano dall’entourage di Lewandowski. Una differenza tra il Barça d’oggi e quello del passato esiste, non è piccola, e si chiama Messi. Tuttavia, dice El Pais, esiste un Sintomo Lewandowski. L’attaccante polacco ha la protezione del presidente Laporta. Inizialmente era stato escluso dalla rosa dei convocati per la partita di stasera contro l’Anversa, insieme con Gündogan, Ronald Araujo e Frenkie De Jong. I piani sono cambiati. Il Barça dormirà in Belgio dopo la partita e non sapendo ancora se domani si allenerà ad Anversa o a casa, ​​ha scelto di far viaggiare tutti, in modo che nessuno se ne stia tre giorni lontano dal gruppo. È stata una decisione del club: presidente, direttore sportivo, staff tecnico e giocatori. Così ha detto Xavi. Non sembra una frase di chi va d’amore e d’accordo. L’intenzione di Xavi era dare del riposo ai calciatori più spremuti. Gündogan è stato in campo 1.756 minuti, Lewandowski 1.412), Araujo 1.110. Con il polacco, spiega El Pais, qualcosa ha cominciato a incrinarsi da quando ha iniziato a mettere in discussione il funzionamento della squadra. «A volte non ho supporto» ha detto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.