Che cosa si dice in Europa dei gironi degli Europei

Nei commenti in diretta ai sorteggi per gli Europei dell’estate prossima, dopo le prime due fasce pareva che quasi tutti i gironi fossero da evitare. In effetti esisteva un modo infallibile. Bastava non qualificarsi. Ma una volta che il calcio italiano si è inflitto questa questa pena, qualche avversaria più forte bisognerà pur trovarla. Primo: perché non facciamo altro che ripetere quanto siamo arretrati. Secondo: perché partire dalla quarta fascia insieme a tre squadre ancora fantasma, tre-X che saranno partorite dai play-off, non poteva essere la garanzia di un sorteggio soddisfacente. Così stamattina gira molto quella definizione di girone della morte, ma Caressa e Bergomi su Sky ieri sera parevano di un altro parere. 

 

  Il girone della morte dice pure The Athletic con il suo sguardo più distaccato. Un gruppo con una Spagna piena di grande potenziale e un buon mix di giocatori giovani ed esperti, ma non molti di livello mondiale a parte Rodri e Pedri. Il web-magazine mette gli spagnoli dietro Francia, Portogallo e Inghilterra per il successo finale, nonostante il loro stile di gioco cristallino. È forse la squadra migliore nel difendere con la palla, ma fa ancora fatica quando deve abbattere una squadra che difende in profondità

È un gruppo con tre semifinaliste di Nations League su quattro. La Croazia ha nel curriculum una finale mondiale più fresca di quelle italiane, ma sono passati cinque anni e le figure di spicco rimangono Marcelo Brozovic emigrato in Arabia, Ivan Perisic alle prese con un infortunio al crociato anteriore e Luka Modric. Figure emergenti a livello internazionale: il difensore Gvardiol, Lovro Majer, Bruno Petkovic. Ma secondo The Athletic se Chiesa starà bene, per l’Italia andrà tutto bene. La semifinale è un obiettivo realistico. Gulp. 

L’Albania di Armando Broja, Etrit Berisha, Berat Djimsiti, Kristjan Asllani, Jasir Asani viene indcata come una possibile sorpresa dell’intero torneo, ma il commento più saggio viene da Michael Cox quando scrive che è difficile stabilire con precisione quanto saranno forti queste squadre la prossima estate. Sono tornei nei quali insieme al come e al cosa conta il quando. Non bisogna esere la suqadra più forte d’Europa per vincere gli Europei. 

La Spagna – scrive The Athletic – ha vinto la Nations League in estate, ma è ormai passato più di un decennio dall’ultima vittoria in un torneo importante, e forse è tornata al suo vecchio status di perenne delusione. Ha un sacco di qualità a centrocampo, ma le mancano attaccanti di livello mondiale e l’allenatore Luis de la Fuente è in gran parte da scoprire ai massimi livelli. Ha utilizzato 40 giocatori nelle qualificazioni

È il quarto Europeo di fila che la Spagna prende sia l’Italia sia la Croazia. 

 

 El Pais scrive con Diego Torres che nessun girone promette più del B ma è anche vero – aggiunge – che il torneo sarà un nuovo mistero per i croati, quella banda governata da due veterani e un Matusalemme che ogni anno che passa raccoglie il guanto di sfida di coloro che ne mettono in dubbio il valore.  Sergi Font su Abc racconta che il sorteggio pareva promettente quando Sneijder ha preso dall’urna numero 2 la palla con il nome dell’Albania, uno dei rivali più convenienti, ma la faccia di Luis de la Fuente era una poesia quando Brian Laudrup ha mostrato il pezzo di carta con sopra stampato il nome dell’Italia. La Spagna ha preso la rivale che nessuno voleva. Luis Buxeres su la Vanguardia lo chiama dritto-dritto un sorteggio terribile con l’Italia campioine in carica, la Croazia che ha giocato il calcio migliore negli ultimi cinque anni e un’Albania vestita da Cenerentola ma piena di pericoli. Mirko Calemme su As fa notare che qualificarsi con 4 punti come migliore terza non pare un traguardo impossibile. La cosa vale per l’Italia, per la Croazia e per la Spagna. 

  osservatorio | Su As gli Europei della Spagna occupano le prime 6 pagine, su Marca e su Mundo Deportivo cominciano a pagina 18

 

  Per Alessandro Bocci sul Corriere della sera abbiamo evitato i fenomeni, Mbappé e Bellingham, ma il sorteggio dell’Europeo che dobbiamo difendere e onorare la prossima estate in Germania, non è stato benevolo. Vialli ci protegga, dice il titolo del giornale. Guglielmo Buccheri è sintonizzato sulla linea Bergomi-Caressa e scrive stamattina su la Stampa che davanti al verdetto dell’urna si esce sempre con il bicchiere mezzo vuoto: se va male c’è poco da discutere, se va bene è buona regola non dirlo. L’urna che ha delineato il cammino della prima fase dei prossimi Europei scopre un’Italia non proprio fortunata, ma, comunque, senza incubi all’orizzonte. Secondo Emanuele Gamba su Repubblica poteva andar peggio in un caso soltanto, se l’Italia fosse spiovuta tra la Francia, l’Austria e l’Olanda (un pianeta lontano e due scogli alti): quello sarà il gruppo di ferro di Euro 2024, a maggior ragione se a sopravvivere agli spareggi sarà la Polonia. Tutto il resto, a cominciare dal comodissimo girone del Belgio, sarebbe stato invece meglio di questo balordo Gruppo B

