Parigi, abbiamo un problema. I mezzi di trasporto. Mancano otto mesi ai Giochi e la sindaca Anne Hidalgo ha lanciato un allarme. Si direbbero mani avanti. Qualche giorno fa ha scosso il paese avvertendo che il piano di mobilità non sarà pronto per il 26 luglio, il D-Day, il giorno della cerimonia d’apertura. Il governo e la regione Ile-de-France si sono risentiti. Negano.
Fatto sta che sono attesi quindici milioni di visitatori in quei giorni, il comitato organizzatore punta tutto sui trasporti pubblici e sulla mobilità dolce, come la bicicletta, ma la futura stazione della RER E di Porte Maillot, per dirne una, non avrà treni a sufficienza né con la giusta frequenza. Clément Beaune, ministro dei Trasporti, e la presidente della regione Ile-de-France, Valérie Pécresse si sono messi sulla difensiva. Sostengono che Anne Hidalgo sta cercando di distrarre le attenzioni dalla controversia in cui è finita per il viaggio in Polinesia, a metà strada tra lavoro e piacere. È stata là dal 16 ottobre al 5 novembre. Scatenando un discreto casino.
Una settimana prima della partenza Hamas attacca Israele e il 13 ottobre un insegnante di francese, Dominique Bernard, viene assassinato ad Arras. Così, nell’entourage della sindaca si pone la questione dell’opportunità di un’assenza tanto prolungata in un contesto tanto tragico ed esplosivo. Decidono di non cancellare un viaggio programmato da tempo e imboccano a quel punto una strada sdrucciolevole, scegliendo di non pubblicizzare la trasferta ai tropici. Per non dare l’impressione di trovarsi a 16.732 km dalla sua città in un passaggio così delicato, Anne Hidalgo viene convinta a non pubblicare foto sui suoi account social. Anzi. Il 19 ottobre su Instagram appare un video nel quale pedala in bicicletta sulle rive della Senna. La didascalia dice: Quando ritornano i raggi del sole, a Parigi li assaporiamo in bibicletta. Tutto giusto. Solo che quel giorno lei è Nouméa.
Che ci fa dall’altra parte del mondo? Ufficialmente è andata a verificare l’avanzamento dei lavori al sito olimpico del surf. Sì, esatto, la gara di surf di Parigi 2024 si tiene in Polinesia. Ma era impossibile che i giornali dormissero tutto il tempo. Così il 2 novembre le Parisien scopre che il viaggio si sarebbe dovuto concludere il 21 ottobre, invece il 22 non c’era ancora traccia di lei in Francia. La sindaca aveva tirato dritto verso la Nuova Caledonia con suo marito, sua figlia, suo genero, pare degli amici, i nipoti, chi lo sa. La polemica si aggrava ulteriormente quando ancora le Parisien rivela che pure durante la porzione ufficiale del viaggio, la sindaca al sito olimpico di surf non s’era presentata. Diverse associazioni minacciavano la contestazione per la costruzione di strutture sulla barriera corallina, e quei fischi Anne Hidalgo voleva evitarseli.
Ecco perché Beune e Pécresse parlano di diversivo, sottolineando entrambi l’assenza della sindaca a quelle che in Italia chiameremmo conferenze di servizio. Pécresse ha ironizzato allora sulla puntualità e la frequenza degli autobus di Parigi, Beaune ha fatto l’ottimista. L’Équipe gli ha ragione. “Durante i Giochi – ha scritto il quotidiano sportivo – avremo sui trasporti pubblici l’equivalente dei passeggeri del mese di ottobre. È dunque qualcosa che i servizi sanno gestire”.
La Linea 14 dovrà potenziare i collegamenti fra la stazione di Saint-Denis-Pleyel e l’aeroporto di Orly. A seguire la questione si è messo di persona il presidente e amministratore delegato della RATP, Jean Castex. Ma personalmente per davvero. Nel senso che a luglio è andato allo stabilimento Nexans di Mehun-sur-Yèvre a consegnare i cavi elettrici. Florent Bardon è il monsieur Trasportì dei Giochi e garantisce-al-limone che i traguardi sono stati rispettati. Per ora.
Céline Malisé, ambientalista, originaria dell’Ile-de-France, solleva invece preoccupazioni. È la presidente del gruppo di Sinistra Comunista, lo sapete come sono ‘sti comunisti. È preoccupata per le ricadute che ne verranno alle periferie da alcune stazioni chiuse in quei giorni, secondo le indicazioni del questore: misure di sicurezza. La stazione Concorde e la stazione delle Tuileries, per esempio. Inoltre, si annunciano trattative complesse con i lavoratori. Al momento non sono ancora note le condizioni alle quali potranno usufruire delle ferie estive, né come verranno compensati gli straordinari. La RATP propone un bonus di 15 euro al giorno, ma nel frattempo sta facendo fronte a un livello di dimissioni inatteso. È certo che ci saranno disagi nella zona ovest di Parigi, sull’asse Roland Garros-Parc des Princes. Le linee 9 e 10 saranno strapiene e nei giorni delle gare sarà complicato prenderle. Tutto questo senza considerare quella sciocchezzuola della cerimonia d’apertura sulla Senna, diventata un filo più complessa con la guerra in Medio Oriente. Per il resto tutto bene, dai.
fonti | Sophie Fay per Le Monde | Laurente Telo per Le Monde | Christine Henry e Marcelo Wesfreid per Le Parisien | Marc Ventouillac per L’Équipe