Benvenuti nell’unico posto dove si cambia squadra da un giorno all’altro. Ma proprio alla lettera. La domenica sei in sella a una moto, il martedì l’hai cambiata. Accade a Valencia, dove la MotoGP tiene contemporaneamente l’ultima corsa della vecchia stagione e i primi test della nuova. Succede da un bel po’, da un periodo così lungo che viene da dire da sempre. Solo che stavolta farà più impressione perché Marc Márquez scenderà da una Honda dopo 11 stagioni per salire un attimo dopo su una Ducati. Anche Johann Zarco toglierà la tuta Pramac per passare con i giapponesi. La Pramac si separa dal francese con la certezza di aver vinto il campionato a squadre, cosa mai accaduta prima a una squadra satellite. Zarco se ne va con la consapevolezza che nel 2024 i suoi podi diminuiranno ma “il cambiamento – scrive L’Équipe – non lo spaventa”.
Figuriamoci Marc. È il ragazzo che faceva a sportellate con Valentino e che chiamammo il Joker delle moto. Ha davanti a sé una rivoluzione sentimentale, sempre che voglia farci caso. Lascia una moto che non va e sale sulla migliore per inseguire la sua ossessione, il record di Rossi con il team Gresini. In undici stagioni alla Honda ha corso 169 GP e ne ha vinti 59, con 64 pole position e 101 podi. I sei Mondiali sarebbero forse sette senza la caduta di Jerez nel 2020, quando si ruppe il braccio destro, prima che cominciasse pure il tormento della diplopia.
È fatale dire che il GP di Valencia segna quindi la fine di un’era, secondo la definizione dello stesso Márquez in conferenza stampa. Eppure lo spagnolo si è guardato bene da usare toni netti, perché ha solo un anno di contratto con Gresini e secondo Gianluca Gasperini della Gazzetta ha già in animo di tornare indietro se e quando avrà vinto il settimo Mondiale come Valentino.
Non tutto gli sarà sconosciuto perché alla Gresini troverà suo fratello Alex e nulla gli sarà difficile, perché la Ducati attuale è “una sorta di antitesi alla capricciosa RC213V con cui vola da due anni ma dalle quale non riceve quasi alcuna speranza” [ancora L’Équipe].
Questo è il capitolo del sentimento. Poi viene il capitolo della ferocia. L’ultimo atto del duello tra Francesco Bagnaia e Jorge Martín per il titolo. C’è un solco di 21 punti fra loro. Gliene servono altri 4 per essere di nuovo campione. Googlando la striscia Bagnaia campione se viene fuori che può far festa già nella gara Sprint di oggi. Succede se vince e Martín non va oltre la terza posizione; se arriva secondo e Martín non va oltre la quinta; se arriva terzo e Martín non va oltre la settima; se arriva quarto e Martín non va oltre l’ottava; se arriva quinto e Martín non va oltre la nona; se arriva sesto e Martín non va a punti. Nel caso finisse in modo differente e oggi pomeriggio non se ne facesse niente, bisognerebbe rifare tutti i conti daccapo per il GP vero e proprio di domani. Se la MotoGP assegnasse il titolo oggi sarebbe un epilogo in fotocopia della Formula 1 e avremmo per la prima volta nella storia i due campioni dei motori celebrati di sabato.
Dalla Spagna Marca tiene in piedi le chance di Jorge Martín e parla di “missione possibile”. Tuttavia si legge che “il suo linguaggio verbale e non verbale denota una certa tristezza. Gli sbuffi nel valutare cosa deve fare indicano che il suo cervello e la ragione sanno come quei 21 punti di svantaggio siano un muro. Ma la scintilla nei suoi occhi, mentre riflette sulle possibilità che gli si apriranno se tutto andasse liscio, suggerisce che non si arrenderà fino alla fine”.
Pure sul capo di Bagnaia pende la stessa ombra che segue il Joker Marc. Qualcosa-qualcuno ha voluto che fosse il primo italiano a vincere dopo Rossi, scalzando l’ipotesi-Dovizioso che a un certo punto pareva verosimile. Così abbiamo per erede di Valentino un vero e proprio anti-Valentino. Lo ha scritto Giorgio Burreddu su Domani.