Fabio Licari sulla Gazzetta scrive che neanche impegnandosi le palline riuscirebbero a far meglio di così. Un sorteggio dopo l’altro, con una mira da far impallidire il vecchio Murphy e la sua legge che sfida qualsiasi statistica: se può andare peggio, andrà peggio. Avevamo la Spagna verso il Mondiale russo, l’Inghilterra sulla strada di questo Europeo e, se avessimo superato la Macedonia, avremmo giocato lo spareggio 2022 in Portogallo. Adesso, per l’Europeo della rinascita, un bel girone complicato.

Tuttavia, aggiunge, peccando di ottimismo getta uno sguardo a cosa accadrebbe se. 

Il primo posto nel gruppo indirizza verso un ottavo con una delle migliori terze, alla portata, nella parte del tabellone senza Francia e Inghilterra (a meno di ribaltoni). Il secondo posto spinge verso un ottavo contro una tra Ungheria, Scozia e Svizzera, dal lato però di Mbappé e Bellingham. Il terzo può significare Portogallo, nel tabellone più complicato, o Belgio, dal lato senza le big. Ne riparleremo

  osservatorio |Sui tre quotidiani sportivi gli Europei dell’Italia sono a pagina 12, pagina 24 e pagina 27. 

 

  Una storia da scrivere titola L’Équipe dedicando la foto grande e il titolo principale della prima pagina a Kylian Mbappé e alla nazionale vicecampione del mondo. Né jackpot né gruppo della morte spiega all’interno il quotidiano. Un programma abbordabile anche se lo staff dei Blues vuole essere cauto scrive Loïc Tanzi. Nel 2021 era andata assai peggio: Portogallo, Germania, Ungheria. Nella sua analisi, l’ex campione del mondo Bixente Lizarazu è felice di non essere la Spagna, alle prese con Italia, Croazia e Albania. 

 

  Mentre in Italia eravamo tutti presi dal commento del girone della morte o no, la regia internazionale stava seguendo il sorteggio che abbinava la Serbia a Inghilterra, Slovenia e Danimarca. Succedeva mentre in sala ad Amburgo si è sentito un rumore di fondo senza equivoci. Un film a luci rosse. David Silva si è guardato attorno smarrito. Il cittì inglese Southgate se n’è accorto in tempo reale, ma non ha capito subito cosa fosse. Lo scherzo è stato rivendicato su Twitter o X o come si chiama stamattina da un certo Jarvo, definito dal Telegraph un noto burlone. Chissà se è scritto pure sulla carta d’identità. Professione: noto burlone. È stato responsabile di un’impresa del genere anche alla BBC, facendo intervenire gli stessi gemiti di piacere mentre Gary Lineker presentava Match of the Day. è successo a gennaio, la partita era Liverpool-Wolverhampton. Lineker fu prontissimo. Disse che il gol di Harvey Elliott era stato da urlo, «non l’unico che abbiamo sentito stasera».  

Più tecnicamente Sam Wallace scrive che questa è l’occasione per Southgate di vincere qualcosa. Potrebbe essere l’ultimo torneo per lui, ha un contratto fino a dicembre del prossimo anno. Ci sono giocatori che potrebbero dichiarare chiusa la loro carriera internazionale dopo la prossima estate, tra loro alcuni personaggi importanti come Walker, Kieran Trippier, Harry Maguire, Jordan Henderson e forse anche Stones. La bellezza del moderno sistema di sviluppo inglese è che ci sono altri calciatori di una generazione più giovane che stanno già lottando per farsi strada, c’è la possibilità che alcuni possano arrivare in nazionale prima dell’estate. Troppo spesso in passato, gli allenatori inglesi erano obbligati a trattenere le stelle in pensione ben oltre il loro apice – o addirittura richiamarle. Questo, per fortuna, non è più un problema.

Nick Hames sul Guardian fa notare che se anche la nazionale dovesse esordire balbettando contro Serbia e Danimarca, avrebbe la Slovenia all’utlima giornata per rimediare. 

 

  GLI INVIATI DI TIKTOK

Marca dà risalto alla novità dell’UEFA, l’apertura degli accrediti media ai tiktoker, quelli che spesso (non sempre) creano e distribuiscono i video più diffusi. Ora sono riconosciuti come una realtà, un’altra parte di ciò che accade e accade intorno al calcio. Potranno accreditarsi come creatori di contenuti, cioè condividere spazio e tempo con i media tradizionali.

In realtà saranno soggetti a delle limitazioni. Potranno lavorare solo nelle zone miste, ma quello che per molto tempo è stato considerato marginale, senza sostanza informativa, diventa dopo anni di studi e tentativi un aspetto in più del calcio. Quasi quasi vale la pena farci un pensiero. Poi dice che uno si butta sinistra.

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