Donnarumma vs Maignan, le meraviglie di Sánchez e Kvaratskhelia – I rumori della Champions

  È i portieri che stasera dobbiamo guardare. È dal giorno del sorteggio dei gironi che aspettiamo PSG-Milan per vedere uno di fronte all’altro, da un’area all’altra, Gianluigi Donnarumma e Mike Maignan, due portieri e due scuole sintetizza L’Équipe che ha dedicato una lunga analisi a questo faccia a faccia. Sono tra i migliori nel loro ruolo al mondo. Con profili e punti di forza diversi

José Barroso e Loïc Tanzi hanno provato a misurarli. Donnarumma si lascia preferire per esperienza, scrivono, sebbene abbia quattro anni in meno [24 contro 28], Maignan è sfacciatamente più bravo nel gioco con i piedi, uno dei punti deboli notoriamente di Donnarumma, anche se cerca di rimediare e lavora su questo aspetto in allenamento. Le uscite dal basso del PSG evidenziano regolarmente le sue carenze. Nel gioco sotto pressione commette degli errori, a causa delle limitate capacità con i piedi, ma anche per una mobilità o un orientamento del corpo non ottimali

Secondo L’Équipe sono pari nel gioco sulla linea di porta, mentre nelle uscite alte è più bravo Maignan. Con il suo metro e 96, Donnarumma ha un buon argomento da far valere, ma la sua lettura della partita non lo rende così inattaccabile come l’apertura alare lascerebbe intendere. Non sempre interviene con saggezza. Nella forza mentale sono pari. Donnarumma a volte vive dei vuoti nella concentrazione durante una partita, un difetto individuato già da tempo da chi lo circonda e che il diretto interessato si sforza di correggere. Anche in Nazionale è stato criticato dopo alcune prestazioni discutibili, ma è un ragazzo che resiste di fronte alle avversità. Sia lui sia Maignan hanno capacità superiori alla media, nel superare i propri errori durante una partita

Carlos Passerini sul Corriere della sera ha scritto: Gigio lo sa. Sa che il peggio arriverà al ritorno, a San Siro fra due settimane, il 7 novembre. Quel dolore lo conosce. I fischi dei milanisti li ha già provati tre volte, sempre con la Nazionale, sempre al Meazza. Fischi indegni, perché l’azzurro è sacro, o almeno dovrebbe esserlo. La prima volta, nel 2021, si era messo addirittura a piangere. La seconda e la terza no: maturità ed esperienza lo hanno fatto crescere e reso più forte. Stasera sarà comunque una partita speciale, anche se gli insulti dei suoi ex tifosi si sentiranno meno, in mezzo a quasi 50mila sostenitori del Psg. Perché Donnarumma al Milan è diventato uomo e portiere. E forse lì sarebbe rimasto per sempre, se lui (e chi era con lui) non avesse fatto scelte diverse.

 

Alla serata di Coppa, il PSG chiede riposte. Rilancio o altri dubbi? Questa è l’occasione ideale per riscattarsi, tre settimane dopo la pesante sconfitta in casa del Newcastle scrive Damien Degorre sul giornale francese stamattina, ma vista da Milano la partita è un test per Pioli, anzi dice Luigi Garlando sulla Gazzetta, soprattutto per Leao.

Urge la sveglia. Il popolo coccola Rafa e brucia le critiche come versetti satanici. Ma il Milan può accontentarsi di questo Leao che finora ha segnato 3 gol e giocato a sprazzi? Pioli no. Gli chiede di puntare di più la porta, di entrare di più in area, di buttarsi dentro sui cross da destra. La sfida con Mbappé può incendiargli l’orgoglio e farlo crescere. Hanno 24 anni entrambi, solo

che Kylian ha già segnato 4 gol in due finali mondiali, di cui una vinta, e la sua stagione parigina conta già 9 reti. Ma questa notte, zeppa di sentimenti come una soap-opera sudamericana, tra

fratelli contro (Hernandez), ex nemici da derby (Skriniar, Hakimi), ex dal cuore confuso (Donnarumma), parigini di ritorno (Adli, Maignan), può essere la notte buona di Rafa. Il Parco dei Principi sa incoronare.

