I giorni del Cinderella Football Club

Spagna, Francia e Inghilterra stanno giocando in questi giorni le loro Coppe nazionali, dove le storie di piccoli club delle categorie inferiori incrociano le traiettorie delle grandi, in una festa del calcio che l’Italia continua a negarsi. Sei squadre di IV Divisione e 3 di Quinta sono arrivate ai 32esimi di finale della Fa Cup. In Francia addirittura 17 vengono dalla serie D, 4 dalla Quinta divisione, 6 dai tornei dilettantistici regionali. In Spagna sono più avanti nel calendario, già agli ottavi di finale, dove resiste il Ceuta, serie C, che ha eliminato l’Elche. Il Cacereno e l’Intercity di serie D sono stati battuti a fatica da Real Madrid [1-0] e dal Barcellona [4-3 ai supplementari], anche l’Osasuna ha fatto fuori il Gimnàstic [terza serie] dopo il 90esimo. 

 

SPAGNA 

Una squadra nata al Grande Fratello

  Del Ceuta si è occupato il quotidiano politico Abc raccontando la storia di Luhay Hamido, presidente dal maggio 2016. Un tipo di una certa popolarità da quando ha partecipato alla quinta edizione del Grande Fratello lanciando il tormentone «Para chulo, chulo, mi pirulo». In campionato le cose vanno maluccio, il Ceuta si trova in zona retrocessione, ma uno dei grandi successi di questo bizzarro presidente – scrive Abc – è stato riuscire a far fronte agli obblighi finanziari per evitare spiacevoli situazioni vissute in passato

Eh sì, il Ceuta aveva giocato 14 stagioni consecutive in Segunda B e cinque volte i play-off per la promozione, prima di subire una retrocessione a tavolino per un debito di 375mila euro con il sindacato calciatori. La sfortuna di non essere italiani e non poter rateizzare debiti a milioni. Fu solo il preludio alla scomparsa, il Ceuta ha dovuto ricominciare con una nuova società. Oggi ha un budget da 2,3 milioni di euro per la prima squadra, la filial e le giovanili. Nel turno del colpaccio contro l’Elche sono stati convocati quattro giocatori della cantera. L’allenatore è José Juan Romero, con un passato nelle riserve del Betis, l’anno scorso guida dell’Eldense per la promozione. 

 

INGHILTERRA

Una squadra hollywoodiana nata a Football Manager

  Le tre squadre di Quinta Divisione ancora in corsa sono il Chesterfield, il Boreham Wood e i gallesi del Wrexham, affiliati al sistema inglese e carichi di una certa gloria impolverata. Nel 76 si spinsero ai quarti di finale della vecchia Coppa delle Coppe. Giocano le loro partite al Racecourse Ground, uno stadio costruito nel 1807 come un ippodromo, usato così per mezzo secolo, finché le autorità locali misero fine alle corse dei cavalli per evitare adunate di massa e molestie da ubriachezza. Evidentemente quelli che dal 1877 vengono a vedere il calcio, bevono di meno: così il Racecourse Ground è diventato il più antico stadio di calcio internazionale al mondo tuttora in uso, secondo il Guinness, non nel senso della birra. È di proprietà della Glyndwr University.

Pure qui, come al Ceuta, i proprietari sono dei signori abbastanza conosciuti. Il presidente è l’attore Rob McElhenney, il suo socio è Ryan Reynolds – tre le molte altre cose produttore di Deadpool

Il Daily Mirror ha scritto che Reynolds e McElhenney hanno abbracciato la cultura britannica. Si vedono regolarmente allo stadio a fare il tifo per la loro strampalata creatura. È stato il direttore esecutivo Humphrey Ker a raccontare com’è che quei due sono arrivati qua, Con Football Manager. Si erano messi in testa di rilevare una squadra di una categoria inferiore, una squadra malandata che avesse bisogno di una mano o di un colpo di fortuna. 

Sono andati sul database di Football Manager, hanno selezionato 8-10 squadre dalla serie C in giù – per esempio l’Hartlepool, il Macclesfield – e hanno scartato tutte quelle che avevano Londra o Manchester nei paraggi. La folgorazione è arrivata quando hanno scoperto che intorno al 19esimo posto del Wrexham in serie GN c’erano 4mila e 500 spettatori a settimana. Ecco, prendiamo questi – si sono detti. Una nobile decaduta, un gigante addormentato. 

Adesso intorno alla squadra è tutto un luccichio di luci strane. 

E Wrexham ha sicuramente vinto alla lotteria, e anche adesso è stato al centro di una serie su Disney+. Prima sono apparsi nella docuserie Disney Welcome to Wrexham” e il mese scorso hanno ricevuto anche la visita del re Carlo. A parte questo cammino in Coppa già felice, l’obiettivo è la promozione, poi un’altra, poi un’altra. Fino a smettere di essere un Cinderella Football Club. 

 

  FIGURINE L’ALLENATORE DEL REIMS NATO SU FM Con Football Manager è iniziata anche la parabola da allenatore professionista di William Still, trent’anni, belga, oggi sulla panchina del Reims in Francia. Ne parla Rivista Undici nel numero in edicola con un’intervista al papà del gioco, Miles Jacobson, che racconta di essersi dato a suo tempo come obiettivo la creazione di un passatempo che «offrisse a tutti una via di fuga dalla loro vita, la possibilità di crearsi una realtà diversa in cui sentirsi allenatori». 

Più che una realtà diversa, Football Manager è diventata per molti una palestra di competenze, «diversi professionisti del calcio contemporaneo, coach, analisti, osservatori, tecnici, hanno iniziato il loro percorso di studio e formazione giocando a Championship Manager (il vecchio nome della serie, ndr) o a Football Manager», dice Jacobson. 

