Il primo Mondiale della storia senza una Nazionale esordiente

 

LE QUALIFICAZIONI

Il primo Mondiale della storia senza una Nazionale esordiente

 

      Le qualificate per il Qatar sono salite a 27. Il Centro-Nord America ci darà altri due nomi stasera e saranno probabilmente quelli di Messico e USA. Brian Straus su Sports Illustrated ha scritto che Pulisic è ormai pronto per abbracciare il suo status di leader del movimento. Costa Rica ha due sole ipotesi di sovvertire l’esito: battere gli USA nello scontro diretto con uno scarto di almeno sei gol oppure battere gli USA con più gol possibili e sperare che il Messico perda in casa con El Salvador, con un margine sufficiente a ribaltare la differenza reti che al momento è di +7 a +3. 

A quel punto, domani sera, mancheranno solo tre nomi e saranno noti a giugno. Il primo verrà dall’Europa, dallo spareggio tra il Galles e la vincente di Scozia-Ucraina. Il secondo uscirà dal play-off tra il Perù, quinto in Sudamerica, e la vincente di Emirati Arabi-Australia, semifinale asiatica fra le migliori terze dei due gironi. 

Il Perù si è conquistato la chance battendo nella notte per 2-0 il Paraguay, con un gol di Gianluca Lapadula e una sforbiciata dai Yoshimar Yotún. Felipe Cardenas ha scritto su The Athletic: Nel 2018 il Perù ha interrotto 36 anni di attesa e nel 2019 ha giocato la finale di Copa America, perdendola contro il Brasile. Questo nuovo risultato dimostra che sotto la guida dell’allenatore argentino Ricardo Gareca, ha trovato continuità a livello internazionale e resilienza alle avversità. Non è stata la sua migliore campagna di qualificazione, ma ha ottenuto i risultati chiave quando contava di più. Avrà tutto il tempo per prepararsi al playoff di giugno, sarà una partita tesa, ma con la fiducia di averne superata una uguale quattro anni fa. Gareca è un eroe nazionale, ma una sconfitta ai playoff metterebbe fine al suo mandato. Sono fuori dai Mondiali la Colombia e il Cile. 

Il terzo e ultimo nome è atteso a giugno dalla partita tra la quarta classificata del Centro-Nord America (verosimilmente Costa Rica o Panama) e la vincente dello spareggio d’Oceania: Nuova Zelanda-Isole Salomone. Ebbene, o le Isole Salomone fanno la doppia impresa oppure avremo il primo Mondiale di calcio della storia senza nemmeno una nuova Nazionale, nemmeno una esordiente. 

 


strumenti Tutte le esordienti Mondiale per Mondiale

1930: tutte le partecipanti (Uruguay, Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Paraguay, Perù, Messico, USA, Belgio, Jugoslavia, Francia, Romania) | 1934: dieci (Svezia, Svizzera, Germania, Spagna, Italia, Egitto, Cecoslovacchia, Ungheria, Austria, Olanda) | 1938: quattro (Cuba, Polonia, Norvegia e Indie Orientali Olandesi – oggi Indonesia) | 1950: una (Inghilterra) | 1954: tre (Corea del Sud, Turchia, Scozia) | 1958: tre (URSS, Irlanda del Nord, Galles) | 1962: due (Colombia, Bulgaria) |  1966: due (Portogallo, Corea del Nord) |  1970: tre (El Salvador, Marocco, Israele) | 1974: quattro (Australia, Germania Est, Haiti, Zaire) |  1978: due (Iran, Tunisia) | 1982: cinque (Algeria, Honduras, Camerun, Kuwait, Nuova Zelanda) |  1986: due (Canada e Danimarca) |  1990: due (Costa Rica e Irlanda) | 1994: tre (Arabia, Nigeria e Grecia) | 1998: quattro (Sudafrica, Giamaica, Croazia, Giappone) | 2002: quattro (Slovenia, Ecuador, Cina, Senegal) | 2006: sei (Ucraina, Angola, Costa d’Avorio, Togo, Ghana, Trinidad e Tobago) |  2010: una (Slovacchia) | 2014: una (Bosnia Erzegovina) | 2018: due (Islanda e Panama)


 

Non ci sono altre novità perché il Libano ha perso l’ultima corsa per andare agli spareggi asiatici e il Mali è stato eliminato dalla Tunisia nei play-off africani: 0-0 dopo la sconfitta all’andata per 1-0. L’area mediterranea ha sprecato il suo vantaggio e non ha dominato. 