 

  COSA SUCCEDE IN CITTÀ La curva e la guerra | Le autorità parigine temono che gli ultras del Parco dei Principi possano mettere in scena stasera una manifestazione di sostegno alla Palestina. Nel pieno della guerra tra Israele e Hamas, si potrebbero registrare iniziative del Collectif Ultras Paris (CUP). 

 

  TITOLI | Corriere dello Sport-Stadio: Lazio, trappola De Kuip. Vale mezza Champions. Un anno fa nello stadio del Feyenoord volò persino un catetere pieno di urina verso il tecnico. Una bolgia da 51mila posti nella vasca di Rotterdam, tirata su una rete a protezione della panchina di Mau. Staffetta tra Ciro e Castellanos. I prossimi 180’ decisivi per il girone. No dell’Uefa a uno striscione contro l’allenatore

 

  COSA SUCCEDE IN CITTÀ L’Ajax in zona retrocessione

Cosa succede ad Amsterdam, in realtà. L’ha raccontato Roberto Gotta ieri su Tuttosport: Se è nelle difficoltà che viene fuori il carattere, all’Ajax sono messi male, anzi malissimo. Tutti, dalla società allo staff alla squadra ai tifosi. Questi ultimi ieri hanno costretto l’arbitro a interrompere 2 volte la partita di Utrecht, con l’ormai rituale lancio di oggetti: è finita, poi, 4-3 per i padroni di casa che con i tre punti hanno scavalcato l’Ajax lasciandolo al penultimo posto con soli 5 punti in 7 partite. Una deriva rapida e causata da una miscela micidiale di elementi: il caos societario, che ha portato al licenziamento del responsabile del mercato Mislintat, l’ex Arsenal, accusato pure di un conflitto di interessi per il trasferimento di Borna Sosa, e il disagio tecnico che ha più volte messo alle strette l’allenatore Steijn, a 49 anni novizio su una panchina così importante e parso indeciso sulle scelte. La partenza di Dusan Tadic e le cessioni di Alvarez, Kudus e Timber hanno dato soldi che però non sono stati reinvestiti subito e in maniera coerente, e la situazione pare davvero grave. E nei prossimi sette giorni, tanto per non respirare, la trasferta di Europa League a Brighton e quella ad Eindhoven contro la capolista Psv.  

 

I rumori della Champions

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  CHE FINE HA FATTO IL VECCHIO NAPOLI

Un tiro, un gol, una vittoria a Berlino che indirizza il girone di Champions verso il lato della luce. Però? Eh, però, da una quindicina d’anni il calcio napoletano è un’altra cosa. È ricerca, è palleggio, è bellezza. Monica Scozzafava sul Corriere della sera annuncia: Sì, si può vincere anche con un solo tiro in porta, e non è certo un successo di corto muso. Piuttosto è la giocata spietata di un talento di nome Kvaratskhelia che a un certo punto si ribella alla noia. Il gol lo fa Raspadori, fino a quel momento — 28’ della ripresa — alla ricerca di una identità in area di rigore; a lui il georgiano regala una palla col contagiri dopo aver saltato il capitano del Union Trimmel.  Scozzafava parla di “brutti pensieri di una serata imperfetta” che si dissolvono nel cielo di Berlino. 

Fabio Licari sulla Gazzetta ha scritto che Kvara s’inventa uno dei dribbling di una volta, stende Trimmel e imbuca per Raspadori che fa la cosa più bella della sua difficile partita: un fulmine sul primo palo di Ronnow. Se soltanto Kvara avesse osato di più, se soltanto Raspa avesse avuto un altro paio di palloni decenti. Non è stato un bel Napoli. Ripensando all’ultima Champions, ai successi prepotenti su Liverpool, Ajax e Rangers, viene un po’ di malinconia. Il Napoli ha cambiato gioco e atteggiamento. Non sa più dominare con il possesso palleggiato, elegante e letale che innescava le fughe di Kvara, i gol di Osimhen e le discese di Zielinski

