VITE OLIMPICHE
I russi sì, però. Le condizioni del CIO per il reintegro
Ma nessuno è contento: lo sport preferisce l’assetto di guerra
E allora avanti, il processo di reintegro di atlete e atleti di Russia e Bielorussia nel movimento olimpico non si ferma. Il Comitato esecutivo del CIO è andato così. Un reintegro individuale, non a squadre, ma che non prevede ancora nessuna decisione ufficiale sui Giochi di Parigi del 2024 né per Milano-Cortina 2026.
Thomas Bach ha preferito leggere un lungo comunicato stampa prima di rispondere alle domande. Ha spiegato la storia delle scelte adottate in un anno e ha annunciato sei raccomandazioni per le federazioni internazionali. Chi dovesse sostenere attivamente la guerra, non può gareggiare, così com’è fuori – passaggio importante – chi è sotto contratto con i club militari o della sicurezza nazionale.
Passaggio importante perché numericamente sono tanti. Eppure, durante la riunione, Alexandra Xanthaki, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti culturali, ha fatto arrabbiare parecchio la delegazione ucraina in videochiamata, quando ha detto che solo i russi direttamente implicati in crimini contro l’umanità o in propaganda di guerra, dovrebbero essere esclusi dallo sport.
«Non penso che abbia senso escludere tutti i soldati e tutti i militari. È discriminatorio perché abbiamo molti altri atleti di altri paesi che prendono parte a operazioni militari attive, e non sono mai stati esclusi. Le esclusioni dovrebbero avvenire su base individuale».
La partecipazione è ovviamente subordinata anche al rispetto delle regole antidoping. Dovremmo saperne di più quando il 26 luglio verranno inviati gli inviti ai comitati olimpici nazionali. La selezione tu-sì tu-no sarà a totale discrezione del CIO, senza essere vincolati dai risultati delle qualificazioni, dice la nota.
L’Équipe dalla Francia si domanda: “Le federazioni applicheranno le raccomandazioni?”.
Bach ha fatto l’esempio del tennis nel quale russe, bielorusse e ucraine partecipano insieme ai WTA, e gli uomini al circuito ATP. Una convivenza tuttavia turbolenta. Ha citato in particolare la vittoria dell’ucraina Marta Kostyuk di domenica scorsa al torneo di Austin contro la russa Varvara Gracheva.
«Perché dovrebbe essere possibile in questo sport e non lo sarebbe in altri?» ha chiesto il dirigente tedesco. «Siamo accusati o di essere agenti degli Stati Uniti o di essere promotori di una guerra. Ci sarà una via di mezzo, da qualche parte», ha risposto Bach quando gli è stato chiesto come si poneva tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky.
Per gli sport di squadra la questione sembra risolta: la Russia non è gradita. Alla federazione internazionale di scherma – lo sport di Bach – che per prima ha aperto le porte, adesso viene posta la questione della partecipazione alle gare a squadre. L’atletica leggera di Sebastian Coe, pretendente al trono di Bach quando sarà, dovrebbe confermare la sua contrarietà.
O per il gioco delle parti o perché davvero lo crede, il presidente del Comitato olimpico russo Stanislav Pozdnyakov ha criticato il CIO per le sue raccomandazioni. Dice che questa decisione è una farsa, perché vengono violati i principi fondamentali della carta olimpica.
Marco Bonarrigo sul Corriere della sera segnala: “Paradossalmente infuriata anche Stepanova, oro a Pechino 2022: «Caro Cio, vai all’inferno — ha scritto la fondista russa — io non permetterò a nessuno di analizzare le mie opinioni per decidere se parteciperò ai Mondiali». Post accompagnato da una foto con Putin”.
MEDUSE Dicono che si ammazzeranno | Fabio Tonacci su Repubblica riferisce che per “il parlamento ucraino c’è una ragione precisa che deve consigliare l’esclusione degli atleti russi e bielorussi dalle prossime Olimpiadi. Una ragione che non è né politica né sportiva. Ed è che qualcuno sul campo di gara potrebbe lasciarci la pelle. I parlamentari di Kiev ne sono così convinti da averlo scritto in una lettera indirizzata al Comitato olimpico internazionale (Cio), ai comitati nazionali, alle federazioni sportive e ai parlamenti esteri. Due pagine di appello in cui contestano l’opportunità di ammettere Russia e Bielorussia alle competizioni internazionali. «La partecipazione contestuale di russi e bielorussi con gli atleti ucraini, molti dei quali hanno perso parenti e amici nella guerra, causerà conflitti sui campi di gara che possono portare al ferimento e persino alla morte degli atleti stessi. In particolare, il pericolo c’è nei duelli di scherma, nella lotta, nel tiro con l’arco e nel tiro con pistola e carabina. E al villaggio olimpico scoppieranno tensioni, litigi e risse tra atleti e organizzatori».