L’Egitto si è fatto mangiare l’1-0 dell’andata dopo quattro minuti con un autogol di Hamdi Fathi. Il Senegal ha ripetuto l’esito della finale di Coppa d’Africa, vincendo così lo spareggio ai rigori. Il remake di un sogno secondo l’Equipe. Con le gambe pesanti per la tensione, i primi quattro tiri dal dischetto sono stati tutti sbagliati: Koulibaly da una parte, Salah dall’altra. Così Momo è fuori dai Mondiali, il colpo di ghigliottina con il tiro decisivo l’ha calato l’amico Sadio Mané. È il sesto giocatore da élite del Pallone d’oro che resta fuori dopo i quattro italiani (Jorginho, Donnarumma, Chiellini, Bonucci) e dopo Haaland. 

Il Daily Mail enfatizza le dozzine di laser puntate sulla sua faccia dalle tribune prima del tiro dal dischetto. Salah ha dovuto fare un passo in avanti, nel tentativo di concentrarsi in mezzo a quel disturbo. La federazione egiziana afferma inoltre che la squadra è stata attaccata con sassi e bottiglie sul pullman prima della partita. Sono state pubblicate alcune fotografie sulla pagina Instagram come prova. Il Guardian scrive che non è chiaro se presenteranno ricorso contro il risultato. 

Il Marocco ha dominato sulla Repubblica Democratica del Congo (4-1) e le altre sue si sono qualificate grazie a una regola che in altri casi non esiste più: il gol doppio in trasferta.

Il Camerun ha vinto in Algeria per 2-1 dopo aver perso 1-0 in casa, decisivo Karl Toko Ekambi al quinto minuto di recupero dei supplementari. Indomabili titola in effetti L’Equipe

Il Ghana ha pareggiato 1-1 in Nigeria (gol annullato dalla VAR a Osimhen) dopo lo 0-0 dell’andata. È dovuta intervenire la polizia con i gas lacrimogeni, per fermare gli scontri con i tifosi che avevano invaso il campo di Abuja a fine partita. Sono state divelte le panchine e lanciati oggetti contro i giocatori di entrambe le squadre, in fuga verso gli spogliatoi.

 

      Le 27 qualificate finora

Dall’Africa | Camerun, Ghana, Marocco, Senegal, Tunisia

Dall’Asia | Qatar, Iran, Corea del sud, Giappone, Arabia Saudita

Dal Centro-Nord America | Canada

Dall’Europa | Germania, Danimarca, Francia, Belgio, Croazia, Spagna, Serbia, Inghilterra, Svizzera, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo

Dal Sudamerica | Brasile, Argentina, Ecuador, Uruguay

 

     EUROPA | Ronaldo e Lewandowski avanti, fuori Ibrahimovic 

 

     2-0 | Un rinvio sgangherato, un regalone offerto da portiere e difensori della Macedonia. Bruno Fernandes ne ha cavato il gol che ha indirizzato lo spareggio e la qualificazione del Portogallo ai Mondiali. La stessa occasione sui piedi di Berardi – ehm, vabbè, tanto a che serve dirselo. Cristiano Ronaldo stavolta ha messo gli assist, non i gol. Si avvia al quinto Mondiale della sua carriera, come Buffon e Lothar Matthaeus. Le partecipazioni del Portogallo diventano otto. 

 

    2-0 | Qui hanno deciso un rigore di Lewandowski e un gol di Zielinski. Thomas Hürner da Chorzów, per la Süddeutsche Zeitung ha scritto della forte connessione che esiste tra la Polonia e l’Ucraina in questi giorni. Due Paesi che hanno un rapporto storicamente ambivalente, con alti e bassi, anche dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Ma raramente c’è stata tanta unità e solidarietà come in questo momento. Secondo gli ultimi dati delle Nazioni Unite, 3,6 milioni di ucraini hanno lasciato casa e la Polonia ne ha accolti circa 2,1 milioni, ovvero circa il 60% dei fuggitivi.

Maciej Balazinski, vicepresidente del Wisla, dice di non conoscere nessuno nel calcio polacco che non stia aiutando in qualche modo gli ucraini. Kosta Runjaic, l’allenatore del Pogon Stettin in testa alla classifica, racconta che «la guerra è il discorso più frequente nello spogliatoio». “Negli stadi polacchi – scrive la Süddeutsche Zeitung – si sentono cori anti-russi, a volte con insulti selvaggi. Polonia e Ucraina hanno organizzato insieme gli Europei del 2012, nello scetticismo diffuso e ieri – dice il giornale tedesco – la Nazionale di Lewandowski aveva 2 milioni di tifosi in più. 

