La Lazio comincerà il 2023 all’Olimpico con la curva vuota. Il giudice sportivo ha chiuso la Nord per un turno dopo i cori razzisti verso due giocatori del Lecce, lo zambiano Lameck Banda e il francese Samuel Umtiti. Resta la questione culturale.
Marco Tardelli su la Stampa stamattina considera che “sappiamo benissimo chi sono, ci sono le telecamere, e potremmo fermarli ma nessuno lo fa. Perché, mi chiedo, permettiamo a degli stupidi ignoranti di farci stigmatizzare dalla stampa straniera che ci descrive come dei razzisti? Certamente non accade solo da noi, anche in Spagna da quanto riferito dal giocatore del Real Madrid Vinicius Junior, esiste lo stesso problema. Ma vi prego non derubrichiamolo ad argomento di poco conto, tutti noi sappiamo che non è così e che nulla lega il calcio, rispettoso ed inclusivo, a queste miserie. Ci siamo tutti indignati per l’assegnazione del Mondiale al Qatar, paese che non rispetta determinati diritti umani e permettiamo invece tutto questo a casa nostra? Dobbiamo combattere insieme – tifosi, giocatori, politica, leghe e federazioni – questa piaga che ci accompagna da troppo tempo”.
Giulio Cardone e Giuseppe Antonio Perrelli racconta su Repubblica che Lotito presenterà ricorso “perché non venga chiuso tutto un settore da circa 7.500 abbonati, chiedendo che invece siano punite le mille persone presenti allo stadio di via del Mare effettivamente colpevoli, visto che i biglietti sono nominativi e la Procura di Lecce ne conosce l’identità. Altrimenti, per paradosso, gli autori dei cori razzisti non abbonati alle partite in casa potrebbero comunque andare domenica all’Olimpico, comprando i biglietti di altri settori, mentre gli altri tifosi – i precedenti legali in materia sono chiari – potrebbero portare in tribunale la Lazio e chiedere il rimborso della quota parte dell’abbonamento perché banditi dallo stadio senza colpe. La Nord contesterà la Federcalcio all’esterno della curva”.
Molti giornali aggiungo che rischia anche il Napoli. Il giudice sportivo ha colto espressioni razziste contro Lukaku partite dal terzo anello blu dei tifosi ospiti. Ha chiesto chiarimenti. Repubblica sottolinea che in quel settore la vendita era vietata ai residenti in Campania e che può trattarsi di un equivoco: “il verso in questione sarebbe il “Kim-Kim-Kim” scandito quando il coreano ha vinto un duello col belga. Chi non lo conosce può scambiarlo per una serie di buu razzisti”.
Arrigo Sacchi dice a Paolo Tomaselli sul Corriere della sera che «nessuno di noi ha la coscienza a posto: non abbiamo aiutato le persone ad essere educate. Noi vogliamo vincere come viviamo. E in che modo viviamo? L’Unione europea tre-quattro anni fa ha stabilito che il 50% della corruzione in Europa era italiana».
Monica Scozzafava, ancora sul Corriere della sera, racconta invece come Umtiti ha trascorso il pomeriggio di ieri, “nella villa poco lontano dal centro storico di Lecce dove abita con tre amici che non lo lasciano mai da solo. Si è sentito travolto dalla solidarietà, Samuel. E ci è poco abituato. Quando è stato per un anno ai margini del Barcellona (anche da lì gli è giunta solidarietà) è rimasto in silenzio. Solo. Fuori condizione, spesso infortunato, si è rimesso in forma, è diventato vegano e oggi si nutre di proteine, verdure e pochi carboidrati. Ha attrezzato una palestra in casa per allenarsi anche oltre le sedute in campo. Umtiti ha pianto, è crollato tra le braccia del suo presidente, Saverio Sticchi Damiani. «Siete la mia famiglia», gli ha detto”.
A che punto è la rimonta sul Napoli
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Marco Ciriello per la Gazzetta ha scritto che “per buttarsi alle spalle il peso della sconfitta senza sottovalutarla, il Napoli può guardare nella bacheca dei ricordi e trovarci una serie impensabile di certezze: nell’anno dell’ultimo scudetto, campionato 1989-90, perse a San Siro con l’Inter (3-1), il Milan era in testa, ma poi arrivò il titolo”.
Ciriello riprende la fase di Spalletti ascoltata alla vigilia [«Voglio far impazzire di gioia la città»] e dice che l’allenatore “era sembrato Jep Gambardella di Sorrentino”, mentre ora “deve recuperare un po’ di quel rigore da frate impietrito che aveva Bigon e che tanto servì, tenendo a bada anche gli incubi milanisti dell’anno prima che si ripresentavano. Il Napoli sconfitto nel 1990 appare più vivo del Napoli che ha perso nel 2023. La Napoli del ’90 non era così turistica e nemmeno così raccontata (e banalizzata), ma emerge il dato, soprattutto nel mondo di Elena Ferrante, dello scavo nella memoria, quasi fosse un principio vincolante: a Napoli il vero passato è solo quello che torna”.
| voci Arrigo Sacchi
➣ Arrigo Sacchi, il campionato si è riaperto?
«Direi di sì».
➣ L’ha sorpresa un Napoli così timido a San Siro?
«Alcuni giocatori non sembravano quelli che abbiamo visto finora: mi sono chiesto se Kvaratskhelia fosse il fratello gemello…».
➣ Spalletti deve allarmarsi?
«Non è una catastrofe, ma deve ritrovare mentalità vincente, entusiasmo, generosità, passione. E quel gioco brillantissimo fatto finora».
➣ È un’Inter da rimonta?