Più diretto ancora è Alessandro Barbano, condirettore del Corriere dello Sport-Stadio: Sarebbe bello nascondersi dietro il capolavoro di Khvicha e Jack e rinunciare a vedere ciò che Union Berlino-Napoli ha mostrato. Sarebbe bello immaginare che il dribbling incontenibile del georgiano, il suo lucido altruismo e lo scatto rapace di Raspadori fossero il simbolo di un’armonia e un’egemonia tattica. Sarebbe bello guardare alla vittoria, che ipoteca la qualificazione, e al quarto posto in campionato che tiene il Napoli ancora in gioco per lo scudetto, pensando che, in fondo, ogni rodaggio ha qualche bullone da avvitare. Eppure, a costo di apparire eretici, sentiamo il dovere di uscire dalla comoda retorica che accompagna il risultato utile, e suonare un allarme grande quanto le aspettative di una squadra da tricolore e da Champions, che non è in condizione di ripetersi. Perché ha dismesso i sostantivi e gli attributi che l’hanno portata in cima alla considerazione dell’Europa. Il primo su tutti: il palleggio veloce. Una virtù archiviata e sostituita da un fraseggio prevedibile, contro il quale anche una squadra modesta come quella di Fischer riesce a opporre un pressing asfissiante e un raddoppio della marcatura che chiude agli azzurri ogni spazio. Lobotka ieri ha sbagliato almeno quattro passaggi a centrocampo, più di quanti ne aveva falliti durante tutta la scorsa stagione

 

  ALEXIS SANCHEZ

Non è più un Niño e la Maravilla se ne sta spesso nascosta. Alexis Sánchez l’ha cavata fuori dal serbatoio nella serata in cui alll’Inter serviva e per giunta contro l’avversario più giovane della Champions, come fa notare Paolo Tomaselli sul Corriere della sera

L’Inter fa valere, oltre alla maggiore qualità, anche l’esperienza nei momenti chiave della partita. I fischi di San Siro per il possesso offensivo degli austriaci nei minuti di recupero sono indicativi di una certa apprensione e torneranno buoni anche domenica, quando qui arriverà Romelu Lukaku con la Roma.

Ettore Intorcia sul Corriere dello Sport-Stadio sottolinea: Finora il cileno aveva alimentato più di un dubbio, per le sue condizioni fisiche e per essere, in fondo, un giocatore liquidato un anno prima con una ricca buonuscita e riportato a casa (sia pure gratis) più per necessità che per convinzione. Se Alexis tornerà davvero quello in grado di decidere la finale di Supercoppa con la Juve nel gennaio 2022 lo scopriremo da qui alla prossima sosta, tre gare per difendere il primato in campionato e il ritorno con il Salisburgo per ipotecare gli ottavi di Champions. Ma le premesse sono buone, e non solo per il gol che ha aperto una partita non semplice e che ha pure una certa valenza statistica quello che Sanchez può e deve offrire a Simone sta nel suo bagaglio tecnico, nella capacità di attaccare la profondità come di giocare tra le linee. Non deve dare solo il cambio, in sostanza, ma garantire anche variazioni tattiche in corsa

 

GIUDIZI UNIVERSALI 

Kvaratskhelia | Antonio Giordano, Corriere dello Sport-Stadio: Ma Kvara chi ce l’ha? L’uomo dei sogni che Napoli rivive, nonostante una serata calcisticamente assai opaca, è luce, è aria, è acqua, è un dono della natura che quando una partita è sporca, brutta e teoricamente “cattiva” si rifiuta di vivacchiare nella normalità e dipinge una favola come un principe azzurro. La notte di Kvara, un’altra, è nella bellezza del gesto, nel suo dribbling prodigioso con cui sventra l’Union Berlino, nella saggezza con cui scorge Raspadori, l’autentico nove, e l’invita a sgretolare le paure

Calhanoglu | Alessandro Bocci, Corriere della sera: Regia felpata e illuminata, da giocatore maturo e responsabile, che conosce la squadra e legge bene le situazioni. E dal dischetto non fallisce il rigore da tre punti. Standing ovation per lui quando viene sostituito da Asllani.

Sanchez | Guglielmo Buccheri, la StampaUna palla, un gol pesantissimo: la storia, personale, si arricchisce anche così. Il cileno segna il primo gol dopo il ritorno a Milano, può bastare per spolverare una stagione, per ora, vissuta di fatto in panchina

 

in tv oggi ore 18.45 Sky e Infinity: Feyenoord-Lazio e Barcellona-Shakhtar | 21 Amazon Prime: PSG-Milan | Sky e Infinity: Newcastle-Borussia Dortmund, Celtic-Atletico Madrid, Young Boys-Manchester City, Lipsia-Stella Rossa, Anversa-Porto 

 

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