Il primo campione del sabato sera

SETTE CILINDRI | Tutti i record di Max Verstappen

 

di roberto liberale

 

I TITOLI MONDIALI Sasi

 ◉  Max Verstappen è salito al sesto nella classifica all-time come numero di mondiali vinti su un totale di 34 piloti campioni. Prima di lui Schumacher, Hamilton, Fangio, Prost e Vettel.  

 ◉  Sin dal 2021 è il quarto pilota più giovane ad aver vinto un mondiale: 21 anni, 2 mesi e 12 giorni. Lo precedono Vettel, Hamilton e Alonso.

 ◉  È quinto nella speciale classifica dei mondiali consecutivi. Prima di lui Schumacher con 5, poi Fangio, Vettel e Hamilton con 4

 

I GRAN PREMI

 ◉  È stato il più giovane vincitore della storia: a 18 anni, 7 mesi e 15 giorni nel GP di Spagna 2016.

 ◉   È primo assoluto come Gran Premi vinti consecutivamente: 10, da Miami 2023 a Monza 2023. 

 ◉  È primo nella classifica dei GP vinti in una stagione con 15, record stabilito nel 2022. Può migliorare il primato nel 2023. Ora è a 13.

 ◉  Quinto nella speciale classifica degli anni consecutivi con almeno un GP vinto. È arrivato all’ottavo anno [2016-2023] su 9 di carriera in F1. In classifica viene dopo Schumacher, Hamilton, Prost e Senna, alla pari con Nelson Piquet. Ma con una carriera più breve. 

 ◉   Secondo nella classifica delle vittorie in Gran Premi diversi: sono 26 per lui, dietro Hamilton, vincitore di 31 in paesi diversi. 

 

I PODI 

 ◉   Settimo in classifica per numero totale di podi, sono 92 in totale. Settimo anche per percentuale rispetto ai GP disputati (51,4%). Primo nel totale è Lewis Hamilton, con 192, mentre la percentuale più alta è di Juan Manuel Fangio, 35 su 51 GP disputati, il 68,6% [tra i piloti con almeno 10 piazzamenti]

 ◉  È il pilota più giovane a essere salito sul podio: sempre a 18 anni, 7 mesi e 15 giorni nel GP di Spagna vinto nel 2016. 

 ◉  Dal 2021 è primo nella classifica dei podi conquistati in una stagione: 18 totali.

 ◉  Terzo in classifica per numero di podi consecutivi: sono stati 15 in totale, da Abu Dhabi 2022 a Monza 2023. Davanti a lui solo Schumacher con 19 e Hamilton con 16.

 ◉  Secondo per podi consecutivi da inizio stagione: 14 nel 2023, preceduto da Schumacher con 17 podi nel 2002, quando si piazzò fra i primi tre per tutta la stagione. 

 ◉  Secondo in assoluto dopo Hamilton per podi conquistati in GP diversi: 34 contro 36 [posizione non migliorabile nel 2023, può arrivare al massimo a 35]- 

 

LE POLE POSITION 

 ◉  Quarto pilota più giovane a conquistare la pole position: 21 anni, 10 mesi e 5 giorni nel GP di Ungheria 2019. Davanti a lui Vettel, Leclerc e Alonso.

 ◉   Quarto posto nella classifica dei piloti capaci di vincere senza partire dalla pole position. 24 volte su 48 vittorie, il 50%. Meglio di lui Schumacher, Hamilton e Prost.

 ◉   Primo posto nella percentuale di Gran Premi vinti partendo dalla pole position. 24 vittorie su 30 pole, l’80%. Ci sono cinque piloti che hanno fatto meglio (100%), ma hanno vinto la sola gara in cui sono partiti dalla pole. 

 ◉   Quinto anno consecutivo con almeno una pole position, undicesimo nella classifica all-time.

 ◉   Terzo in classifica alla pari con Prost come poleman in GP diversi: 20 in totale. Prima di lui in classifica Hamilton con 30, Vettel con 23. 

 

I GIRI PIU VELOCI 

 ◉   È stato il pilota più giovane a fare il giro più veloce in gara: a 19 anni, 1 mese e 14 giorni nel GP di Brasile 2016

 ◉   Ottavo anno consecutivo su 9 stagioni in carriera con almeno un GP in cui abbia fatto il giro più veloce in gara. Quinto in classifica alla pari con Moss e Mansell, preceduto da Schumacher, Hamilton, Prost e Vettel. 

 

PUNTI CONQUISTATI E ALTRI RECORD

 ◉   Il pilota più giovane a conquistare punti: 17 anni, 5 mesi e 29 giorni nel GP di Malesia 2015

 ◉   Secondo in assoluto per GP finiti in zona punti: 36 Gran Premi, da Emilia-Romagna 2022 a Qatar 2023. È all’inseguimento di Hamilton, per ora irraggiungibile dall’alto dei suoi 48 GP consecutivi.