Le voci contrarie
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Uno schiaffo in faccia agli atleti ucraini. Lo sport internazionale deve condannare chiaramente la brutale guerra di aggressione condotta dalla Russia. Dobbiamo assolutamente impedire ai regimi di Russia e Bielorussia di utilizzare la partecipazione dei loro sportivi a competizioni internazionali per scopi di propaganda di guerra. I prossimi mesi dimostreranno se questo è possibile | La ministra dello sport tedesco Nancy Faeser
Cosa è successo di positivo da parte della Russia per la partecipazione dei suoi atleti alle competizioni!! Da Boutcha, Irpin, Gostomel!! Dai bombardamenti quotidiani dei siti civili!! È un giorno di vergogna per il CIO!! | Piotr Wawrzyk vice ministro degli Esteri della Polonia
Il regime russo non sa cosa sia il fair play ei suoi atleti non hanno posto alle Olimpiadi | Jan Lipavsky – ministro degli Esteri ceco
Siamo riusciti a far rinviare la decisione sull’integrazione di russi e bielorussi alle Olimpiadi del 2024. Lavoriamo in modo che nessun atleta russo patriottico possa entrare nelle arene sportive internazionali | Il ministro dello sport ucraino Vadym Gutzait
testimoni La lunghista e triplista Maryna Beckh-Romanchuk
➣ Cosa pensa della possibilità che gli atleti russi e bielorussi tornino alle gare, anche se da neutrali?
«Il peggio possibile. Gli atleti russi sono responsabili di una cosa: del loro silenzio. Che è anch’esso un modo di supportare Putin e la sua aggressione al mio Paese. Lo sport dovrebbe essere pace. Ma tanti sportivi e allenatori ucraini sono morti durante questa guerra. La Russia ci ha portato via anche stadi, campi di allenamento, strutture. Ne avevamo di meravigliose».
➣ Un giorno tornerete a una normale e civile convivenza?
«Dobbiamo vincere questa guerra. E loro devono pagare. Credo che per generazioni, nella nostra coscienza, i russi resteranno per noi nemici e sterminatori del nostro popolo. A lungo non torneremo a dialogare».
➣ Lei aveva un nastro giallo e azzurro tra i capelli quando ha vinto l’oro europeo nel triplo.
«Amo il mio Paese più di ogni altra cosa. Non siamo come loro. La Russia è un Paese terrorista e assassino, non vive secondo regole e valori umani. Noi non dimenticheremo mai». – intervista di cosimo cito, Repubblica
La Stampa: “Il CIO apre ai russi e spacca l’armonia a cinque cerchi” – Giulia Zonca scrive: “Sono in guerra da due anni, hanno invaso un’altra nazione, sono accusati di genocidio, hanno sempre usato lo sport come propaganda, ma Bach si sottrae a questa logica perché il Cio non può fare lo stesso e quindi considera gli atleti «singoli individui». Il Cio non poteva accontentare tutti, ha accontentato i russi”.
Marco Bonarrigo, Corriere della sera: “Per ovviare al rifiuto di decine di nazioni di rilasciare visti di ingresso, il Cio vede di buon occhio l’iniziativa di alcuni Paesi asiatici di concedere una sorta di asilo sportivo agli atleti dei due Paesi amici”
Riccardo Signori, il Giornale: “E guerra sia. La controversa decisione del Cio di riammettere atleti russi e bielorussi alle competizioni internazionali, e quindi a quelle che valgono come qualificazione olimpica, ha rifilato un fiero calcione ai ricordi del passato (Germania e Giappone scontarono i loro peccati dopo le due guerre) e alle istanze degli atleti che hanno posto l’out: non tutti ovviamente, ma un gruppo di oltre 300 schermidori è un buon avamposto di protesta. Anzi, stavolta, fan pensare a guerra che tira guerra: un brutto segnale per il movimento. E se nel corso del Novecento l’ideologia si modellò intorno a tre concetti (pacifismo, universalismo/internazionalismo, apoliticità), stavolta il Cio si è trovato immerso in un mondo, addirittura in quello dei suoi atleti, che non vuol saperne di parole piene di vuoto. Si racconta che, nel conflitto, siano morti oltre 250 atleti, l’ultimo è un pugile ucraino di 22 anni, Maksym Galinichev, argento ai Giochi olimpici giovanili.
