La sfida del mondo a Lara Gut-Behrami 

I Mondiali di Cortina: il Super-G

 

  ▻ Ci riproviamo? Ci riproviamo.  Dopo la falsa partenza di ieri e la combinata femminile saltata, stamattina Cortina sta provando a mettere in piedi la prima gara dei Mondiali, il super-G femminile, sulla pista Olympia delle Tofane. Non essendoci le condizioni per correre subito dopo il super-G maschile sulla pista Vertigine, questa seconda gara slitta a giovedì. Resta in dubbio la combinata maschile di domani. Per ora va così. Con i dubbi sul meteo e sulle condizioni della pista. Gianmario Bonzi sul Giorno anticipa: “Bisogna tener duro fino a mercoledì, poi arriveranno freddo e temperature basse che cambieranno quanto meno la consistenza della neve, fondamentale per lo sci di alto livello. In ogni caso: oggi la finestra del tempo è buona, la pista sarà pulita, certo difficilmente si troverà neve ghiacciata sull’Olympia delle Tofane, ma si parte e questo conta”.

Perciò Marta Bassino ha scelto il pettorale numero #1, nel timore che il tappeto bianco si spappoli strada facendo dopo le nevicate di queste ore. Flavio Vanetti sul Corriere della sera ha scritto stamattina che “la ragazza che ama lo sci ma odia il freddo ha aggiunto un elemento distintivo alla sua crescita: la pacatezza”. 

Inoltre, come spiega Fabio Poncemi su Neve Italia, “il disegno del tracciato sarà quello di Giovanni Feltrin, tecnico delle azzurre che darà un riferimento preciso alle ragazze e, intervistato dai colleghi di Sky Sport, ha spiegato che ci sarà tanta curva, come piace alle sue atlete”.

Federica Brignone ha preso il numero #5 mentre Lara Gut-Behrami che è stata la prima a scegliere, avendo vinto 4 super-G in Coppa, ha voluto il #7. È lei la favorita. Torna in velocità Mikaela Shiffrin a distanza di un anno e 14 giorni dal super-G vinto a Bansko: al sorteggio ha vinto il numero#10. È la detentrice del titolo. 

Altre avversarie per Gut: Suter (#9), Ledecka (#11), Vickhoff Lie (#13), Vlhova (#15) e Gisin (#16). Le altre due italiane sono Elena Curtoni (#17) e Francesca Marsaglia (#19).

 

parole Tina e Mikaela ➣  Mikaela Shiffrin arriva da un anno duro e da poche settimane di allenamento in superG. Può essere competitiva? «Vive un momento difficile. Sta facendo enormi sforzi per tornare ai suoi livelli, più grandi di quelli che le erano serviti per arrivare al top. Un lutto in famiglia ti toglie tante energie, non so quanto sia serena. Per andare forte nella velocità bisogna essere liberi di testa e un lutto quella serenità te la toglie».

Tina Maze intervistata da Simone Battaggia, la Gazzetta dello sport

 

  | mondi Dal Kenya ➔ E con il numero #38 arriva lei, Sabrina Simader, 22 anni, nata in Kenya da padre austriaco, un gestore di ski-lift che portò poi tutta la famiglia nel villaggio di Sankt Johann am Wimberg. È già stata ai Giochi di Pyeongchang 2018, dove si è piazzata proprio 38esima nel super-G. Nel suo ultimo numero il Venerdì le ha dedicato un servizio a cura di Mattia Chiusano. 

«A scuola ero sempre l’unica ragazza nera – sono le parole di Sabrina – all’inizio è stata dura, mi guardavano sempre. La gente era scioccata dal fatto che una nera potesse sciare in quel modo». È stata sulla copertina di Forbes Africa. Ha ballato a Soweto nel nome di Mandela.