“Tutti abbiamo un destino. Pecco Bagnaia il suo lo sentì sgasare mentre andava ancora alle elementari. A raccontarlo è stata la sua maestra. Un giorno, durante l’intervallo, Pecco se ne uscì con l’idea che gli avrebbe cambiato la vita: «Sogno di far parte della squadra di Valentino Rossi». Vivere con Valentino e con gli altri piloti dell’Academy è stato un romanzo di formazione. Motociclistico e di vita. Le gare al ranch, le serate, i consigli. Vale & Friends. Ma con Pecco il feeling è stato speciale. Diversi, quasi un’antitesi. Vale luminoso, Pecco pensieroso. Vale divertente, Pecco riflessivo. Leader, però, lo sono tutti e due. Bagnaia gli ha chiesto di fargli da coach, Vale ci sta ancora pensando”.
PAROLE Giacomo Agostini dice che però non è un personaggio
➣ A differenza sua, che quando vinceva titoli a ripetizione con l’MV Agusta entrava nelle case degli italiani soprattutto attraverso la radio e i giornali, Bagnaia non riesce ad attecchire. Come se lo spiega?
«È semplice. Perché nel caso mio e di Valentino, noi eravamo diventati degli idoli del pubblico. Il pubblico vuole avere un idolo, tipo Maradona, Muhammad Ali, Michael Jordan. La massa non si innamora di tutti. Vuol vedere il fuoriclasse. Come facevo io quando mi svegliavo di notte per vedere Ali. Gli appassionati vogliono fare il tifo per il grandissimo pilota, come per esempio succedeva a Schumacher in F1, poi Hamilton e ora Verstappen».
➣ Dunque, alla MotoGP di oggi manca il personaggio trascinante?
«Pecco, rispetto a un anno fa, ha già molti più tifosi. Ma bisogna dire anche che ha un carattere diverso da Valentino». Le gag, gli show a fine gara? «Pecco non è uno showman, è più chiuso, pacato, però lo ammiro perché è una persona seria. È una questione di carattere: i romagnoli ed emiliani hanno un altro carattere. Lui è più del nord, è diverso. Per lui lo show è correre in pista e vincere la gara, cosa che gli riesce bene. Se continua a vincere tanto, spingerà sempre più persone in pista e davanti alla tv». – intervista di sergio arcobelli, Il Giornale
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➣ Come giudica il comportamento di Borgo Panigale che ha parlato di possibile scambio tra Martin e Bastianini?
«L’ho trovato del tutto inopportuno. Mi viene da pensare che ci siano state pressioni esterne, tipo un interessamento della Honda a Martín per sostituire Marquez. Una difesa, insomma. Ma così hanno fatto di tutto per buttare giù un pilota in crisi. Meno male che Enea ha reagito».
➣ Potrà essere un fattore?
«Bastianini sarà importante. È fortissimo, anche se purtroppo quest’anno per gli infortuni il suo valore l’abbiamo visto solo in Malesia. Ma è il compagno di squadra di Pecco e ha tanto da giocarsi pure lui. Può dargli una bella mano».
➣ Torniamo ai due rivali per il titolo. Bagnaia contro Martín, ce li racconta?
«Jorge è più esplosivo, perfino esuberante. Manifesta apertamente i suoi stati d’animo. S’è visto in Qatar quando ha avuto il problema con la gomma. Più colorito, insomma. Oltre che il pilota ideale per il nuovo format delle Sprint. Pecco è molto forte ed è già passato da tensioni e situazioni come questa. Quello che è successo l’anno scorso lo aiuterà. È più compassato, introspettivo. È molto difficile vederlo esplodere, ma è anche vero che davanti alle telecamere è una persona, a casa, nella vità quotidiana, un’altra. Ecco, lì non sempre è serioso ed elegante come lo vediamo nel weekend di gara». – intervista di giorgio pasini, Tuttosport
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➣ Lorenzo, partiamo dalla lotta per mondiale: a Bagnaia mancano quattro punti. È fatta?