… La decisione scandita da Thomas Bach, è ammantata di furbate. … Ponzio Pilato diventa un dilettante. … Non sono più i tempi in cui Jack Dempsey, campione della boxe, esortava ad invitare atleti giapponesi e tedeschi alle Olimpiadi 1948. Diceva: «Fateci fare più sport e si avranno meno guerre. Non si può andare avanti conservando rancori, per quanto si possano odiare». Visione condivisa anche da certi dirigenti. C’è stato un momento storico, in tempo di guerra fredda, in cui l’Urss ha cercato nei Giochi la riconciliazione fra due mondi. Oggi è proprio un altro mondo: il Cio non parla più nemmeno la lingua dei suoi atleti”.
Franco Fava, Corriere dello sport-stadio: “I motivi che hanno determinato il parziale dietrofront sono due. Il primo, non detto, è quello di evitare una scissione senza ritorno, quella ipotizzata da Putin e Xi qualche giorno fa a Mosca, con l’ipotesi di una sorta di Olimpiade parallela. Il secondo lo ha illustrato lo stesso Bach: «È un anno che combattiamo con questo dilemma. Quanto deciso un anno fa con il veto a tutti gli atleti andava contro la nostra mission. Ma non avevamo scelta. Ora vediamo che alcuni sport hanno aperto ad atleti neutrali a titolo individuale Bach ha ricordato come siano tante le guerre del mondo «ma non per questo escludiamo gli atleti dei Paesi aggressori». Una posizione che porterà sempre più a una radicalizzazione della controversia. … E tanto per addolcire la pillola a Zelenski, il Cio ha triplicato gli aiuti allo sport ucraino portando il fondo di solidarietà a 7,5 milioni di dollari”.
Una russa in meno, una francese in più
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tennis | Il suo cognome significa straniera. Straniera per chi, lo vedremo. Varvara Gracheva, 22 anni, la tennista numero 54 al mondo, sta per ottenere la nazionalità francese. L’équipe la definisce “una manna per la federazione e per lei”. Perché questa studentessa dell’Elite Tennis Center di Cannes dal 2016, come lo è stato Daniil Medvedev, sarebbe attualmente la seconda giocatrice del paese nel ranking, dietro Caroline Garcia e davanti Alizé Cornet.
“Attualmente senza bandiera – scrive Romain Lefebvre – questa giovane donna snella, dal viso spigoloso, ha iniziato le procedure amministrative molto prima dell’invasione dell’Ucraina da parte del suo paese”. Lei stessa parla di tre anni fa, forse più, come ha detto “in un inglese magistrale” da Miami, dopo la sconfitta negli ottavi di finale contro Petra Kvitova, “respingendo fermamente ogni sospetto di opportunismo diplomatico”.
I tempi non sono ancora chiari e il tema resta delicato, scrive il giornale francese. Il criterio dei cinque anni di residenza in Francia è soddisfatto. La federazione francese e la burocrazia governativa si erano impegnate a non far trapelare nulla, fino alle rivelazioni di beIN Sports.
Dal 5 marzo il dossier Gracheva è nelle mani del ministero dell’Interno. A fine novembre la giocatrice ha superato l’esame di lingua, di orale, scritto e di comprensione, non molto duro, dice lei, ma con molto stress, ha detto stavolta “in un francese titubante, anche per timidezza. Siamo lontani dalla scioltezza oratoria di Medvedev”, qui citato da L’Équipe per la seconda volta, non si capisce se per qualche malizioso accenno a ciò che potrebbe accadere pure con lui.
Ziad Khoury, coordinatore della sicurezza nazionale per Parigi 2024, è stato sospeso dalle sue funzioni. Il ministro dell’Interno Gérald Darmanin ha annunciato di aver ricevuto un rapporto per un comportamento inappropriato nei confronti di una donna durante un viaggio d’affari a Londra, avvenuto nel novembre 2021. È stata avviata un’indagine amministrativa, le conclusioni sono attese entro un mese. Nel frattempo è stato sospeso in via precauzionale e le sue mansioni sono passate al vice.