 

  | profili Cinque cose su Lara Gut-Behrami da dire in ascensore  ➔  1 Ha vinto 30 gare di Coppa del mondo, una cifra inferiore solo a Mikaela Shiffrin (68) | 2 Parla cinque lingue. Sua madre Gabriella Almici è italiana. Lei è nata nel Canton Ticino ma i suoi vivono nel francofono Giura. A scuola ha studiato tedesco e inglese, da adulta ha imparato lo spagnolo. | 3 Ha messo i suoi primi sci a due anni, un regalo della zia, e li usava per camminare in giardino. È salita per la prima volta sul podio di Coppa del mondo a 16 anni, la prima vittoria a 17 anni e 237 giorni ma non ha mai vinto i Mondiali | 4 Suo fratello Ian, a sua volta sciatore, rappresenta il Liechtenstein anche se ha gareggiato per la Svizzera ai Giochi olimpici invernali giovanili del 2012 | 5 Ha recitato nel ruolo di una sciatrice dal nome Chiara Merz nel film Tutti giù del 2012 con la regia di Niccolò Castelli. Venne presentato al festival di Locarno e ha vinto il premio come miglior film al festival di Kitzbühel.

 

  | radici chi ha vinto in super-G e come  ➔ È la diciottesima volta che si assegna il titolo in super-G, una specialità inserita in programma nel 1987. Hanno vinto finora sciatrici di otto paesi diversi. La prima campionessa fu la svizzera Maria Walliser, che si affrancò così dalla rivalità interna con Michela Figini. “Sì è preso il capo tra le mani – scrisse l’Unità – e l’ha premuto sulle ginocchia, su quella tavolozza di colori che è la tuta della Nazionale svizzera. Le spalle rotonde di Maria erano scosse dai singhiozzi, come se si liberasse da un peso”. 

Solo in tre sono riuscite a conquistare due volte l’oro, e tutte in due edizioni consecutive. La povera austriaca Ulrike Maier – poi morta in gara a Garmisch nel 1994 – ce l’aveva fatta nel 1989 e nel 1991, la prima volta con tutto il podio chiuso in 4 centesimi di secondo e la seconda rientrando dopo un anno dalla maternità. Tutte e due le volte a sorpresa.

I due successi italiani sono di Isolde Kostner nel 1996 e 1997. In una intervista di due anni e mezzo fa con Gianni Mura per Repubblica diede la sua definizione della paura. «È una compagna di viaggio, puoi saperlo o fare finta di dimenticartene. Non è tutta una discesa che fa paura, altrimenti si sceglierebbe un altro sport. Molti hanno paura delle curve, io l’avevo dei salti. La paura non esclude il coraggio, ma è più vicina alla responsabilità, al sapere cosa si rischia. E basta un attimo, un crostone di ghiaccio, un minimo avvallamento del terreno, e si vola, e si cade».

L’ultima doppietta è stata di Anja Pärson nel 2005 e 2007. Veniva da Tarnaby, come Ingemar Stenmark, “un villaggio di 800 anime – scrisse Gianni Merlo per la Gazzetta dello sport – sparpagliate nel verde dove l’aria e l’acqua sono pure. Tocca ad Anja Paerson, giovane donna, rotonda e potente, tenere viva la tradizione. Anja è stata sgrezzata dal padre, che attualmente è anche il responsabile degli slalom della squadra svedese. Si chiama Anders e non è mai stato un campione. Fino a qualche tempo fa a tavola non rispettava alcuna dieta, ha sempre amato la buona cucina e non si è mai negata alcun piacere al palato. Sugli sci è agile e potente. L’ avvento degli sci corti e sciancrati ha accelerato la maturazione del suo talento. Per questo quando trova tracciati filanti innesta le quattro ruote motrici e per le altre rimangono solo le briciole. Di solito solo una pista dal disegno molto angolato può farla deragliare. Da ragazzina era molto promettente nel calcio, perché ha gambe forti”.

Nel 2012 Anja ha fatto outing e annunciato la maternità con la sua compagna Filippa. 

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