La differenza di Leclerc. La Ferrari ha trovato un tesoro

Charles Leclerc è in pole position per il terzo gp di fila e la quinta volta in stagione. Al suo fianco la Mercedes di Hamilton. In seconda fila la Ferrari di Vettel e la Red Bull di Verstappen. Terza fila con Bottas e Albon.

 

Al banchetto dei giganti

Ci sono piloti che fanno la differenza e che diventano, immancabilmente, dei punti di riferimento. Sono rari, sono preziosi e molto spesso meravigliosi. Ieri, un nuovo membro, molto giovane, si è invitato a questo banchetto di giganti, dimostrando al mondo intero che la Formula 1 non è solo cavalli, aerodinamica e numeri. Questo sport, meccanico, non si limita a numeri; è soprattutto umano.

Fredéric Ferret, l’Équipe

 

Lo stupore | Vince contro i pronostici, riscrive le statistiche sui piloti giovani e vive con il sorriso stampato addosso. La Ferrari ha trovato un pilota ragazzino che è in grado di ottenere il massimo risultato dal mezzo a disposizione.

Stefano Mancini, la Stampa

 

Leclerc e la la storia

Nel 1996, quando esordì sulla Ferrari, Schumi totalizzò “solo” 4 pole. Decisamente meglio fece nel 1974 Niki Lauda: 9 pole al primo anno a Maranello, di cui 6 di fila, dal GP Olanda al GP Italia. Meglio di Leclerc fece anche Juan Manuel Fangio nel 1956, sua unica stagione alla corte di Enzo Ferrari: 6 pole su 7 GP disputati, inclusa quella in Belgio con 4 secondi e 9 decimi di margini sul secondo.

Giovanni Cortinovis, la Gazzetta dello sport

 

Una questione di occhi

Gli occhi di Charles Leclerc sono ancora in trance, come se riguardasse nella sua mente il giro magico che gli è valso la pole. «Un giro pazzo, in cui ho pensato di finire contro il muro almeno un paio di volte, ma sono riuscito a “tenere” la vettura. Come ho fatto? Non lo so. In certi casi si reagisce d’istinto. E a me è andata bene». Gli occhi di Sebastian Vettel invece guardano nel vuoto, smarriti, come se cercasse una spiegazione. 

Luigi Perna, la Gazzetta dello sport

 

Visto e rivisto alla moviola, si vede che gli errori, o meglio le sbavature, sono state addirittura quattro. Ma per volare tra quei muri non c’era altro modo. Leclerc è dovuto andare oltre i limiti. 

Umberto Zapelloni, il Giornale

 

Sembra Villeneuve

Quando davanti agli occhi ti scorre una scena mai vista né immaginata, la mente va a cercare in altri spazi e in altri tempi. Ieri, osservando Charles Leclerc in bilico sul bordo franoso delle leggi della fisica in quel giro pazzesco, con la Ferrari a scodare cercando di prendere la tangente e lui niente, lì, puntuale, cocciuto a riprenderla sotto il suo controllo, ci è venuto da pensare a Gilles in controsterzo.

Fulvio Solms, Corriere dello sport-Stadio

 

Il vantaggio della pole a Singapore

Troppo tardi per riaprire la corsa al Mondiale ma, con l’ennesima magia che ha realizzato nella notte di Singapore, Charles Leclerc ha strappato di fatto a Lewis Hamilton il ruolo di uomo da battere. Non qui, dove chi parte davanti a tutti ha praticamente in tasca la vittoria (liberi di fare ogni tipo di scongiuro). Perché in 11 edizioni soltanto tre poleman hanno fallito l’obiettivo: Massa (2008), Hamilton (2012) e Vettel (2017), per incidenti o guasti meccanici. Ma uomo da battere anche nel resto della stagione. 

Andrea Cremonesi, la Gazzetta dello sport

I rimpianti per Vettel

«Peccato per Seb, era da prima fila. Il nuovo pacchetto aerodinamico era previsto più avanti, fatti i salti mortali per anticiparlo. Ha funzionato. Abbiamo individuato i nostri punti deboli e li stiamo risolvendo anche per il 2020. Sappiamo dove mettere le mani».

Mattia Binotto

 

Una pista favorevole a Hamilton

Su una pista ad alto carico aerodinamico come quella di Marina Bay – secondo i pronostici – in cima alle gerarchie sarebbe dovuta tornare la Mercedes. Un risultato positivo della Ferrari, quindi, significherebbe che il passo in avanti della Rossa c’è, ed è netto.

Federico Strumolo, Libero

 

Non solo Leclerc

Seconda mossa: i correttivi aerodinamici portati dalla Ferrari funzionano e forse aprono un nuovo scenario sulla stagione visto che hanno già sconfessato un pronostico non favorevole. Muso, fondo, ali per un concerto che riesce a far viaggiare questa rossa anche quando mancano rette sconfinate. Terzo elemento: la gomma morbida fornita qui dalla Pirelli è la più tenera in assoluto. Non veniva utilizzata dal Gp del Canada (9 giugno) e serviva una interpretazione rapida per vetture che nel frattempo sono mutate parecchio. 

Giorgio Terruzzi, Corriere della sera

 

Prospettive

Chiudere il campionato con la monoposto più veloce potrebbe essere il momento della svolta. I regolamenti non cambieranno nel 2020, quindi tutti i progressi ottenuti nelle sette gare che mancano alla conclusione torneranno buoni per la prossima monoposto: la prima dell’era ibrida a partire da favorita.

Stefano Mancini, la Stampa

 

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