 ◉  Terzo pilota in assoluto con la percentuale più alta di GP in zona punti: 81,6% con 146 su 180. Lo precedono Hamilton con l’87,4% e Fangio con l’84,3%

 ◉  Pilota più giovane ad andare in testa in un GP di Formula Uno: a 18 anni, 7 mesi e 15 giorni nel vittorioso GP di Spagna 2016.

 ◉  Terzo in classifica tra i piloti in testa per più giri consecutivamente: 248, tra Miami e Austria 2023. Lo precedono Ascari e Senna.

 ◉  Pilota più giovane a prendere il via in un GP di Formula Uno: 17 anni, 5 mesi e 15 giorni nel GP di Australia 2015.

 ◉  Quarto alla pari con Fangio per numero di Hat Trick (pole position, vittoria e giro veloce), 9 in totale. Lo precedono Schumacher (22), Hamilton (19) e Clark (11). 

 

RECORD CHE PUÒ ANCORA BATTERE IN QUESTA STAGIONE

 ◉  Può stabilire il maggior distacco tra primo e secondo in classifica piloti. Dopo la Sprint Race in Qatar è a 184 punti. Il record ufficiale attuale è di Vettel, che nel 2013 staccò Alonso di 155 punti. Il nuovo sistema di punteggio è stato introdotto nel 2010. Se invece parametrassimo i punti del campionato 2002 al sistema attuale, Schumacher avrebbe vinto su Barrichello di 159 punti (387 contro 228), invece dei 67 dell’albo d’oro (144 contro 77). In ambedue i casi, Verstappen può stabilire il nuovo distacco, pur se con un numero di gare superiore. 

 ◉  Può migliorare il quinto posto nella classifica dei GP vinti in carriera. È a 48, a meno 3 da Prost e meno 5 da Vettel. Irraggiungibili, per ora, Hamilton e Schumacher, rispettivamente a 103 e 91.

 ◉  Può migliorare il record di GP vinti in una stagione, anche se il primo posto è già suo con 15 vittorie nel 2022.

 ◉  Può stabilire la percentuale più alta di GP vinti in una stagione rispetto al totale. Attualmente è a 13 su 16, ovvero l’81,25%. Può battere Ascari, recordman con il 75% di vittorie in una stagione, vincendone 4 dei prossimi 6. E con 3 su 6 batterebbe Schumacher, autore del 72,2% di vittorie, però su un numero di GP molto più alto rispetto ad Ascari.

 ◉  Può migliorare il suo quinto posto nella storia come autore dell’accoppiata numero di GP vinti + giro più veloce. Verstappen è a 15, Jim Clark lo precede di 3 e Prost di 6. Irraggiungibili, per ora, Hamilton a 32 e Schumacher a 48.

 ◉   Può migliorare il suo record di podi conquistati. Ora è primo assoluto con 18, record che risale al 2022. Quest’anno è a 15 e mancano 6 Gran Premi.

 ◉   Può migliorare il suo ottavo posto assoluto nella classifica delle Pole Position. Ora è a 30, può raggiungere e superare Mansell, Prost e Clark che lo precedono e che hanno collezionato rispettivamente 32, 32 e 33 pole.

 ◉   Può migliorare il suo settimo posto come autore dei giri più veloci. Attualmente è a 28, alla pari con Jim Clark, e può superare Mansell, fermo a 30.

 ◉  Può migliorare il suo quinto posto in classifica assoluta come autore del giro più veloce in GP diversi, attualmente fermo a 20. In classifica è posizionato dopo Hamilton, Schumacher, Raikkonen e Vettel. Può però superare tutti tranne Hamilton con il giro veloce in USA, Messico e Las Vegas, che ancora mancano nel suo palmares.

 ◉  Può confermare e consolidare il primo posto attuale come percentuale di punti conquistati in una stagione sul massimo disponibile. Attualmente è del 90,85%, con 407 su 448. Davanti a lui ci sarebbero altri piloti, come Ascari, Clark, Fangio, Hill, Brabham e Senna, con percentuali più alte, ma nei loro campionati vinti vigeva la regola degli scarti, quindi le loro percentuali non sono basate sul massimo dei punti disponibili, ma sul massimo dei punti sommabili.

 ◉  Può migliorare il sesto posto in classifica come numero di giri al comando: 2567. Il più vicino è Prost, con 2683, sono 116 i giri di vantaggio del francese.

 ◉   Può migliorare il sesto posto in classifica come numero di km al comando: 12403. Vicinissimo a Prost, in testa per 12477 km, appena 74 km in più.

