Non c’erano i 50mila spettatori che accolsero la prima Aida mai vista all’Arena di Verona, agosto del 1913, ma novemila sì – dicono le cronache della partita d’esordio degli Europei femminili, vinta senza troppa trama dall’Italia per 3-0 sulla Romania. Novemila 358 spettatori, anzi, 8mila e 805 paganti, per quasi 300 mila euro d’incasso [“anche se in alcuni settori il pubblico ha lamentato una visibilità nulla sul campo”, Volleyball].
Quel che importava a tanti era altro, era capire, capire come il Ct Davide Mazzanti avrebbe giocato con un mazzo di carte così ampio tra le mani, tre opposte e tre schiacciatrici nella rosa. Per lui è come passare dalla briscola alla scala 40. Per molti anni ha lasciato che Paola Egonu fosse la sola punta della squadra, tenendola in campo sempre, senza mai procurare alla Nazionale neppure una riserva vera [Camilla Mingardi è stata tenuta fuori anche nella stagione in cui fu capocannoniera in serie A davanti a Paola]. Dieci mesi dopo lo sfogo post-Mondiale di Egonu [basta, me ne vado, mai più in Nazionale], con pochissime spiegazioni chiare, il tavolo del Ct è ribaltato.
Ieri sera Paola è stata “tenuta ai margini (un solo doppio cambio in avvio), poi più spazio per Nwakalor nei doppi cambi con Bosio nei restanti due parziali” come racconta il sito Volleyball. Da titolare ha cominciato l’attesissima Antropova. Mazzanti aveva più volte ripetuto che la prima formazione agli Europei andava intesa come la definitiva, la titolare – per usare un termine calcistico. Non è il momento degli esperimenti, ha detto.
La partita con la Romania non è stata indicativa di nulla. Forse non lo sarà neppure l’intero girone. Ma Volleyball anticipa il tema: “Una scelta però che potrebbe, strada facendo, portare in sofferenza le azzurre con un eccesso di posti 2 a scapito dei posti 4, i martelli ricevitori, solo 3: Sylla, Pietrini e Degradi. E spostare Antropova a gara (o torneo) in corso, in caso di necessità, potrebbe non essere una soluzione ottimale. L’Italia può però stare tranquilla, fino a Firenze il problema – sotto l’aspetto delle difficoltà tecniche legate agli avversari – non si dovrebbe porre. E forse nemmeno nella città toscana, sede di Ottavi e Quarti visto le avversarie della Pool specchio a quella delle azzurre”.
È presto per esser certi che la squadra sia questa e soprattutto da qui si parla con la comodità offerta dal divano. Ma se la squadra fosse questa – diciamolo – tenere fuori la migliore giocatrice del mondo [una delle prime due? una delle prime tre?] assomiglia a qualcosa che si chiama azzardo. Che cosa significa la frase che abbiamo sentito dal Ct? Forse che gli Europei saranno interpretati come una tappa di passaggio verso il girone di qualificazione ai Giochi [settembre contro Usa, Colombia, Corea del sud, Germania, Polonia, Slovenia, Thailandia – passano solo le prime due].
La base è questa, e poi da qui faremo il nostro percorso. Con Paola ho parlato, le ho chiesto la disponibilità
Nel frattempo, L’Équipe assegna cinque stelline da favorite a Italia e Serbia, quattro alla Turchia, due alla Polonia, una a Belgio, Olanda e Germania.
Carlo Lisi su iVolley la considera “una gara in cui le azzurre forse hanno commesso qualche errore di troppo, ma in cui hanno mostrato alcune note decisamente liete, come quella del libero Eleonora Fersino (78% in ricezione e tante difese importanti) ed Ekaterina schierata titolare in posto 2 andata a segno 13 volte (11/19 per il 58% in attacco più un ace ed un muro punto). Proprio l’inserimento della neo-italiana è stata la mossa non annunciata alla vigilia di Davide Mazzanti, che sicuramente è la notizia della serata almeno se non di più della facile vittoria, che ha fatto rompere il ghiaccio nella rassegna continentale. L’altissima Kate è stata schierata sulla diagonale di Orro (apparsa indietro di preparazione), nel ruolo tradizionale di Paola Egonu, che utilizzata nel doppio cambio nel primo set, senza particolari cenni di conaca, poi è tornata in “naftalina”, nel secondo e nel terza parziale è taccato ad un positiva Nwakalor (in coppia con l’altra regista Bosio) a dare respiro alla diagonale titolare, andando a segno 4 volte. Luci ed ombre per le due centrali Danesi e Lubian, cose buone in posto 4 soprattutto da Alice Degradi (altra azzurra in doppia cifra con 11 punti), meno dalla capitana Sylla e da Elena Pietrini, che hanno trovato difficoltà a giocare in un campo all’aperto che dava pochi punti di riferimento per l’asimettria delle tribune costruite”.
Eugenio Peralta su Volleynews racconta dettagli che da casa potevamo al massimo provare a sbirciare dai time-out. Le riprese e la regia non aiutavano.