 

in tv venerdì ore 18 Rai 2: sorteggio Mondiali

LE AMICHEVOLI | Il sacro fuoco di van Gaal

 

     L’Inghilterra ha vinto 3-0 con la Costa d’Avorio. Il pubblico ha fischiato Maguire e il CT Southgate – scrive il Guardianha espresso tutta la sua disapprovazione”. Secondo il Times Southgate deve godersi la pace prima della tempesta. Nel senso che adesso per l’Inghilterra viene la parte del lavoro più difficile. Jim White sul Telegraph elogia la prova di Sterling e scrive che può essere lui il leader della squadra. 

La Spagna ha segnato cinque gol all’Islanda e As scrive in prima pagina che questa squadra fa paura, nonostante 10 giocatori cambiati su 11 rispetto alla partita con l’Albania. Morata si tatua il 9 della Nazionale ha scritto Héctor Martínez. Maquina Roja titola il Mundo Deportivo dalla Catalogna, per la doppietta dello juventino e l’altra di Sarabia. Santi Nolla nel suo editoriale parla di una cinquina di grande autostima. 

Cinque ne ha fatti anche la Francia al Sudafrica, un paio Mbappé (9 in pagella da L’Equipe), uno Giroud su passaggio di Griezmann. 

La Germania ha pareggiato 1-1 in Olanda. Die Welt ha scritto un elogio ironico di Louis van Gaal, il Ct che all’età di 70 anni potrebbe innaffiare comodamente i suoi tulipani di Amsterdam in giardino, ma invece ha preso il controllo della nazionale olandese per la terza volta la scorsa estate. Da allora è chiaro: bisogna ammazzarlo per farlo smettere. Non si arrende. Van Gaal ha ancora questo fuoco dentro di sé. Da giovane allenatore, negli anni Novanta, certificò che il calcio tedesco era il terzo mondo dal punto di vista tattico. Era vero, ma poteva mai essere un olandese a dirlo?

 

      Il Times stamattina riferisce gli ultimi sviluppi sui piani di ritocco alla formula della maxi-Champions che partirà dal 2024. La risposta dell’UEFA alla Superlega: con l’allargamento del campo delle partecipanti e l’aggiunta di altre partite per far crescere i ricavi. Le quattro wild card per passare da 32 a 36 partecipanti dovrebbero essere così distribuite: due ai club non qualificati con il coefficiente più alto nel ranking. Quest’anno sarebbero state Arsenal e Roma. Un terzo al campionato francese (il Monaco) e un quarto alla squadra vincitrice dello scudetto nella nazione dal ranking più alto tra quelle che non hanno un posto garantito. 

 

       titoli |   La Gazzetta dello sport: “Eriksen in gol. Uno schiaffo al destino cancella il dramma sfiorato” – Gioca e segna con la Danimarca nello stadio dover rischiò di morire: 35mila tifosi tutti per lui e la fascia da capitano

 

 

La prima squadra africana in finale al torneo di Viareggio 

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Oggi la prima squadra africana della storia a raggiungere la finale del torneo di Viareggio, si gioca il titolo contro il Sassuolo. Matteo Dovellini su Repubblica racconta chi sono i ragazzi nigeriani dell’Alex Transfiguration, che si allenano tra Lagos e Ikeja. Tra campi in terra e uno in sintetico, fuori dalla capitale nigeriana. Alex è il nome del presidente che ha dato vita alle speranze di questi ragazzini, Transfiguration è il suo motto. «Che dalla terra dei campi dove si allenano, riesce a trasformare quei bambini in giocatori»

Repubblica racconta che ha iniziato coi bambini della chiesa di Lagos e ha dimostrato che il calcio può trasformare non solo le loro carriere ma anche le loro vite.

 

      titoli | La Gazzetta dello sport: Cara commissione. Dalla A ben 174 milioni ai procuratori” – Il report della Figc sulle operazioni del 2021: Juve, Inter e Roma nettamente in testa

 

  in tv oggi ore 14.30 Rai Sport: Sassuolo-Alex Transfiguration (finale torneo Viareggio)

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