L’affetto per Achille Polonara. Il Carosello del basket italiano

  Tutto l’affetto del basket italiano per Achille Polonara, sottoposto a intervento chirurgico per la rimozione di una neoplasia a un testicolo. La Virtus Bologna aveva reso pubblica la malattia lunedì sera, dopo alcuni valori sospetti emersi a un controllo antidoping effettuato nel weekend della Supercoppa di Brescia. Polonara ha voluto giocare lo stesso domenica, 10 punti e 9 rimbalzi nella vittoria contro Varese.

Luca Aquino sul Corriere di Bologna spiega: “Adesso inizia il capitolo più importante lontano dai riflettori, quello della ripresa e della pazienza, quello della motivazione per tornare al più presto a correre assieme ai compagni godendosi nel frattempo l’amore della moglie Erika e dei piccoli Vittoria e Achille Jr.”. 

Repubblica dice: “Nel caso di notizie positive nel giro di qualche settimana, magari un mesetto, Polonara potrebbe tornare in campo. Altrimenti saranno i referti medici a scandire il percorso di cure

 

Le migliori réclame del basket

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  E MO’, E MO’ E MO’ Il dilemma Pangos a Milano

La sconfitta sul campo di Napoli, venuta dopo quella in Supercoppa con la Virtus e l’altra all’esordio in Eurolega con il Fenerbahce, ha portato agitazione intorno all’Olimpia. Ha colpito nei giorni scorsi l’editoriale di rara durezza di Daniele Dallera sul Corriere della sera contro Pangos. 

Basta che si cambi strada, perché senza un grande playmaker si va in testacoda. Pangos non ha guizzi, non ha accelerazioni, è spesso senza idee. È sufficiente guardarlo per perdere la poesia, non ha i tempi giusti, né sul passaggio, né nell’organizzazione dell’attacco. In difesa è granitico come una pasta frolla. Non solo, non ha leadership, forse perché non gliene frega niente: per mesi, la scorsa stagione, ha accusato solo malori. Via via, accomodarlo alla porta o in tribuna, non c’è tempo da perdere. Alberto Marzagalia su Eurodevotion ha fatto notare che nelle tre gare di Milano sono arrivati 45 assist e 52 palle perse, di cui soltanto 19 frutto di recuperi avversari. La ratio, così come viene comunemente definita, assist/perse è in queste tre gare dell’86,5%. Per rendere l’idea sulla negatività di questo dato sottolineiamo come nell’intera stagione di Eurolega 2022/23, non certamente positiva, quel dato è stato del 132,5%. Ovvero in queste sconfitte Milano ha servito 0,865 assist ogni palla persa, mentre nelle 34 gare europee di una stagione in cui ha vinto solo 15 partite a fronte di 19 sconfitte, ne serviva 1,325 per ogni pallone perduto.

 

  MA COSA MI DICI MAI Brescia a punteggio pieno

Eugenio Petrillo su Basket Magazine sottolinea dopo due vittorie su due che Brescia è una squadra forte, con giocatori molto importanti e che quest’anno guarderà le coppe europee dal divano di casa. Questo permetterà ai lombardi di arrivare la domenica carichi di energia e cinici come successo al PalaVerde

 

   CONTRO IL LOGORIO DELLA VITA MODERNA A Napoli ci riprovano

Due vittorie su due anche a Napoli, prima della sfida con Brescia. Da una ventina d’anni la pallacanestro napoletana vive di alti e bassi. Adesso ci stanno riprovando. Andrea Barocci sul Corriere dello Sport-Stadio ha scritto che la Gevi contro Milano ha scelto l’unica via che poteva percorrere, quella difensiva. Ma quello che ha stupito è stato il come: una difesa aggressiva e pressante, spesso a tutto campo, capace di ruotate sugli avversari con una efficacia tale da rendere indimenticabile la domenica per i suoi tifosi. Poi, ovviamente, le schiacciate di Owens e le triple di Zubcic e Pullen hanno fatto il resto. Però è nella propria metà campo che Napoli ha costruito il successo, come accaduto a Sassari

 

   SAN FAR DOLCI ANCHE I BAMBINI  Momo Faye a Reggio

Piero Guerrini su Tuttosport sottolinea da un paio di giorni che Napoli, come Reggio Emilia, è uscita forte dai blocchi con un allenatore straniero: sono Dimitris Priftis e Igor Milicic. Scrive Guerrini che hanno ri-portato una visione internazionale. Il confronto di stili aiuta sempre a crescere. Qualcuno che ha coraggio c’è. Reggio Emlia ha cambiato gruppo manageriale, panchina, ma non ha perso l’attitudine a fidarsi dei giovani. Il greco Prftis ha dato spazio in queste prime giornate a Momo Faye, senegalese del settore giovanile che vanta nel suo staff due fenomenali professori come Andrea Menozzi e GIordano Consolini. Faye era stato inserito nel miglior quintetto dell’Adidas Next Generation Tournament a Kaunas. È un 2005 di 2,08 e nelle prime due gare ha giocato 20 minuti di media, viaggiando a 9 punti e 6,5 rimbalzi di media, imbeccato dall’ottimo playmaker Weber. Ma resta comunque la domanda su come si possa migliorare in Italia, che avevamo lanciato parlando del debutto di Ismaila Diagne nel Real.

Prifits ha parlato così di sé e della sua scelta a Tuttosport: «Io ho sempre cercato la stabilità in un progetto. Tre anni all’Aris e 4 a Kazan nel passato. Dopo due club in due stagioni (Panathinaikos e Besiktas) cercavo un programma a medio termine. E conoscere Claudio Coldebella, il gm con cui ho condiviso parte del percorso, mi ha aiutato, mi ha dato fiducia. Il primo mese e mezzo di lavoro mi conferma che ho avuto ragione». 

In Italia lanciare giovani è una rarità, gli ha fatto notare Guerrini. Risposta: «Non dipende mai dai coach, ma dalla strategia dei club. La decisione deve essere presa e condivisa. Partendo dal presupposto che il percorso prevederà delle sconfitte, degli alti e bassi e che deve esserci un intenso lavoro quotidiano, i giovani devono avere questa propensione, devono amare il lavoro. Sono molto ottimista per Faye e Grant, hanno il giusto approccio, disponibilità, ma devono ancora fare un lungo cammino di apprendimento. Con il lavoro». 

 

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