 ◉  Può diventare il pilota con più giri in testa in una stagione. Attualmente sono 712 su 1019, il 69,87%. Vettel è a 739 come numero totale, Jim Clark è al 71,5% come percentuale. Continuando con il trend del 2023, potrebbe batterli entrambi. 

 

Fonte: Rielaborazione dati Statsf1

 

   PUZZLE Che cosa si dice in giro 

 Il momento sbagliato | Stefano Mancini, la Stampa: A regalargli l’aritmetica certezza è un incidente: il suo compagno di squadra Sergio Perez, preso a sandwich tra la Alpine di Ocon e la Haas di Hulkenberg, finisce spiaggiato nella via di fuga.  Il cerimoniale della sprint non prevede podio. È una festa in tono minore, ma lo stesso suggestiva. Dai box arriva la comunicazione ufficiale: «Max, sei campione del mondo per la terza volta». «Sbagliato, noi siamo campioni del mondo per la terza volta», risponde il pilota.

 Il posto sbagliato | Fulvio Solms, Corriere dello Sport-stadio: La vera stramberia del giorno, se vogliamo, è che la perfezione assoluta di Max Verstappen e della Red Bull siano state premiate in un circuito lunare, una cattedrale nel deserto in cui sembra non funzionare nulla. 

In due giorni abbiamo visto tempi sul giro cancellati a iosa, gomme messe a rischio dai cordoli, limiti di pista ridisegnati da un’ora all’altra come La Linea di Cavandoli, dieci minuti di “prove di ambientamento” concessi ieri ai piloti per riprendere le misure alle curve, asfalto che trasuda bitume perché troppo fresco e non trattato a regola d’arte. Su tutto questo: sabbia come zucchero a velo. «Una situazione imbarazzante» secondo Günther Steiner (Haas)

 La corazza | Giorgio Terruzzi, Corriere della sera: Anche chi ha voglia di scovare qualche magagna si è arreso di fronte a un pilota che insiste e ottiene. Un uomo-macchina: ha eliminato ogni scoria, ha limato ogni difetto, ha perfezionato ogni qualità. Simpatico mica tanto, ecco. Verstappen è personaggio per rendimento, non per altre doti, anche se qualche sorriso, a furia di soddisfazioni, lo concede, consapevole, delle insofferenze, delle frustrazioni che produce a chi deve pur tenere in piedi il circo. Nonostante lui, grazie a lui. Un cannibale insaziabile. Un supereroe che nasconde i propri sentimenti.

 Messi e i pit-stop | Daniele Sparisci, Corriere della sera: Questo titolo gli è stato consegnato nella sabbia del Qatar dove l’anno scorso Messi celebrava la Coppa del Mondo con l’Argentina. Paragoni impossibili, anche se le magie di Verstappen, da quando ha preso un volante in mano da ragazzino, erano tanto sbalorditive quanto i dribbling della Pulce.  Oggi si replica, il Gp vero sarà la passerella d’onore per Max. È un banco di prova severo per le gomme, messe sotto stress dai «cordoli killer». La Fia insieme alla Pirelli (vicino il rinnovo del contratto con la F1) ha predisposto un piano di sicurezza dopo aver trovato micro-lesioni nelle prove del venerdì. Potrebbero essere obbligatori tre pit stop, la decisione è attesa per oggi. Questo Max vincerebbe anche con cinque.

 Il ruolo del padre | Paolo Ciccarone, Avvenire: Max Verstappen rappresenta, nonostante tutto, la più grande vittoria di suo padre Jos. Un ragazzo dalla vita particolare che dalle corse ha trovato una strada, una missione, uno scopo di vita. Perché l’alternativa sarebbe stata una strada ad Amsterdam, compagnie violente, spirali dove sai dove parti ma non sai dove e come ci arrivi. Invece lo sport, i motori, quella grinta, voglia e decisione di vincere, essere il migliore, ha convogliato il talento nella guida in un fatturificio da primato. Il padre Jos, infatti, sfruttando il tifo in Olanda, ha creato una organizzazione perfetta: viaggio aereo, biglietto in tribuna, maglietta e cappellino col numero 33 (quello originario di Verstappen trasformato poi nell’1 dei campioni del mondo!) venduti in un pacchetto unico che ad ogni gara sposta decine di migliaia di persone

 La figura della madre | Luigi Perna, la Gazzetta dello sport: Gli ha trasmesso cromosomi da corsa anche la madre Sophie Kumpen, campionessa di kart, che nella sua ultima annata di competizioni ha gareggiato già incinta di Max. È cresciuto con un’educazione severa. Si racconta che una volta il padre lo abbia lasciato a piedi a una stazione di servizio, per punirlo di un errore in gara, e fu la madre a doverlo riaccompagnare in albergo. Erano gli anni delle trasferte in Italia, a bordo di un furgone, con un materassino sul retro per dormire. Verstappen ricorda i piatti cucinati dalle mamme nelle trattorie: sarà per questo che adora il cibo italiano.