«Ha giocato la sua partita: primo non prenderle, difendere con tutti e attaccare con pochi. Però è stata più pericolosa del Napoli. Il Napoli che abbiamo visto nella prima fase era stata la squadra più bella, divertente e anche più vincente. Senza bellezza è difficile vincere».
➣ Per Spalletti il lavoro da fare è soprattutto mentale?
«A Milano e a Torino c’è una mentalità vincente. A Milano più nel Milan che nell’Inter, che pratica un calcio tattico, con una prevalenza del non gioco, dove si confida nel singolo o nel contropiede».
➣ È il Milan l’anti-Napoli?
«Acquisire una mentalità vincente non è facile. Questi ragazzi hanno compiuto un capolavoro l’anno scorso e stanno cercando di ripetersi: dovranno fare qualche sforzo per essere un collettivo. C’è poi un’altra valutazione». – intervista di paolo tomaselli, Corriere della sera
Corriere dello sport-stadio: “Dura vita da Kvara” – Dentro i risvolti della prima sconfitta del Napoli mercoledì a San Siro, c’è anche la prova del ragazzo georgiano che non è riuscito a farsi largo E si è anche risvegliato il dibattito sulla tutela del talenti che spesso vengono sottoposti a trattamenti molto rudi ➔ Antonio Giordano ha scritto: “A San Siro, la sua serata è rientrata più o meno nella normalità, s’è ritrovato chiuso in una «gabbia», ha faticato a trovare la chiave del lucchetto, quando c’è riuscito è andato a sbattere contro Skriniar che, in avvio, 13 minuti e 14 secondi, nelle dinamiche un po’ autoritarie del gioco, gli ha rifilato un tackle abbastanza consistente. Kvaratskhelia è il nuovo libero pensatore del calcio che verrà, ha guizzi che illuminano la folla (napoletana) e possono abbagliare i suoi angeli custodi, si è già fermato per tre partite, complici le carinerie di Liverpool o quel tempo che ha preceduto Anfield, rientra i «Panda» da difendere per equità e per bellezza, pure per giustizia”.
◇ Repubblica: “Cambio di stagione” – L’effetto Qatar sulla ripresa favorisce chi è rimasto a casa
ZIBALDONE
La Stampa: “I giovani di Allegri tra sogni e finanze” – Antonio Barillà ha scritto: “A colpire, domenica, la contemporanea presenza di Soulé, Miretti e Fagioli nell’undici iniziale, senza dimenticare l’ingresso di Illing-Junior e la panchina di Barbieri e Barrenechea: talenti senza confini, sbocciati oltre l’uscio. Il futuro già in campo è un motivo d’orgoglio, la conferma che il ciclo del presidente Andrea Agnelli sconta errori gravi al tramonto ma tramanda, oltre a record e trofei, una struttura e un’organizzazione superiori agli standard italiani un’eredità positiva che può aiutare a ricostruire sulle macerie finanziarie”
◇ Corriere dello sport-stadio: “È la Juve di Ma7” – Il sette, il numero di Ronaldo, è diventato magico: vittorie di fila, gol subiti, distacco dal Napoli, punti in più rispetto all’anno scorso. Aspettando il ritorno dei campioni, i giovani bianconeri hanno tenuto a galla la squadra che ha consolidato il terzo posto e adesso può sperare in un’incredibile rimonta. ➔ Roberto Maida ha scritto: “Adesso la sfida di Allegri è ripristinare la qualità, che nel breve periodo può venire da Di Maria e Rabiot, due titolari della finale mondiale, e dalla crescita di Chiesa e Paredes La Juventus era stata pensata per vincere subito, con gli arrivi di Di Maria e Pogba, ma nello smarrimento generale degli infortuni a catena ha scoperto che l’idea di costruire una seconda squadra, con la nidiata dell’Under 23, sia stata una formula azzeccatissima”
◇ Tuttosport: “Il corto muso è senza età” Allegri a Cremona ha centrato il quarto 1-0 di fila in trasferta con una formazione dall’età media inferiore ai 26 anni
Corriere della sera: “Leao a gennaio non si muove, ma il rebus resta” – No a offerte choc da 90 milioni, la Juve riscatta Milik, Dzeko deve abbassare le pretese
Corriere dello sport-stadio: “Totti, la verità” – La vacanza con i figli rovinata dalle notizie di un’indagine sui suoi conti. Adesso sta valutando azioni legali. I soldi, l’amore, il fango: è stufo di subire. Anche durante la crociera con Noemi è stato avvicinato da ragazzi che gli chiedevano foto. E lui non si è negato. Non ha mai smesso di fare beneficenza e di donare materiale sportivo ai detenuti. In questi giorni si sente tradito. Pochi gli amici sinceri che gli sono rimasti accanto. C’è chi lo ha deluso. Guadagna grazie alle proprietà immobiliari e alle sponsorizzazioni. Al ritorno farà scelte drastiche. Vuole ancora dire la sua nello sport
Repubblica: “Dazn rimborsa i tifosi. Il caso Inter-Napoli finisce al ministero” – Aldo Fontanarosa ha scritto: “I disservizi di mercoledì sono responsabilità di un fornitore internazionale di Dazn. Questo colosso tecnologico – di cui non conosciamo il nome – ha il compito di instradare il traffico dei dati verso una serie di nodi della rete. Il lavoro di smistamento verso più nodi evita gli ingorghi e assicura la visione delle partite senza intoppi.
Mercoledì il traffico è stato concentrato su un solo nodo, che alla fine è tracollato. I tecnici di Dazn avrebbero impiegato tra i cinque e i 15 minuti per metterci una pezza”.