Viva Las Vegas. Storia delle macchine di Elvis Presley e della Elva che si vede nel film

  UNA STORIA, UN GP

di roberto liberale

 

Il suo nome era Lucky Jackson e guidava una Elva KKVI motorizzata Maserati. È stato il pilota più famoso, il vincitore più celebrato di una corsa a Las Vegas dal 1964 fino al 17 ottobre 1981, quando la fama nella capitale del gioco d’azzardo toccò al fresco campione del mondo Alan Jones, primo al traguardo del GP numero uno in città, su un circuito costruito nel parcheggio del Casinò Caesar Palace. 

Lucky invece era un pilota apparentemente sfigato. Non aveva sponsor alle spalle, per mettere insieme i soldi necessari a correre era stato costretto a giocare in uno dei casinò della Sin City. E La sfortuna lo perseguitò anche là. Dopo essere riuscito quasi a sbancare, finì per perdere tutto il denaro che aveva ancora addosso, risucchiato nello scarico della piscina in cui era caduto. A quel punto si dovette rimboccare le maniche e iniziare a fare il cameriere per recuperare la somma necessaria ad allestire in maniera decente la sua macchina da corsa.

Alla fine i soldi glieli fece arrivare il suo futuro suocero, meglio noto come Mr. Martin. E con il motore Maserati acquistato con quel denaro la vittoria finale non poté sfuggire a Lucky Jackson, che dopo lunghi e spettacolari duelli batté il suo rivale, il conte italiano Elmo Mancini alla guida di una fiammante Ferrari 250 GT.

In realtà, Lucky Jackson era Elvis Presley nella sua interpretazione di Viva Las Vegas, uno dei molti film ambientati nel mondo delle corse . Non era tutto finto. La passione di Elvis per le automobili era autentica. Ancora oggi è possibile ammirare una parte della sua collezione all’interno del Presley Motors Automobile Museum a Graceland, Memphis, la sua casa, divenuta dopo la morte il museo più popolare e frequentato degli Stati Uniti. Oppure al Volo Museum, nei pressi di Chicago. La passione di Presley per le macchine iniziò quand’era bambino. Si racconta che già guidasse all’età di 9 anni, un po’ come accade oggi con i baby piloti che aspirano ad arrivare in Formula Uno. Solo che Elvis guidava automobili vere, non i kart. 

La sua ossessione crebbe di pari passo con la sua popolarità. Nel 1955, ad appena vent’anni, comprò la prima Cadillac, probabilmente la marca di automobili preferita, visto che ne acquistò tante tra le quasi 200 macchine collezionate. Dopo la sua morte [1977] molte sono finite in varie collezioni, nelle mani di privati oppure vendute a case d’asta. Per questo è impossibile avere un numero preciso delle automobili comprate e guidate da Elvis. Di sicuro ha posseduto le più iconiche d’America, oltre a un certo numero di pezzi pregiati europei.

 

Pare che la sua favorita in assoluto fosse una Stutz Blackhawk III del 1973, alla cui guida fu fotografato poche ore prima di morire.

 

Ma anche le altre avevano nomi roboanti: Lincoln, dai modelli del 1941 a quelli degli anni ’60; poi Continental, BMW 507, Ford Thunderbird, Mercedes-Benz 600, Buick Riviera, De Tomaso Pantera, Rolls-Royce Phantom V, Ferrari Dino 308 GT4. La più piccola e curiosa di tutte era una Messerschmitt KR200 del 1956, automobile a tre ruote con abitacolo a goccia sullo stile degli aerei da caccia della seconda guerra mondiale. Una sorta di minicar d’antan.

 

 

Poi tante Cadillac, da quella col nome più affascinante, la Eldorado, fino all’ultima, una Seville del 1977, con tanto di radio ricetrasmittente a bordo, antesignana dei viva voce moderni, usata per comunicare con lo staff di Graceland mentre andava e veniva dalla sua tenuta.

Naturalmente la Cadillac che maggiormente incuriosisce ancora oggi i visitatori di Graceland è la celeberrima Fleetwood 60 del 1955 di colore rosa, la Pink Cadillac più famosa al mondo.

 

Quest’ultima automobile non apparteneva personalmente a Elvis Presley, ma fu un regalo pensato per sua madre Gladys. Peccato che Gladys non guidasse. Ci pensava Elvis stesso, che aveva l’abitudine di regalare macchine ad amici e parenti, in segno di gratitudine.

L’unica macchina guidata da Elvis Presley che non gli appartenne mai fu forse proprio la Elva KKVI portata alla vittoria dal suo alter ego Lucky Jackson. La Elva, fabbrica di automobili con sede in East Sussex, Gran Bretagna, costruì molti modelli da corsa, dal 1954 fin quasi alla fine degli anni ‘60. Il nome fu scelto per assonanza con la frase francese Elle Va, ovvero Lei Va, nell’auspicio che le macchine andassero veloci. Qualche successo arrivò nelle classi minori, ma la Elva non costruì mai vetture per la Formula Uno. Il suo massimo momento di celebrità arrivò proprio in concomitanza con l’uscita di Viva Las Vegas, quando in tanti sognarono di guidare quella macchina azzurro metallizzato. Un colore così caratteristico da essere stato riproposto nei modellini da corsa delle prime autopiste Policar

 

Se fosse ancora vivo e in salute – avrebbe quasi 89 anni – probabilmente in questo weekend Elvis sarebbe tra gli spettatori del ritorno della Formula Uno nella città che tanto amò, ricambiato, e nella quale tenne un numero incredibile di concerti, 636, in appena 7 anni. Magari sarebbe stato l’ospite d’onore con la bandiera a scacchi tra le mani. Tombini permettendo.

PUBBLICATO IN ORIGINE IL 18 NOVEMBRE 2023

Fonti e riferimenti: Tunnelram | GQ | Barrett-Jackson | Car Sales | Car Keys | Autosprint | Wall Street Journal | New York Times | Volo Cars 

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