 Vogliamo parlare del suocero? | Alessandra Retico, la Repubblica: La sua fidanzata di 8 anni più grande è Kelly Piquet, figlia di Nelson. Max tre volte campione come suo suocero. Chissà se quell’immagine che gira a ripetizione sugli schermi e che vede Michael Schumacher chinarsi sul piccolo e biondissimo Verstappen per spettinarlo con dolcezza, non fosse una premonizione

 Sembra Senna | Leo Turrini, il Resto del Carlino: Quesito numero uno. Max può già essere accostato, persino statistiche a parte, ai Giganti dell’automobilismo? Rispondo: assolutamente sì, per talento naturale e abilità nel dare una impronta al lavoro del gruppo Bibitaro che lo circonda. Due. Parlando dei Grandi del passato, a chi paragonereste l’Olandese Volante? Io a Senna, non foss’altro per l’istinto “velocistico” applicato ai Gran Premi, con tanto di comune (con Ayrton) fenomenale propensione alle magie sul bagnato. Tre. Verstappen vincerebbe anche senza Adrian Newey (ok, questa è carogna, ma non per chi ricorda le frasi di Alonso su Vettel)? Ecco, forse no. Nell’automobilismo post moderno, la macchina conta ogni giorno, ogni minuto di più

 il binomio con Adrian Newey | Giorgio Ursicino, il Messaggero: Accade spesso che un progettista stringa un patto d’acciaio con un driver, l’unico in grado di portare al limite un progetto avveniristico. Verstappen è il fantino perfetto per la RB19. Una vettura velocissima ed affidabile, ma, soprattutto, plasmata sul suo immenso talento. L’orange non la doma, la indossa. Come se fosse una seconda tuta in carbonio. E con lei danza come con un’amante ideale. In un’epoca zeppa di talenti in erba forse come non mai, Max è l’unico che attualmente si può permettere di spingere sempre al limite senza rischiare l’errore. Eppure di fenomeni in circolazione ce ne sono parecchi.

 Ma allora è la macchina, dai |  Benny Casadei Lucchi, il Giornale: La dimensione vera di un pilota di grande talento come era stato Vettel e com’è indubbiamente oggiVerstappen si misura solo lontano da una Red Bull. Là dove c’è da rimboccarsi le maniche. Schumacher sulla Ferrari, Alonso sulla Renault, Hamilton sulla McLaren ci riuscirono. Quando si trionfa tra le avversità si è fenomeni, se si vince sulla Red Bull si è molto energetici.

 E allora Pérez? |  Umberto Zapelloni, il Giornale: Il terzo Mondiale è quello della maturità. Si è capito che lo avrebbe vinto appena la sua Red Bull ha messo le ruote in pista trasformando la stagione 2023 della Formula 1 in un libro giallo con il nome dell’assassino nel titolo. Ingiocabile come si dice in certi ambienti. Ma Max ci ha messo tanto di suo, basta vedere dove è finito il suo compagno di squadra.  Ci fa pensare (e temere) una dittatura ancora più lunga

 Vi piacerebbe, eh? |  Leonardo Iannacci, Libero: SuperMax ha dimostrato al mondo che i suoi 45 milioni di dollari annui d’ingaggio se li merita tutti ma, a questo punto, sarebbe fantascientifico se facesse una cosa che nessun campione del volante ha fatto prima di lui: pensare non in grande ma in grandissimo. In altre parole, esaurire il suo accordo con la Red Bull e cambiare team per dimostrare che i tre mondiali vinti sono principalmente farina del suo sacco. Trasferirsi in un’altra squadra di Formula 1, meno forte, con monoposto meno performanti, non organizzata come quella austriaca e con ingegneri che non si chiamino Adrian Newey. State pensando alla Ferrari?

 Scusate: parliamo di Piastri |  Giorgio Pasini, Tuttosport: Sorge un nuovo potenziale campione, assistito da quella che appare sempre più come la vera e prossima rivale della scuderia di Milton Keynes, a far immaginare (sognare, sicuramente Liberty Media che guarda al calo di audience per lo strapotere dei “bibitari”) nuove battaglie. Oscar Piastri e la McLaren sono i padroni del sabato di Losail. Con la calma e la sicurezza dei forti, nonostante i suoi 22 anni.  L’impresssione è che sia un grande talento, ma non completo come il compagno di squadra, rookie. Più o meno il discorso che vale tra Charles Leclerc e Max Verstappen. E che sia nata una nuova rivalità

 

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