William Still ha detto a Sportbibile che «FM mi ha fatto capire come la mia volontà fosse quella di creare una squadra, di parlare con i giocatori. Volevo avere quel tipo di relazione. Ero ancora un calciatore, ma giocare a FM mi ha permesso di avere un’idea su come gestire una squadra».

I suoi genitori si erano trasferiti dall’Inghilterra al Belgio prima che lui nascesse. Si è iscritto a un corso di laurea sul calcio del Myerscough College, nel Lancashire. Ha fatto l’assistente nello staff della Under 14 al Preston North End. È tornato in Belgio come analista video lavorando gratis al Sint-Truiden. Ha conosciuto persone, è finito allo Standard Liegi, al Lierse, al Beerschot e si è fatto un nome da enfant prodige oltre il confine. Da quando è subentrato al Reims, in 7 partite sono arrivate tre vittorie e quattro pareggi. E voi che vi lamentate dei ragazzi che stanno troppo tempo davanti ai videogiochi.

 

FRANCIA

Dei mille e più modi di essere pagati

 Ventisette squadre su 64 sono ai 32esimi di Coppa di Francia mentre giocano in campionato dalla serie D in giù. È un mondo dilettantistico nel quale non si vive di calcio, ma si sopravvive, tra remunerazioni creative, trucchi, pratiche borderline. Ne scrive stamattina L’Équipe, dedicando due pagine ali bassifondi della piramide che da oggi sfidano le 20 di Ligue1. All’Essonne, due giocatori sono sotto contratto federale, il resto beneficia di rimborsi chilometrici e di premi partita, per stipendi da 400-500 euro a testa, fino a toccare un quarto del budget totale del club. 

In serie D un contratto vero e proprio, come dice L’Équipe, equivale al Santo Graal. La norma prevede[rebbe] un tempo pieno o un part-time, per una retribuzione dai 1.000 ai 4.000 euro lordi mensili, ma viene fatto firmare solo ai migliori. Ce ne sono solo due al Linas-Montlhéry, due anche al Vire che domani ospita il Nantes, campione in carica. Due a La Châtaigneraie, squadre dei tornei regionali avversaria del Lorient, tre contratti alla US Tamponnaise, i dilettanti che vengono da Réunion, in trasferta trans-continentale per affrontare domani il Grasse, a loro volta di Quarta serie. 

L’avversario del Clermont, l’Olympique Strasbourg Koenigshoffen, ha optato per un modello di pagamenti diverso. Non c’è contratto federale, ma cinque giovani sono stati assunti con un programma di alternanza studio-lavoro, fanno servizio in discoteche e locali. Altri otto sono dipendenti degli sponsor, inclusa la compagnia di trasporti del co-presidente Aziz Soylu.

I trucchetti sono un classico nel campo del rimborso spese. Un calciatore che resta anonimo racconta che imbroglia sui chilometri, sui pedaggi delle tangenziali, cose così. Un altro racconta che neppure dei contratti ci si può fidare. Lui ne aveva uno a tempo pieno, ma lo pagavano in contanti. Un giorno gli danno 2.800 euro, lui va a depositarli in banca e il giorno dopo lo chiamano dalla filiale per dirgli che 700 euro di banconote erano false. Dopo quattro giorni ha lasciato la squadra. Non si vive di gol tra i dilettanti, come sa il capocannoniere del Poirésur-Vie. Jordan Cuvier c’è riuscito per un po’, diciamo fino al covid. Adesso fa anche l’animatore. 

 

La squadra di C anti-PSG con i soldi dei sauditi

  La precarietà non appartiene allo Châteauroux, l’avversario del PSG. Gioca in serie C, categoria professionistica. Dal febbraio scorso è entrato nel pacchetto del fondo saudita United World, proprietario di altri quattro club professionistici: lo Sheffield United in Inghilterra, il Beerschot in Belgio, l’Al-Hilal United negli Emirati Arabi Uniti, il Kerala United FC in India.

La sua sede, di cui scrive stamattina L’Équipe in un reportage, si estende a perdita d’occhio su decine di ettari, con edifici a un piano dai colori chiari. Il pensionato può ospitare 120 ragazzi. Ha la cucina. Fino al 2010 era un sito militare, qui stavano di stanza le truppe della NATO. Dopo la partenza dell’Esercito, è stato acquistato da una società cinese che lo ha restaurato per un Centro internazionale di istruzione superiore. Ha accolto i primi studenti all’inizio dell’anno scolastico 2016, il covid ha rullato tutto e l’università privata ha chiuso. I cinesi se ne sono andati, i terreni e i locali sono in vendita o in affitto. Per i Giochi di Parigi 2024 ospiteranno gli atleti del tiro, le gare si tengono proprio a Châteauroux. 

Quando il club è stato rilevato dal fondo United World del principe Abdullah bin Mosaad, l’immobile è diventato uno dei loro centri di formazione. Ce n’è un secondo a Ginevra per 1500 persone, in partnership con una scuola svizzera, il Florimont Institute. Un terzo verrà aperto in Arabia Saudita.

L’academy in Francia è più insolita. Accoglie studenti che pagano una retta annuale di 42.000 euro, una ventina di giovani, dai 14 ai 18 anni. Vengono dal Niger, dal Togo, dagli Stati Uniti. C’è pure un accordo con il governo del Congo, che invierà 20 dei migliori giovani calciatori a studiare qui, nelle prossime settimane. 

 

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