Nel vecchio schema che ci portiamo dietro, la partita inglese del sabato a pranzo è pensata per sedurre i mercati asiatici. Sbagliato. Se il 21esimo scontro diretto fra Manchester City e Liverpool nell’era Klopp-Guardiola si gioca alle 12.30 anziché all’ora del tè, si deve alla preoccupazione di limitare così il rischio di scaramucce tra ubriachi. Lo scrive Oliver Brown, firma iper-conservatrice del conservatore Telegraph, nel presentare la partita delle partite, prima contro seconda, 28 punti contro 27. Il precedente di Coppa di Lega dello scorso dicembre viene definito “un’esperienza torrida”. Una ragazzina tifosa del Manchester City, 15 anni, è stata colpita da un bicchiere di plastica pieno di monete, riportando ferite permanenti. Ma il veleno è stato tutt’altro che a senso unico, dice il Telegraph, ricordando le spregevoli provocazioni sulle vittime di Hillsborough arrivate dall’altra parte. La sintesi di Brown è che “l’aspra rivalità tra Manchester City e Liverpool sta raggiungendo il punto di ebollizione. La partita di questo fine settimana non è tanto un incontro tra pari quanto un cocktail incendiario tra il City conquistatore e i suoi acerrimi rivali”.
Fin quando restiamo sul piano dell’estetica, dice il giornale inglese, quella tra Liverpool e Manchester City pare una rivalità incantevole, pensata per deliziare i puristi. Il pareggio per 2-2 di 19 mesi fa è stato considerato il punto culminante nella gloria contemporanea del calcio inglese, con Jurgen Klopp e Pep Guardiola abbracciati nel finale. Ma tanta stima sul piano tecnico ha una contro-faccia fuori dal campo, dove invece prevale “il disprezzo reciproco”.
Da dove nasce tutto questo odio, si domanda il Telegraph. Come è possibile arrivare a un’antipatia così implacabile? È una storia che precede l’arrivo di entrambi gli allenatori ma che riguarda l’ascesa della proprietà mediorientale al City, quando si sono trovati a contendersi il titolo un club che trae il suo prestigio dalla tradizione e l’altro dai soldi di una squadra-stato. Dice il Telegraph che è la ricetta perfetta per il rancore, “ciascuno possiede ciò che l’altro apparentemente non può avere”.
In più Anfield nutre verso il City la più totale sfiducia. Due volte negli ultimi quattro anni il Liverpool ha perso il titolo per un solo punto all’ultima giornata contro un club accusato di aver violato le regole finanziarie della Premier League in più di 100 occasioni. Il City nega con fermezza ogni illecito, ma la frustrazione a Liverpool è salita oltre il livello di guardia.
Questa partita peraltro cade in coincidenza dei 10 punti di penalizzazione inflitti all’Everton e Niall McVeigh nella newsletter Football Daily del Guardian si chiede se sia stato punito un capro espiatorio o se si tratta di un avviso ai ricchissimi emiri di Manchester.
Per fortuna esiste pure il campo. Jamie Carragher, ancora sul Telegraph, parla di Man City vs Liverpool come della prova del fuoco per Trent Alexander-Arnold nel suo nuovo ruolo ibrido.
“L’aggiunta di compiti di regia al terzino destro ha trasformato il Liverpool, ma sabato affronterà un esame vero all’Etihad. Per la nazionale inglese – scrive Carragher – i suoi giorni da terzino sembrano già finiti. Quando Gareth Southgate lo convoca nella sua squadra, viene indicato come centrocampista e non più come difensore. Il mio sospetto è che il giocatore preferisca così e che preferirebbe mettere fine a una carriera sdoppiata”
in tv oggi ore 13.30 Sky: Manchester City-Liverpool