OGNI LIBRO È UNA PARTITA | La balena alla fine del mondo, di John Ironmonger (Bollati Boringhieri, 2021)
Che cosa succede quando a una storia manca un Djokovic
DI PIERO VALESIO
Sarebbe una partita-favola perfetta. Un’esibizione della miglior Olanda del calcio totale, quella di Crujff e Neeskens, di Rep e Jongbloed con le ginocchiere. Se non fosse che manca Djokovic. Ovvero, spiego: manca il negativo, colui che scombina l’eterna ricerca di armonia del creato perseguendo in massima parte gli interessi personali. Come se in quell’Olanda meravigliosa, che dava vita ad un gioco nuovo, si fosse insediato un teorico della difesa-contropiede: un Rocco o il Trap, per dire. Che restano maestri ma con “quel” pensiero di calcio non avrebbero nulla a che spartire.
Leggete La balena alla fine del mondo e dite voi se non si riceve la stessa sensazione. Scienza e finzione si incrociano portando il protagonista in un paesino della Cornovaglia dopo un viaggio notturno disperato fuggendo dalla City londinese. E tanto vi basti. L’autore (uno zoologo anglokeniota) riesce a insufflare nelle narici di chi legge l’odore di salmastro del mare che si infrange sulle onde e del pesce appena pescato. E magari pure dello shampoo che usa la moglie del parroco. E costruendo un favolone simbolico perfettamente immerso nell’epoca-Covid (che non si chiama così ma poco cambia) porta chi legge a diventare parte di quella stessa mini comunità umana.
La balena arriva da lontano, si avvicina alla costa come la nave che trasporta il corpo dormiente del Conte Dracula senza più nessuno a bordo, come nel romanzo di Bram Stoker. Ma il cetaceo non è messaggero di sventura: è anzi personaggio messianico che apre le porte al futuro e alla speranza. La storia insomma di cui tutti abbiamo bisogno, in un momento del genere. Però non c’è Djokovic. Alla fine anche chi potrebbe sembrarlo, non lo è. C’è chi è più illuminato e chi meno: ma non arriva l’ambizioso di turno a rovinare tutto. È fiction e non realtà certo. Ma mentre si respira l’aria salmastra del mare e si scruta la balena all’orizzonte il romanzo di Iromonger porta alla madre di tutte le domande: può esistere lo schema perfetto? Può essere che tutti giochino una partita dove non solo si rispettano le regole ma in cui tutti adattano a superare i propri limiti per creare qualcosa di cui tutti si avvantaggino? Dove se c’è Crujff a dettare il gioco meglio affidarsi a lui perché ne capisce di più? In ogni caso: vale la pena sedersi sulla scogliera e guardare avanti. Magari la balena arriva davvero. E ci salva.
MUSICA DA ACCOMPAGNAMENTO
1) Simply Red – Holding back the years, da Picture book (1985). Particolarmente consigliabile il video originale (girato in Scozia non in Cornovaglia, ma va bene lo stesso)
2) Local Hero, soundtrack del film omonimo di Bill Forsyth, 1983. Il brano da mettere a manetta è Going Home di Mark Knopfler
3) Bronski Beat – It ain’t a necessarily so, da The age of consent (1984) (Dove si racconta di Giona e della Balena)