«Non l’ha già vinto. La matematica è dalla sua ma Boskov diceva: rigore è quando arbitro fischia. Quindi io sottolineo: le gare si vincono, e quindi i mondiali, sotto la bandiera a scacchi».
➣ Bagnaia è l’erede dei grandi del passato?
«Quando vinci un mondiale e sei a 4 punti dal secondo, cosa aggiungere?».
➣ Da 0 a 100 quante possibilità ha sinceramente Martin?
«Il 10%. Sta guidando bene e ha dimostrato a tutti di essere un top ma nelle ultime gare non è stato fortunato con le gomme. … Da due anni a Borgo Panigale hanno eliminato tutti quei difettucci che impedivano alle Desmosedici di dominare. Quando ci sono podi con tre Ducati, la supremazia è pazzesca».
➣ Per questo Marc Marquez vi ha fatto la sorpresina e ha firmato per il Gresini Team?
«Quello è stato un sogno che si è avverato. Mia mamma è rimasta felice ma io sbigottito quando ha firmato il 10 ottobre».
➣ Marquez guiderà finalmente una Ducati…
«E se è quella che ha fatto già vincere Alex e Di Giannantonio, può stare sereno, no?».
➣ Un primo sogno, Marc Marquez, l’avere già esaudito. Il secondo?
«Mah, forse l’accoppiata spaziale Marc-Bezzecchi».
➣ È il campione del futuro?
«Lo penso da tempo. È un fuoriclasse non ancora sbocciato completamente. Sono convinto che lo dimostrerà». – intervista di leonardo iannacci, Libero
TITOLI
La Stampa: “Match point Bagnaia tra suspense e veleni” ➔ Matteo Aglio racconta: “Oggi potrebbe essere il gran giorno per Bagnaia, ma quello di ieri è stato sicuramente un incubo. Nel primo round contro Martin a Valencia, lo spagnolo ha vinto quasi per ko, battendo Pecco davanti al cronometro e, forse, anche psicologicamente. Mentre Pecco cercavo di mettere insieme – senza riuscirci – un giro buono, Jorge ha deciso di adottare la marcatura a uomo, incollandosi alla ruota posteriore dell’avversario”
Corriere della sera: “Dispetti e veleni sul Mondiale. Resa dei conti Bagnaia-Martin”. ➔ Daniele Sparisci scrive: “La strategia della tensione per riaprire la corsa al titolo. Il clan spagnolo lo studiava da giorni. Incollarsi a Bagnaia, togliergli l’aria. Pare che l’idea sia del direttore sportivo Fonsi Nieto. Sorrideva Paolo Campinoti, il patron della Pramac amico dei potenti, che ha regalato ai membri della squadra costosi orologi personalizzati (si dice da 2.000 euro) per festeggiare la vittoria nel Mondiale team, ha paragonato la marcatura del suo Jorge Martin su Pecco a quella di Gentile su Maradona al Mundial del 1982”.
Repubblica: “Martin stuzzica Bagnaia”. ➔ Massimo Calandri: “Appiccicato, asfissiante. Insopportabile”
Corriere dello Sport-Stadio: “Ducati lunghi coltelli” ➔ Gianmaria Rosati ha scritto: “Il sole novembrino di Valencia non era mai stato così incandescente. È bastato dare il via alle ostilità in pista per avere i primi episodi controversi tra provocazioni, nervosismo e marcature a uomo, che hanno trasformato le Practice del pomeriggio in una partita a scacchi: Pecco Bagnaia e Jorge Martin come Kasparov contro Karpov. Una partita giocata prima di tutto ai box, quando la strategia dello spagnolo – il cui garage è contiguo a quello del rivale – per la fase finale delle pre-qualifi che è divenuta chiara: seguire Bagnaia ovunque e dovunque con il chiaro intento di innervosirlo. La corsia box di Valencia è divenuta bollente quasi quanto la pista, con Martin impegnato a studiare i movimenti”.
in tv sabato ore 10.50 Sky e Tv8: Qualifiche | 15 Sky e Tv8: Gara Sprint | sabato ore 10.50 Sky: GP Valencia
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