Scrive Peralta: “Da monitorare la reazione all’esclusione di Paola Egonu, schierata soltanto per un doppio cambio nel primo set; l’opposta è apparsa visibilmente scontenta, nonostante i tentativi delle compagne (e dell’amica Francesca Piccinini) di rincuorarla”. Ma era una partita troppo dispari, per far testo, “troppo leggera la Romania, nonostante l’innesto di una fallosa Inneh, per impensierire un’Italia che si dimostra solida in ricezione (forse il fondamentale più temuto alla vigilia) e abbastanza precisa in attacco. In crescendo anche il servizio, penalizzato da troppi errori in avvio”.
Né ci aiutano le mezze parole. Gian Luca Pasini sulla Gazzetta: “Si diceva che Egonu non fosse al top della forma (ha ricominciato tardi la preparazione), ma non è che questa scelta ha a che fare con quello che accadde lo scorso anno al Mondiale?”.
Capiremo quanta Egonu ha in testa Mazzanti per quest’Italia alle prime sfide vere, capiremo se la panchina e la naftalina avranno prodotto frustrazione o energia, capiremo cosa significa faremo un percorso.
Volleyball stamattina accenna a un lieve malore a fine partita per lei. Ma ha rifiutato il ricovero in ospedale.
Lo Zecchino [degli Europei di pallavolo] d’oro
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È un mistero anche il tweet di Giovanni Guidetti, allenatore della Serbia, dopo aver guidato la Turchia. Ha scritto. “Sport significa competizione. Ma lo sport non è più solo partite, è un universo enorme con giocatori, staff tecnici, spettatori e marchi. Lo sport è un ponte di amicizia che elimina le frontiere tra paesi e persone. Brutte notizie. I miei due assistenti allenatori, che hanno il passaporto turco, non possono essere con la squadra nel CEV EuroVolley 2023 a causa di un problema di visto. Questa situazione danneggia notevolmente il valore dell’immagine della pallavolo. Abbiamo cercato di risolvere il problema negli ultimi 15 giorni, ma non abbiamo ancora ottenuto alcun risultato. Sono allenatori di alto livello, meritano di stare nelle migliori organizzazioni. Spero che questa sia l’ultima volta che uno sportivo turco si trova ad affrontare questo tipo di problemi di visto. Sarò più che felice di vedere qualsiasi autorità fare un ultimo sforzo per risolvere questo problema. Non solo per me e la mia squadra, ma anche per il valore del marchio della pallavolo internazionale”.
BATTI CINQUE Il muro delle estoni al bullismo
Oggi si apre il girone di Tallinn. L’Estonia viene dalle retrovie della pallavolo, ma è una squadra in ascesa. Ha vinto la Silver League, una specie di serie B del circuito per nazioni. Agli Europei ha perso finora tutte le partite giocate nella sua storia. Potrà misurare cos’è diventata più in partite contro la Spagna [terza apparizione consecutiva] che stasera contro la Francia. Neppure la Francia è una potenza, ma sta preparando i Giochi dell’anno prossimo, ha toccato la migliore posizione mai raggiunta nel ranking [17esimo posto], viene dalla vittoria nella Challenger Cup.
Da Tallinn raccontano intanto che la nazionale di casa promuoverà una campagna contro il bullismo scolastico. Le ragazze metteranno una maglia con il messaggio Block Bullying. Ogni muro segnato nelle partite del girone D contribuirà a creare un fondo per combattere il bullismo a scuola: 10 euro di donazione per ogni schiacciata fermata così alla Bullying-Free School Foundation (KiVa), come ha annunciato Toomas Vara, manager al marketing della federazione. All’ingresso dell’arena c’è un gigantesco trofeo-memento che porta incise parole e frasi sgradevoli, raccolte con l’aiuto degli studenti.
quando | oggi ore 19 in streaming su Eurovolley Tv
DAGLI UNA SPINTA Le ambizioni della Bosnia
«È il nostro secondo Europeo consecutivo, siamo una delle formazioni con meno esperienza. Per la seconda volta di fila siamo in girone con le campionesse europee: nel 2021 con la Serbia e ora con l’Italia. Nella nostra prima esperienza abbiamo colto solo una vittoria nel girone, non è stato sufficiente per qualificarci. Ora abbiamo un obiettivo: passare agli ottavi di finale, un desiderio non solo per la nostra squadra ma per tutta la nazione» | Stefan Ljubicic, Ct della Bosnia
quando | oggi ore 18 in streaming su Eurovolley Tv
POPOFF Il ct bulgaro che vive vicino Monza
«Arriviamo da una Nations League in cui abbiamo conquistato per la seconda volta la salvezza. È stata un’esperienza importantissima per questo gruppo e ci sta facendo capire come mettere giù i palloni. Stiamo lavorando sulla costanza. È il bagaglio che ci portiamo dietro. Sarà importante mantenere la lucidità; la parte mentale è importante soprattutto per chi come noi ha poca esperienza. So che ho una squadra di lottatrici. Vivo a 10 minuti da Monza, per me è un’emozione e un prestigio giocare in Italia. L’anno prossimo introdurremo anche le 2005 e le 2006 in rosa» | Lorenzo Micelli, Ct italiano della Bulgaria
quando | oggi ore 21 in tv su Rai Sport