La finale di Supercoppa spagnola sarà il derby di Madrid giocato in Arabia. L’Atlético ha battuto il Barcellona rimontando da 1-2 a 3-2 con solo il 28% di possesso palla. La VAR ha annullato due gol alla squadra di Messi.
L’essenza del cholismo. No, secondo noi Simeone non se la prende se qualcuno in tv gli dovesse dare del contropiedista. Anzi. Può essere che la cosa innaffi il suo orgoglio calcisticamente molto italiano. … Sembra incredibile che l’Atletico oggi sia in Arabia a preparare la finale della Supercoppa di domenica col Real Madrid mentre il Barcellona è protagonista di un mesto rientro a casa. Per 80 minuti è parso impossibile, inimmaginabile. E invece il cholismo è rinato, o forse non è mai morto perché la cosa non è prevista nel dna di questa forma di vivere e intendere il calcio. … Con Messi ispiratissimo e la squadra che girava intorno a lui, con l’Atletico colpito, spaventato, imbarazzato, imbarazzante e salvato da Oblak e dalla Var, sembrava impensabile poter anche solo ipotizzare un finale diverso da quello che prevedeva il trionfo blaugrana. | Filippo Maria Ricci, la Gazzetta dello sport
Che cosa scrivono in Spagna.
Spazio alle parole di Messi che ribadisce il pieno sostegno all’allenatore Valverde. Ma Marca titola: “Valverde vacilla”. Il quotidiano sportivo catalano in prima pagina: Inspiegabile. El Mundo invece se lo spiega bene quando scrive che il Barcellona ha mostrato il suo lato grottesco in difesa. Mundo Deportivo pone enfasi sulle decisioni della VAR: i due gol annullati e “tre rigori non fischiati”. La Vanguardia apocalittico: il Barcellona si disintegra. Diario AS esalta il cuore della squadra di Simeone.
Inghilterra
Moyes al West Ham è un punto interrogativo. Il blues è nella natura dei tifosi del West Ham. A una stagione deludente ne segue un’altra senza troppo entusiasmo e quella attuale non sta facendo eccezione. Solo che stavolta la squadra flirta troppo con la zona rossa della classifica, per via di una rosa troppo eterogenea e troppo poco talentuosa. Manuel Pellegrini è stato esonerato perché non ha saputo piantare qui la sua visione del calcio e aveva perso da tempo il supporto del capitano, Mark Noble. Cosa può succedere, francamente, questa è una bella domanda. David Moyes è uno di quei tecnici britannici intercambiabili e anacronistici che passano da un club all’altro senza mai dare un’idea di gioco. Designato come successore di Alex Ferguson nel 2013, lo scozzese ha retto meno di una stagione al Manchester United. Poi ha fallito al Real Sociedad e al Sunderland (ultimo nella Premier League). Da novembre 2017 a maggio 2018 ha già esercitato al West Ham in modalità pompiere per evitare la retrocessione. Era da allora rimasto senza incarico. Il suo ritorno mostra che l’ambizione dei dirigenti del club di East London è limitata alla piccola manutenzione. Scommettono sulla ruvidezza della gestione di David Moyes rispetto a quella del suo predecessore. Ma è quel che piace al centrocampista Declan Rice: “Certamente lui è di una vecchia scuola, ma ne avevamo bisogno”. | Christophe Larcher, France Football
~ stasera Sheffield-West Ham
la classifica Liverpool 58, Leicester 45, Manchester City 44, Chelsea 36, Manchester United 31, Tottenham e Wolverhampton 30
Francia
Eduardo Camavinga dal nulla a star. L’Équipe ha inserito il nome del diciassettenne centrocampista del Rennes fra i 30 che hanno in mano le sorti del calcio francese, ricostruendone la difficile infanzia. “È dovuto partire all’età di un anno con tutta la sua famiglia dalla regione di Cabinda (Angola) in preda a una guerra civile. «Mio padre era stato ucciso dai soldati – dice Celestino Camavinga, padre del centrocampista del Rennes. Se ci avessero preso, sarebbe finita. Siamo emigrati, prima a Lille, dove la prima notte, con mia moglie e tre bambini (tra cui Eduardo), abbiamo dormito per la strada»”. Yohann Hautbois scrive che “dal novembre 2004 nulla sarà risparmiato a questa famiglia credente, accattivante, persino solare”: alla ricerca di un tetto sotto il quale dormire o mangiare («Ci fermavamo nella galleria accanto al Carrefour dove facevamo la spesa») fino all’iniziale rigetto della domanda per essere considerati rifugiati politici. Papà Camavinga trovò lavoro a Fougères nell’impianto locale di macello della carne di maiale, quando Eduardo già a 9 anni diceva di voler fare il calciatore professionista. Il Rennes lo vide a una finale regionale giocata a 11 anni e se ne invaghì, mentre andava in fiamme la casa trovata dalla famiglia a Lécousse. «Dopo che ero partito per andare lavorare alle 4 del mattino – è sempre il racconto di Celestino – mia moglie ha preparato i bambini, li ha portati a scuola e quando è tornata ha visto l’incendio». Celestino racconta di non aver lasciato il lavoro per non mettere in difficoltà i suoi colleghi. Dovettero trovare riparo in un locale malsano, freddo e infestato da topi. «Quando gli osservatori del Rennes vennero a dirmi che mio figlio col calcio sarebbe andato lontano, gli dissi. Prendi le cose in mano, sei tu che risolleverai la famiglia». Eduardo aveva 12 anni. Ha debuttato in Ligue1 a 16 anni, 4 mesi e 27 giorni.
~ stasera Rennes-Marsiglia
L’Equipe scrive che Icardi non ha clausole per tornare in Italia. L’Equipe tesse l’elogio di Icardi e del Psg. Con la tripletta dell’altra sera al Saint-Etienne, l’argentino ha toccato quota 17 gol stagionali, di cui 5 in Champions. Il quotidiano scrive che il centravanti non ha alcuna clausola che gli offre l’opportunità di tornare in Italia; sarà il Psg a decidere cosa fare e molto probabilmente farà valere il diritto di opzione e potrà assicurarsi l’erede di Cavani a una cifra bassa, considerato il mercato attuale: appena 6 milioni in più rispetto a quanto pagato al Napoli nel 2013 per Cavani.
la classifica PSG 45, Marsiglia 38, Rennes 33, Lille 31, Nantes 29, Reims 28 e Monaco 28