La tentazione per Brignone di pensare alla grande Coppa

 

 

 

  Federica Brignone ha vinto la combinata di Altenmarkt-Zauchensee dopo aver dominato il SuperG ed essersi difesa in slalom dalla svizzera Holdener. Terza Marta Bassino e quinta Elena Curtoni. Uomini: lo slalom di Adelboden allo svizzero Yule. 

La più polivalente al mondo da anni. Nella combinata alpina è la prima a centrare tre gare di fila dal dominio di Janica Kostelic che, tra gli anni 2002 e 2006, ne vinse quattro. Ma non è tutto qui. Dodici successi in carriera Federica, oltre ad essere leader della classifica di combinata e di gigante, ha riaperto i giochi anche in quella di supergigante. E, con la grinta del felino e la costanza della formichina, sta costruendo un impero sulla neve tanto da volare in alto nella classifica generale, al secondo piano con 565 punti e vista sull’attico dove tra nuovi tormenti abita Mikaela Shiffrin a quota 826.  La generale? È ancora troppo presto per i pronostici. | Daniela Cotto, la Stampa 

La missione impossibile. Ha grinta da spostare le montagne e l’esperienza per affrontare ogni gara, una alla volta, credendoci sempre. Anche nella Grande Coppa che nessuna italiana ha mai vinto. Sembra una “mission impossible”, ma la Shiffrin di questa stagione è più umana e un po’ meno marziana. Federica continuerà ad annaffiare il fiore del suo sogno. | Pier Bergonzi, la Gazzetta dello sport

Vittoria numero 12. Dodicesimo successo e 32simo podio della Brignone nella Coppa del Mondo, quarto centro in combinata dopo i tre di Crans Montana. Ma, soprattutto, uno scenario esaltante: leader nel gigante, favorita per il trofeo della combinata (ce ne saranno altre due, a Crans e a La Thuile: in pratica a casa sua) e per ora seconda nella Coppa assoluta. C’è da sognare? «Solo il giusto, è tutto ancora molto fluido. Ma l’orgoglio, quello sì, vola alto già ora».  | Flavio Vanetti, Corriere della sera

I tanti problemi fisici e la concorrenza con Goggia. Fede è risorta da guai fisici (una cisti alla caviglia nel 2012, una pubalgia nel 2017, nell’anno olimpico chiuso con un bronzo in gigante a PyeongChang), sopravvissuta alle pressioni di essere molto di talento, predestinata e vincente presto (argento mondiale a Garmisch 2011) e infine rafforzata anziché piegata dalla concorrenza interna, specie quella con Sofia, con la quale condivide la leadership del gruppo ma non molto altro, vista la polarità dei caratteri e delle qualità tecniche: Fede molto precisa, la bergamasca senza paura. | Alessandra Retico, la Repubblica

Come la mamma. Ieri è stata pressoché perfetta. Lo skiman di fiducia Mauro Sbardellotto le mette una manciata di neve sul collo per attivarla e via a dominare l’insidioso superG (tracciato dall’italiano Giovanni Feltrin) che ha fatto vittime illustri tra cui le specialiste dello slalom Petra Vlhova e Mikaela Shiffrin, oltre a Sofia Goggia. Non contenta, Fede ha stupito nello slalom, la disciplina prediletta di mamma Ninna Quario, che con le sue quattro vittorie in Coppa del Mondo tra il 1979 e il 1983 contribuì alla prima versione della Valanga Rosa. | Alberto Dolfin, Corriere dello Sport-Stadio

Cosa scrive la mamma di lei. Passano gli anni, ma lei non è cambiata, è la diciannovenne che tocca il cielo con un dito quando a Garmisch si prende il titolo mondiale juniores di combinata, facendo schifo in discesa e orrore in slalom. Vinse, perché non sono tante le polivalenti capaci di fare tutto. Ora le cose sono cambiate. In velocità, e soprattutto in supergigante, Fede è fra le migliori al mondo e anche in slalom se la cava bene, considerando il poco allenamento specifico.  | Maria Rosa Quario, Il Giornale

la classifica femminile  Shiffrin 826, Brignone 565, Vlhova 513, Holdener 367, Gisin 361

La Coppa del mondo maschile

La classe di Yule. Un vero spettacolo vederlo in quella selva di pali sul muro finale andare giù dritto come un tritasassi! E i 30mila presenti nel parterre della Chuenisbärgli hanno preso fuoco. Bruciati da Yule fin dalla prima manche soprattutto quando hanno visto che Clement Noel, che stava scendendo come un dannato, è saltato per aria. Daniel Yule merita un doppio applauso. Quello della vittoria ma anche quello che di solito si tributa ai grandissimi. Perché quando ti trovi primo nella manche d’apertura ma non sei identificato come un leader assoluto, non è facile sopportare la pressione. E lui c’è riuscito a Campiglio e qui, due piste non propriamente facili. C’è da dire che qualcosa sul muro finale è accaduto, perché gli ultimi dieci partiti hanno perso troppo tempo rispetto ai primi. | Marco Di Marco, Sciare Magazine

la classifica maschile  Kristoffersen 611, Pinturault 533, Kilde 519, Paris 454, Mayer 362

Cosa dice questa classifica. Kilde si giocherà tanto nel prossimo week-end di Wengen, con la possibilità di tornare in vetta tra la combinata di venerdì prossimo e la discesa sul Lauberhorn del giorno successivo, ma lo stesso Dominik Paris, osservando da lontano i teorici avversari nelle prime quattro gare del 2020, è in corsa eccome. Il jet azzurro ha 157 punti di distacco da Kristoffersen e ora il differenziale tra prove tecniche e veloci sarà praticamente nullo. L’attuale leader di coppa ha trovato continuità ed è il riferimento, cosa che non si può dire di Alexis Pinturault, la cui media punti delle ultime gare non è certo da potenziale vincitore della generale. | Fabio Poncemi, Neve Italia

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