A metà del cammino della Premier League, Liverpool-Arsenal è come un playoff per il ruolo di capoclassifica nel giorno di Natale. Questo mette in palio. È molto? È poco? Se lo domanda il Guardian alla vigilia della partita. Barney Ronay dice che Natale è shopping, rimpianti familiari, discussione sulla carne, che cosa volete voi e un primo posto in campionato.
D’altra parte: trovarsi in testa alla classifica nel giorno di Natale, “in uno sport ancora legato al suo voodoo privato di segni, do rituali e presagi, ti fa semplicemente sentir bene”.
In effetti, racconta il Guardian, dieci degli ultimi 14 titoli in Premier sono stati vinti dalla squadra che era in testa alla classifica il 25 dicembre. Gli altri quattro sono andati al Manchester City. La sintesi è che: o sei il Manchester City o per vincere il campionato inglese devi essere primo a Natale.
Liverpool e Arsenal, così vicine e così lontane [si usa molto questa cosa come bridge]. Sono squadre dal contrasto affascinante. Dice il Guardian che è consuetudine paragonare metodi e stile di Arteta a quelli del suo ex capo all’Etihad, cioè il signor Guardiola campione del mondo. Ma ci sono anche forti somiglianze con il modo in cui Klopp ha costruito le sue squadre a Liverpool. “Entrambi – scrive Ronay – hanno cercato di creare un livello base di energia nelle combinazioni tra pressing e attacco, per poi imporre un certo grado di controllo del gioco, solidità difensiva, capacità di mantenere il possesso palla”.
L’editorialista del Guardian paragona la costruzione di una squadra alla preparazione di una zuppa di cipolle francese. “La prima fase, quella in cui si trova ancora il Liverpool, consiste nell’aggiungere calore, energia, sapori, mescolando e raffinando, prendendo strade sbagliate, aggiustando via via le dosi. Dopodiché arrivi a fare quel che ha fatto l’Arsenal in questa stagione. Ti sistemi, metti in infusione e riduci, permettendo alla sostanza di diventare più densa e più concentrata”.
La zuppa del Liverpool è al secondo posto nei primi cinque campionati europei per tiri a partita. È la settima per numeri di fuorigioco. Ha usato otto combinazioni di attaccanti nelle ultime 10 partite. “Questa è la fase di abbandono, la fase dell’energia, la fase della cipolla sfrigolante, la parte che entusiasma per le possibilità che lascia intravedere, ma che richiede anche pazienza costante”. La zuppa Arsenal è prima in Europa con il City per tiri concessi alle avversarie, 89esimo su 96 quando si tratta di prendere cartellini. Ma c’è del Klopp anche in Arteta. Dopo la partita con il Brighton, Roberto De Zerbi ha parlato di una squadra – la sua – travolta dall’intensità fisica e dalla disciplina di posizione dell’Arsenal, facendo un confronto con le versioni del Liverpool dotate di maggior potenza, all’incirca un paio di stagioni fa.
Jamie Carragher, ex difensore oggi opinionista per il Telegraph, dice che una trasferta ad Anfield per l’Arsenal è più di un test tattico, tecnico o fisico per mostrare le proprie credenziali al titolo. “Come nessun altro luogo nel paese, Anfield offre l’esame psicologico definitivo”.
È merito della mistica di quel posto. L’Arsenal ne ha sentito il fascino ai tempi di George Graham e di Arsène Wenger, qualche volta l’ha sofferto, altre volte l’ha domato. Dice Carragher che “una vittoria in trasferta contro il Liverpool è diventata il punto di riferimento per giudicare qualsiasi squadra con delle ambizioni di titolo o di successo in Champions League. Non devi vincere lì per diventare campione, ma se sei vicino al vertice e lo fai, te ne andrai a casa credendo che non giocherai una partita in trasferta più dura per tutta la stagione. Se l’Arsenal vincesse, sarebbe il risultato in trasferta più significativo dell’intera gestione Mikel Arteta”.
Nel documentario di Amazon, Arteta racconta di essersi sentito preoccupato quella volta che lo stadio cominciò a cantare You’ll Never Walk Alone e i suoi si stavano scaldando. Sarà per questo che Klopp ha chiesto al pubblico di alzare ancora di più il volume. Basta guardare il bilancio casalingo di Klopp da quando è arrivato e confrontarlo con quanto accadde durante il lock-down. Il Liverpool ha perso sei partite casalinghe di fila a porte chiuse. Con i tifosi: una volta dal 2017. Klopp ha usato a suo vantaggio la scenografia e la colonna sonora di Anfield meglio di qualsiasi allenatore del Liverpool negli ultimi 33 anni.
Carragher ha individuato i giocatori chiave. “Se l’Arsenal avesse Alisson Becker in porta gli sarebbero quasi garantiti un minimo di nove punti extra, che gli farebbero vincere il titolo. Se il Liverpool avesse ingaggiato Declan Rice la scorsa estate, potrebbe già essere a sei punti di vantaggio sulle altre. Nel complesso, l’Arsenal è un anno avanti rispetto al Liverpool nello sviluppo, ma le squadre sono più vicine di quanto Klopp avrebbe potuto immaginare all’inizio di questa stagione. Arteta non ha più nulla da imparare sulle doti della sua squadra, una delle migliori squadre del paese negli ultimi 18 mesi, ancora pià forte da quando ha preso Rice. Ma ha bisogno di un grande scalpo in trasferta. Non c’è nulla di decisivo in questo fine settimana. Una vittoria dell’Arsenal, tuttavia, li farebbe arrivare al 2024 come favoriti per mettere fine ai loro 20 anni di attesa del titolo”
in tv oggi ore 18.30 Sky: Liverpool-Arsenal