Il “Mi-To-Co”, mostro a tre teste partorito qualche anno fa dalla mente del Coni per imbarcarsi nell’ennesima, fallimentare impresa olimpica – diventerà realtà. Così attacca stamattina il Fatto quotidiano rilanciando la notizia apparsa nei giorni scorsi su la Stampa: il ritorno di Torino nella partita olimpica, per la caduta della pista di pattinaggio di Baselga di Pinè, in provincia di Trento, spudoratamente inserita nel dossier, ma “autentica cattedrale nel deserto prevista con un investimento da 50 milioni”, e che non sta più in piedi.
Lorenzo Vendemiale scrive che le cose vanno “come voleva Giovanni Malagò. Come non voleva l’ex sindaca 5 stelle, Chiara Appendino, che Torino l’avrebbe candidata soltanto se fosse stata in gara da sola, ma fu raggirata dal governo e dalle manovre di Milano-Cortina”. Il pattinaggio di velocità arriverà dunque all’Oval di Torino, uno degli impianti dei Giochi del 2006. Eppure, sottolinea il Fatto, “la beffa è che intanto l’impianto è stato dato in concessione ai privati, e quindi – oltre che risistemarlo – bisognerà pagarlo”.
Cortina non si scompone e vuole sempre il bob su una pista che nemmeno al CIO piace, il Fatto sottolinea che a Santa Giulia pure ci sono problemi per l’hockey. Se saltasse, scrive Vendemiale, “sarebbe un disastro per il sindaco Beppe Sala: la sua città non ha altre gare”.
Così Milano-Cortina diventerebbe Cortina-Torino. Andata e ritorno. Girone all’italiana.